* Chapter Fifteen *

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San Pov

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San Pov

Kookie aveva mantenuto la promessa ed io saltati come un bimbo non appena mi diede la notizia che, Jimin, sarebbe passato così andai a prepararmi sapendo che gli piaceva essere puntuale avvisando anche Junho e ricevendo un sacco di brontolii e raccomandazioni da parte sua. - Si amore... lo so... e poi sarò con Jimin hyong quindi lontano da JB ok? - sarei stato lontano dall'angelo della morte ma avrei avuto un'occasione d'oro per studiare anche quel Taeyong che sembrava sfuggirmi, le poche volte che lo avevo visto aveva sempre lo sguardo fisso su Jimin nonostante i bassi ringhi di Kook, chiedendomi cosa avesse in quella testa. Proprio in quel momento sentii la macchina di Jimin e ci misi meno di un minuto a salutare Junho e catapultarmi alla porta non aspettandomi di trovarlo così vicino e di conseguenza cadere come due idioti per terra. Sorridemmo a quella situazione, come spesso facevamo quando eravamo insieme, ma il calore che sentivo provenire da lui era rimasto uguale, caldo e tranquillante ma non era una buona idea restare fermi e così con un leggero slancio invertii le posizioni prendendolo alla sprovvista e sorrisi ancor di più a quella sua espressione. Mi piaceva Jimin, per gli abbracci che mi dava e per la sicurezza che emanava. - Possiamo rotolare fino alla macchina sai... - lo vidi scuotere di poco la testa per poi alzarsi da me e lasciar andare il mio fianco con un sorriso; quando anche io mi fui alzato mi tirò una pacca sul culo come ogni volta che facevo o dicevo qualcosa che lo faceva in qualche modo sorridere anche se non capivo perché. - Andiamo? Voglio divertirmi un po'. - e nel dirlo notai qualcosa sulla sua guancia e mi avvicinai tendendo la mano per poi toglierla senza pensarci due volte . - Filo d'erba. - esclamai studiando quel filo, soffiandolo via dalle mie dita ed incamminandomi subito dopo.

Jimin Pov

Alle volte sembrava che intorno a noi non c'era nessuno, non riuscendo mai a capire perché sentissi quella sensazione ogni volta che quel ragazzino si avvicinava a me; dall'ultima volta che io e lui ci siamo trovati vicini tanto da non sopportare la sua presenza, ero cambiato molto. Anche il fatto di aver messo pace tra me e Jungkook, lui e Junho più uniti che mai, sentivo che il mio rapporto con San era migliorato come se in lui vedessi non un fratellino, ma qualcosa in più. Ripeto sei strano. Invece di aiutarmi parli e basta, rompicoglioni. - Jimin... - la voce di Junho era chiara così come il sentimento che portava con sé. Mi voltai verso di lui: - Mi fido di te ma... - non lo lasciai finire. Sapevo quale fosse la sua preoccupazione: - Jun... Mi sono preso una pallottola per lui. Tranquillo. - quella piccola cicatrice rosa sarebbe stata sempre evidente, ricordandomi quello che era successo quel giorno. Sospirò tornando in casa, io raggiunsi il peperino che avevo in macchina e che non smetteva di agitarsi e toccare tutto. - Ti uccido con le mie mani se mi sballi i comandi della macchina. Lo sai vero? - Ero geloso della mia pantera così come ero geloso della mia moto, tigre? No, ghepardo le risposi facendole una linguaccia. Avviai la macchina che non riuscì a sovrastare la voce di San e quasi non lo volli, mi teneva lontano quei pensieri che più ci avvicinavamo a quel magazzino più sembravano farsi accentuati. - Prendila come ti pare questa frase ma stammi attaccato al culo altrimenti ti taglio tutti i capelli. - gli dissi prima di scendere e lo vidi guardarmi sbattendo le palpebre, non capendo se fosse perplesso o stava nel suo mondo. - San... lo so che il mio culo è bello perciò non ti spostare da lui o sono guai. - e mi morsi il labbro trattenendo una risata. Decisamente mi serviva passare del tempo con San. Decisamente sei senza pudore. Risi anche con lei.

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