capitolo 16

1.1K 49 9
                                        

io e arianna stiamo camminando da circa un'ora completamente a vuoto.
decidiamo, quindi, di fermarci in un bar, data la nostra fame.
lei ordina un pasticcino, mentre io mi limito a bermi un caffè.
non ho tanta fame in questo periodo, cosa che mi fa tanto piacere dato il mio rapporto col fisico.
"non prendi nulla?" mi chiede tranquillamente addentando il suo dolcetto
"no, tranquilla".
forse sono anche un po' nervosa, ho una brutta sensazione e non capisco perché.
"non ne vuoi un pezzo?"
"no no, mangialo".
alla fine ho pagato io, cosa abbastanza strana dato che lo fa sempre lei. sono riuscita ad offrirle qualcosa per la prima volta dopo anni.
"beh, che mi dici?"
"nulla di che" rispondo sorseggiando il mio amaro caffè.
alzo gli occhi al cielo e aggiungo un'ennesima bustina di zucchero.
"ti verrà il diabete"
"ma almeno non bevo un caffè amaro".
in risposta mi sorride e continua a mangiare.
"comunque ritorniamo al discorso di prima"
"quale?" domando curiosa.
"di te e ambro".
annuisco, pronta ad ascoltarla.
"hai detto che mi porteresti a letto?"
"non l'ho detto"
"sì ma se lo facessi non te ne fregherebbe nulla"ribatte
"no, probabilmente no"
"mi stai dicendo che usi le persone?"
"non uso le persone ma potrei farlo" la correggo immediatamente.
"ma perché?"
"perché forse da una parte te lo meriti"
"ma non riusciresti mai a tornarmi sotto?" domanda. sembra una domanda innocua, ma per me non lo è affatto.
il problema principale è che io le sto già sotto, magari lo sono sempre stata, ma non lo sa nessuno. mi da anche abbastanza noia di doverlo tener dentro ed essere obbligata a non dirlo a nessuno. in questo momento vorrei proprio parlare con giacomo e farmi una ripulita di cervello.
"non lo so".
"ma il gioco divertente che abbiamo iniziato che fine ha fatto?"
"lo odio" rispondo.
"bene, allora forse è meglio farla finita qui".
si alza dal tavolo e si allontana da me. dopo pochi secondi, però, torna indietro e mi lascia una banconota da cinque euro. "per il pasticcino e il caffè". dopodiché esce, lasciandomi lì tra i miei pensieri.
non riesce proprio a non pagare.
probabilmente si è offesa, anzi, sicuramente si è offesa.
non so cosa intendesse con "farla finita qui" ma continuo a non darle troppo retta.
l'ha sempre detto e ora sta ricominciando tutto da capo.
una ragazza si siede di fronte a me, senza alcun motivo. mi guarda per due secondi e mi chiede: "avete litigato?"
sbuffo e faccio segno di sì con la testa.
"è la tua migliore amica?"
"è la mia ex" rispondo accennando un sorriso.
"oh cavolo, brutta storia. vi siete lasciate ora?"
"no, mesi fa. è una storia abbastanza lunga. fatto sta che abbiamo litigato per l'ennesima volta e questa storia mi sta innervosendo".
"ti piace ancora?" chiede, incrociando le braccia.
"penso proprio di sì e non è una bella cosa"
"beh, a lei piaci?"
"non credo" rispondo con nonchalance torturandomi l'anello.
"secondo me sì, invece. si vede da come ti guarda"
"oh no, si è appena lasciata con un'altra quindi sicuramente non le interesso più di tanto".
"credo che l'unica soluzione sia una bella scopata".
scoppiamo entrambe a ridere per il tono in cui l'ha detto.
"ah, comunque piacere sono giorgia"
"io livia, piacere mio"

tornando a casa di ambro incrocio mia madre in macchina.
"torni a casa?"
"no, non penso" rispondo.
"va bene, ci sentiamo domani".
decido di chiamare marco per sentire i suoi piani per questa sera. non credo di aver molta voglia di parlare con arianna.
"ue dimmi"
"stasera che fai?"
"un cazzo, te?"
"nulla. posso passare da te?"
"sì ok, invito anche gli altri?"
"gli altri chi?"
"arianna e alessio"
"potresti invitare solo alessio?" lo supplico.
"va bene, come vuoi tu. se viene ale viene anche lisa, però"
"vai va bene, menomale"
"è successo qualcosa con la ari?"
"niente di che in realtà, tranquillo"
"va bene, allora ti aspetto".
chiudo la chiamata e inizio a camminare verso casa sua.

arrivata lì lisa inizia a mandarmi occhiate strane, come se dovessi accorgermi di qualcosa. l'unica cosa evidente è che alessio è seduto letteralmente attaccato a lei.
dopo un po' noto, però, che la mano del piccolo lil è letteralmente appoggiata sulla sua coscia. gliela accarezza dolcemente e questa cosa mi deprime leggermente. sono così carini, cazzo.
anche arianna lo faceva, a volte.
passiamo la serata il più bene possibile.
beviamo litri di birra, cantiamo canzoni e ci scordiamo completamente del resto che ci circonda.
dante, in tutto ciò, è sdraiato sul divano. alessio ha deciso di portarselo dietro e sicuramente si sta rompendo il cazzo.
povero dante.
dopo aver terminato le energie, arrivate le due del mattino, decidiamo di tornare a casa.
ale mi accompagna a casa di ambro mentre si riporta con sé lisa.
quest'ultima ha fatto una faccia strana quando ho chiesto ad alessio di fermarsi da alessandro, ma non ha spiccato parola.
saluto i due e mi fermo davanti al portone, ricordandomi di non avere le chiavi.
l'unica cosa intelligente da fare è quella di chiamare arianna, o almeno mandarle un messaggio.
naturalmente non mi risponde, quindi scrivo ad ambro.
non so come ma la porta si apre. chissà perché è sveglio.
entro in casa e saluto ambro, in piedi zoppicante.
"vado a letto, fai come se fossi a casa tua".
mi lascia sola in cucina e torna in camera da letto.
tranquillamente entro nella stanza di ari e mi sdraio accanto a lei.
non si deve permettere di dire nulla.
"che cazzo?"
improvvisamente si sveglia e inizia a tossire più volte. quando smette mi guarda spaventata e sbuffa quando si rende conto di avermi vicino.
"dio, sei proprio una cozza" dice toccandosi i capelli.
"lo so, scusa".
"che ci fai qui?"
"ho sonno e non voglio tornare a casa".
potrei essere un po' ubriaca, ma sono abbastanza lucida per capire cosa mi succede intorno.
"dove sei stata?"
"da marco"
"e chi c'era?" chiede scioccata.
"io, lui, ale e marco"
"non mi avete invitata?"
"l'ho pregato di non farlo, ari".
annuisce in risposta e alza il dito medio.
"che palle, ho proprio voglia di baciarti" dico totalmente a caso.
lei non se lo fa ripetere due volte e si mette sopra di me, sicuramente per baciarmi meglio.
non so dove prendiamo tutta questa energia, a volte mi stupisco.
inizia a baciarmi il collo e a lasciarmi qualche succhiotto qua e là. successivamente mi leva la felpa, toglie anche la sua e continua a dimostrarmi il suo affetto.
molto al passo decido di slacciarle i pantaloni velocemente. aspettavo da tanto questo momento.
i nostri lamenti riempiono la casa tutta la notte come tanto tempo fa. questa volta, fortunatamente o non, non è un sogno.

🌹scusate🌹

profumo di rosa // arieteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora