Inutile dire che questa mattina, dopo la nottata che ho passato ieri, sto veramente male, ma nonostante questo le lezioni sono iniziate ieri, quindi devo alzarmi e andare per forza all'università.
Faccio una doccia veloce e asciugo i capelli lasciandoli naturali e poi vado a vestirmi.
Metto dei semplici leggings neri e una maglia bianca che mi arriva fin sopra l'ombelico.Nel mio zaino metto l'iPad , il quaderno degli appunti e i vestiti di ricambio per la palestra, dato che ho intenzione di andarci essendo che è a scuola ed è inclusa nel prezzo che paghiamo mensilmente.
Mi guardo per un po' allo specchio, indecisa nel coprire o no le mie occhiaie che sono veramente evidenti, ma poi alla fine decido di non farlo, non m'importa.
Appena esco dalla mia stanza noto che Carla è già pronta e che si sta preparando un caffè. Questa notte anche lei non ha dormito tanto e mi è stata tutto il tempo vicina.
«Scusami...» le ripeto per l'ennesima volta.
«Emma, non devi scusarti. So che in questo periodo stai male e non voglio fartene una colpa, come non dovresti fartela tu» sospira sbadigliando per via delle poche ore di sonno che entrambe siamo riuscite a fare.Per me ormai è un'abitudine non dormire, ma per le no, e mi dispiace veramente tanto.
«Vuoi il caffè? Ne ho fatto in più»
«Si dai, grazie» le rispondo, e subito dopo mi passa la mia tazza.Non appena abbiamo fatto andiamo entrambe a lavarci i denti e poi usciamo fuori dal palazzo.
Appena siamo fuori incontriamo subito Polo, Guzmàn e Ander.Ieri sera con l'ultimo ho fatto una gran figuraccia, dimostrando che sono fin troppo debole quando si tratta di lui.
Come ho avuto il coraggio di chiamargli? E per giunta era pure con quella ragazza. Mamma mia che gran figura di merda che ho fatto. Vorrei sotterrarmi.
Saluto da lontano Polo e Guzmàn e dico ad Emma che preferisco andare da sola, ma i tre ragazzi ormai mi hanno raggiunta.
«Emma, che avevi ieri sera? Ti senti bene ora?» chiede Polo preoccupato.
«Si Polo, sto bene. Ero uscita con un amico e avevo esagerato con l'alcol, tutto qua.
Ora devo vedermi con Jace, ci si vede» mento.
È la prima cosa che mi è venuta in mente da dire.
Non posso nemmeno dirgli che ho fumato erba, altrimenti si incazzerebbe come una belva e lo voglio evitare.Andando verso l'università incontro realmente Jace e questa volta con lui c'è anche Alec.
«Hei Emma, va tutto bene?» mi chiede Alec non appena mi avvicino a loro.
«Si, perché?» domando a mia volta non capendo il perché della domanda.
«Sei un po' pallida e hai gli occhi infossati. Hai dormito poco?» chiede questa volta Jace.
«Si, ho dormito poco» questa almeno è mezza verità rispetto a quello che ho detto a mio fratello.Entriamo insieme all'interno della struttura e visto che mancano ancora almeno venti minuti restiamo insieme a chiacchierare, finché improvvisamente vedo Ander venire stranamente verso di me. Magari vorrà solo parlare con i miei amici.
«Emma, possiamo parlare da soli?» domanda subito e quasi non ci credo che mi stia rivolgendo la parola. Sarà sicuramente curioso di ciò che mi è successo ieri sera.
«No.» dico secca, non voglio parlarne con nessuno, e soprattutto con lui.
«Sono discreto perché ti sto chiedendo di farlo in privato, ma se vuoi dico ora davanti ai tuoi amici cosa è successo ieri se non vuoi venire.»Lo sto odiando. Ora Alec e Jace me lo chiederanno sicuramente e sarò obbligata a dirgli qualche cazzata.
Mi sposto verso una zona più tranquilla in cui parlare e lui mi segue.
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Siamo un rompicapo 2
FanfictionContinuo della storia "Siamo un rompicapo" Dopo la partenza di Ander fra lui ed Emma restano molte cose in sospeso. Emma, spinta dalla madre, andrà all'università che frequenta anche suo fratello e i suoi due migliori amici, e sarà accompagnata da...