Quando la sera Hoseok tornò a casa, i due ancora non erano arrivati, così ne approfittò per chiamare Namjoon, autore del furto dell'ombrello di Yoongi, fatto appositamente solo per far avvicinare i due sotto lo stesso oggetto che li avrebbe riparati dalla pioggia. Uno squillo, due squilli, poi la voce dell'azzurro si fece avanti. «Pronto Hobi» «Nammie! Allora, com'è andato il furto?» chiese divertito il rosso al ragazzo che dall'altra parte della chiamata se la stava ridendo sotto i baffi «Tutto come previsto: poco prima che uscissero ho preso l'ombrello di Yoongi e mi sono allontanato in tempo prima che Jimin potesse accorgersene e fermarmi». I due risero di gusto prima di riprendere la loro conversazione, chiedendosi cos'avrebbero potuto fare per quei due e chi avrebbero potuto coinvolgere della compagnia questa volta. «Che ne dici se chiedessi a Jin di assumere Yoongi? Almeno può lavorare insieme a Jimin dato che anche lui è stato assunto giusto qualche mese fa» il rosso ci pensò un attimo prima di dare il suo consenso all'operazione di assunzione per il corvino. Jimin, infatti, venne licenziato dal suo lavoro precedente e poi assunto poco più di due mesi fa da Seokjin come segretario del piano dell'azienda dedicata allo sviluppo ecosostenibile che condivideva con Namjoon, aperta un paio d'anni prima dai due coniugi. Il biondo aveva mandato il suo curriculum e subito Jin lo riconobbe, dandogli la possibilità di lavorare come suo segretario e non pentendosi di questa sua scelta un po' azzardata, a detta dei suoi collaboratori. Tanto non gli non importava, perché al dodicesimo piano comandava solo ed esclusivamente Worldwide Handsome e nessun altro.
Hoseok e Namjoon terminarono la chiamata mettendosi d'accordo per la mattina dell'indomani, in cui Jin sarebbe dovuto venire a bussare alla porta di casa del rosso e del covino per offrire a quest'ultimo un posto di lavoro nella sua azienda. «Jinnie, ho appena parlato con Hobi, domani tocca a te!» esclamò l'azzurro quasi urlando per farsi sentire dal compagno, ora nell'altra stanza per potersi cambiare dopo una bella doccia calda. «Quindi? Qual è il mio compito?» chiese il maggiore fermandosi all'entrata della camera con solo un asciugamano in vita. «Jin, tesoro, come puoi pretendere io ti spieghi una cosa seria se tu non hai altro addosso che un asciugamano?» chiese Namjoon rimanendo per qualche secondo a contemplare il corpo scolpito del suo compagno, che se la rise di gusto a vederlo così in difficoltà. «Ti metto alla prova Joonie» sorrise sfidando il minore e appoggiandosi con la spalla allo stipite della porta. L'azzurro sospirò prima di prepararsi mentalmente un discorso sensato per spiegare in modo semplice e veloce il da farsi al moro. «In poche parole, tu domattina dovrai andare a casa di Hobi ed offrire a Yoon un posto come segretario» sorrise soddisfatto di essere riuscito a non cedere alla sfida lanciatagli dal moro, mentre sul viso di quest'ultimo comparve un piccolo broncio. Namjoon si alzò dal letto, su cui si era seduto per parlare con Hoseok, andando verso il maggiore e lasciandogli un leggero e dolce bacio sulle labbra. «Mi raccomando: non dirgli che lavorerà affiancato da Jimin, quel gattino e quel mochi non devono sapere nulla l'uno dell'altro» disse l'azzurro con voce dolce e un tenero sorriso stampato sulle labbra, non smettendo nemmeno per un secondo di ammirare quegli occhi che gli avevano completamente fottuto l'anima. Jin annuì in risposta, chiedendo al minore dove si stesse dirigendo. «Vado a farmi una doccia, hyungie» «Vengo anche io!» esclamò il maggiore correndo verso il bagno e spogliandosi di quell'unico asciugamano che copriva quel suo corpo, a detta dell'azzurro, perfetto. «Ma Jin, ti sei lavato giusto cinque minuti fa!» protestò inutilmente di rimando Namjoon, dato che il maggiore si fiondò nella doccia con lui.
La mattina dopo, Seokjin si svegliò di buon'ora per arrivare a casa Jung-Min alle 8, come concordato con Hoseok il giorno prima: si vestì con il suo solito e adorato smoking bianco, salutò con un bacio sulla fronte il suo compagno ancora dormiente, prese le chiavi della sua auto di lusso e si diresse verso l'indirizzo indicatogli dal marito. Dopo circa una mezz'ora di viaggio, si ritrovò davanti ad un alto condominio e si recò all'appartamento numero 82, quello in cui risiedevano i due ragazzi; salì infiniti scalini finché non arrivò al numero desiderato, bussando prepotentemente alla porta. Essa si aprì rivelando il viso fintamente sorpreso da quella visita in attesa di Hoseok, consapevolissimo del fatto che non fosse proprio per nulla un caso. «Oh Seokjin, è un onore averti qui! Come mai questa visita?» il rosso fece accomodare dentro casa il maggiore tra tutti che alzò il tono di voce provando ad attirare l'attenzione del corvino, al momento non presente nella stanza. «Sono venuto ad offrirti un posto di lavoro: se accetterai, diventerai il mio segretario, caro Hoseok!» come d'accordo, il rosso si finse dispiaciuto e continuò quella che ormai poteva sembrare una commedia teatrale. «Ah... Seokjin mi dispiace infinitamente ma non posso accettare» scosse la testa, fintamente amareggiato, mentre un'idea a lui già conosciuta gli balenò per la testa. «Yoongi però è disponibile, se vuoi puoi offrirlo a lui» concluse infine Hoseok, sentendo il rumore dei passi del corvino che si affrettava a giungere in quella stanza. «Buongiorno Seokjin! Di che state parlando?» chiese curioso alternando lo sguardo tra i due che sorrisero apertamente cominciando a battere le mani e a complimentarsi con Yoongi. «Complimenti Signor Min, lei è stato assunto!» disse Jin mentre stringeva la mano del corvino, che era rimasto immobile e stranito da quella situazione, seguito subito dopo dal rosso. «Ma io in realtà-» «Non voglio sentire ma, ti voglio domani mattina alle sette e trenta precise nel mio ufficio, dodicesimo piano» lo interruppe bruscamente il maggiore facendogli l'occhiolino, dato che non avrebbe mai potuto ricevere un no come risposta, concludendo il tutto frettolosamente. Si aggiustò il colletto della camicia, fiero di aver svolto perfettamente il suo compito, e si diresse verso la porta, aprendola e fermandosi poco prima di uscire completamente dall'abitazione dei due ragazzi. «A domani Min e ciao Hobi!» salutò infine chiudendosi la porta alle spalle e lasciando un Yoongi incredulo ed un Hoseok fiero dell'andamento del suo piano e contento del prezioso aiuto che il gruppo d'amici gli stava offrendo. «Puoi spiegarmi cos'è appena successo?» chiese il corvino ancora perplesso dal comportamento di entrambi i suoi amici. «In realtà no, devo andare a lavoro» si affrettò a rispondere il rosso, sorridendo ampiamente al ragazzo davanti, la cui espressione stava diventando sempre più strana. «Ma-» fece un tentativo Yoongi, venendo però interrotto sul nascere da uno sbrigativo saluto del rosso «Ci vediamo più tardi, ciao!», che uscì di casa con in bocca una fetta di pane tostato, cioè la sua misera colazione.
Yoongi rimase pietrificato ancora una volta nel giro di dieci minuti, per poi innervosirsi e sbottare un po', com'era solito fare quando si sentiva preso in giro. «Sono le fottute otto di mattina da poco passate e questi due idioti hanno provato a farmi un dannato discorso di senso compiuto?» il ragazzo ora solo nell'appartamento fissò il suo sguardo sconvolto nel vuoto mentre parlava con un'altra ipotetica persona. «Ma veramente? Io al mattino non capisco neanche dove cazzo mi trovo!» protestò contrariato il corvino, alla fine arreso e deciso che la mattina seguente avrebbe fatto come il moro gli aveva indicato.
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ɴᴇᴏᴡᴀ ɴᴀ • ʸᵒᵒⁿᵐⁱⁿ
Фанфикшнyoongi e jimin si ritrovano dopo tanto tempo, dopo anni passati tra silenzio e dissapori, dopo non aver mai reso possibile la realtà. riusciranno questa volta a riunirsi? « e nonostante passino le stagioni, le amicizie, i giorni e le persone, loro d...
