Capitolo 13

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Mattheo

Notai benissimo come la ragazza nuova mi guardava, il suo atteggiamento e come cercava di attirare la mia attenzione, ma tutte quelle smancerie mi facevano soltanto schifo. Per chiarirci, me ne volevo andare si, ma non perché lo aveva fatto T/n o per copiarla, non contava nulla per me lei e quello che faceva.

Mi alzai e lasciai la stanza finalmente.
La mia direzione era la mia camera anche se nella stra grande maggioranza dei casi ci sarebbe stata già lei.

Come mi aspettavo eccola sul letto a leggere quel suo fottuto libro con più di duemila pagine.
"Ma la smetti di seguirmi ovunque vada?" Mi chiese lei chiudendolo e poggiandolo sul comodino vicino al letto, per poi guardarmi a braccia incrociate. Non sapevo che rispondere perché effettivamente poteva sembrare che la stessi pedinando, ma no.

"Allora?" Insistette cercando una risposta. "Come sai la ragazza nuova non mi toglieva gli occhi di dosso e mi dava fastidio, quindi eccomi qui."
Annuì un po' infastidita, mi guardò per qualche secondo con gli occhi socchiusi e ritornò alla lettura del suo amatissimo libro dalla copertina verde scuro.

Quella volta non gliela feci passare liscia. Non volevo stare fermo a guardarla, o meglio si, ma volevo guardarla mentre mi supplicava di scoparla senza pietà, ne avevo una voglia assurda.

Mi avvicinai a lei, che era ancora sdraiata. Con tranquillità le tolsi il libro dalle mani che aveva ripreso prima e lo misi via. Il mio sguardo cadde sulle sue labbra, che morivo dalla voglia di avere sulle mie, senza un valido motivo.
"Che stai facendo...?" Mi disse quasi sussurrando per la poca distanza che si era creata tra noi. Non risposi.

Continuó ad alternare lo sguardo tra le mie labbra e i miei occhi anche lei , finché non si soffermò sulle labbra.
Lo volevamo entrambi, infondo era solo attrazione fisica, ma era comunque più forte di noi. Precedette la mossa che tra poco avrei fatto io e si fiondó su di me con foga, facendomi perdere l'equilibrio e cadere sul letto, mettendosi a cavalcioni su di me.

La porta improvvisamente si aprì e per l'ennesima volta fummo interrotti da Jake, ma con l'aggiunta della sorella questa volta.

Lei istintivamente si staccò e si alzò dal letto mettendosi difronte a lui e dando invece a me le spalle.
"...em Jake...?" disse balbettando. "È la seconda cazzo di volta che ti becco con lui dopo che mi fai sperare ad un nostro futuro, fanculo T/n, fanculo ad entrambi!." Le urló in faccia e se ne andó lasciandomi uno sguardo omicida. Sentivo la rabbia ribollire verso di lui, da come l'aveva trattata e da come aveva osato alzare il tono di voce in mia presenza, ma decisi lo stesso di trattenermi, non volevo fare copia e incolla di quel che era successo l'altra volta.

Nel mentre l'altra ragazza aveva un sorrisetto stampato in faccia.
"Tu che cazzo ti ridi eh? Vuoi che ti spacchi il naso?Sei qui da meno di un ora e già vorrei il tuo cadavere sotto ai miei piedi. " Irruppe la quiete T/c già alterata. Il sorriso di Jenny scomparve magicamente e non sapendo che rispondere ci lasció da soli.

Nessuno dei due parlava, e quel silenzio era infernale.
"È stato un fottuto errore." Affermó mettendosi le mani nei capelli e arruffandoli. "Come scusa?" Bisbigliai ma facendomi sentire. "Abbiamo sbagliato, ho sbagliato, tutto questo non doveva succedere..." Continuava a girare la stanza senza sosta e io la continuavo a seguire con lo sguardo ovunque.
"Ma è successo e non puoi negare sul fatto che ti sia piaciuto, come tutte le altre volte oltretutto."
Non mi rispose  ma anche solo guardandola capii la risposta.

T/N

"I-io vado."Balbettai anche ormai spiazzata da quel che aveva detto. "Non potrai scappare per sempre da me, è inevitabile il fatto che ti piaccio" Disse con tono scuro e severo.

Spalancai gli occhi e rimasi pietrificata riflettendo con la mia coscienza su quel che avevamo appena sentito. Non era affatto vero quello che lui insinuava e mi dava fastidio il solo pensiero di lui.

"Tu non mi piaci." Mormorai con una voce sommessa. Un ghigno compiaciuto comparve sul suo volto.
Senza pensarci ancora oltre decisi di andarmene e lasciarlo lì in modo da poter riflettere con più attenzione.

Ed eccomi di nuovo lì, davanti a Rachel, che aspettava che gli raccontassi l'accaduto. "Beh non è diverso da quel che è successo l'altra volta al ballo, ecco" Dissi con lo sguardo basso ed un po' imbarazzata.
"In parole povere, hai di nuovo scopato con Mattheo e Jake vi ha visti?" Giunge a quella conclusione, anche corretta oltretutto. "Scopato no, solo un bacio."
"Almeno." Disse portandosi una mano davanti alla faccia avendo perso le speranze con me. "Ma la cosa più strana è che c'era anche Jenny, che sorrideva, quella ragazza non mi convince per niente, ci scommetto che è stata lei a progettare tutto questo casino..."
"Non lo escluderei, ma ora ascoltami, devi liberarti da tutto, oggi pigiama party qui." Ci sorridemmo a vicenda e cambiammo totalmente argomento parlando un po' della sua famiglia e studiando un minimo per il giorno dopo.

Era arrivata l'una di notte e non avevo più visto nessuno di indesiderato.
"Andiamo a dormire?" Mi chiese lei ormai con gli occhi gonfi per la stanchezza. "Mmm ok."annuii
e ci addormentammo.

Ero nella mia vecchia casa, avevo circa 6 anni e stavo facendo colazione con i miei genitori con una tazza piena dei miei cereali preferiti.
Sembravamo una famiglia normale, felice e senza problemi.
Ad un certo punto mia madre si alzó, senza parlare, e si avvicinó alla porta per andarsene, probabilmente per un impegno. "Mamma, dove stai andando?"
Le chiesi incuriosita e con il cuore in gola per l'ansia della risposta.
"Tesoro, è per il tuo bene, ricordatelo."
Non capii cosa intendesse, ma se ne andò lo stesso lasciandomi con il dubbio

In un lampo arrivai all'età di 14 anni, ero nella mia cameretta, sul letto, con le gambe avvicinate al mio petto e la mia faccia piena di lacrime appoggiata sulle ginocchia. Mia madre non era più tornata per tutto quel tempo.
Per quel motivo avevo iniziato la via dell'autolesionismo, incidendomi tagli profondi o meno in base a quanto avevo bisogno di sfogarmi, e in quel periodo sembrava come l'unica cosa che mi faceva stare meglio.
Ad un certo punto peró mi sentii soffocare, l'aria nei miei polmoni iniziò a diminuire e...

D'un tratto mi svegliai, tutta sudata, con i lucciconi e il fiatone. Non avevo quegli  incubi da ormai anni e mi erano ritornati proprio in quel momento.
Vidi la mia amica affianco e stava ancora dormendo profondamente.
Mi ricordai che prima quando succedeva suonavo il mio pianoforte, ce l'avevo in camera mia, e mi mettevo a suonare una canzone in particolare, ma di cui ora non ricordavo più nemmeno una singola nota. Me l'aveva insegnata proprio mia madre, e suonarla mi aiutava a farla sentire vicino a me.

Per fortuna li c'era una stanza apposta, in cui si trovava un pianoforte enorme, ci ero andata poche volte nel corso degli anni, perché per quanto mi tranquillizzava di notte, il giorno mi faceva venire tantissimi ricordi spiacevoli in mente.

Senza pensarci, in punta di piedi, raggiunsi quella stanza.
Tutti dormivano, ma non proprio tutti perché quando mi avvicinai a quella porta sentii delle voci, anche familiari.
Non entrai, ma aprii leggermente la porta in modo da capire cosa stessero dicendo quelle entità misteriose.

"Sta andando tutto bene, sono riuscita a far odiare T/n da mio fratello e per ora non credo lei si avvicinerà più a Mattheo. Se vuole rendere la cosa definitiva dovrò fargli bere questo."
Quella cazzo di voce l'avrei riconosciuta ovunque, era di Jenny.

Ma volevo capire con chi stesse parlando quindi mi affacciai e vidi lei e...

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Spazio autrice

non odiatemi per la suspence
vi dico solo buone vacanze e nada, alla prossima<3

COME SEMPRE VE SE AMAA✨

𝐷𝑒𝑣𝑖𝑙 || Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora