Barbara aveva trascorso le ore più terribili della sua vita. Divorata dall'ansia, aveva atteso a lungo il ritorno di Rebecca. Non avrebbe saputo dire quanto tempo fosse passato dal momento in cui Rebecca era partita, ma aveva atteso molto, molto a lungo.
Forse troppo.
Rebecca era stata molto chiara, le aveva detto di tornare ad Amtara se lei non fosse tornata entro un'ora e Barbara sapeva di essersi attardata ben oltre quel tempo.
La verità era che non se la sentiva di abbandonarla. Da una parte sapeva che, se fosse corsa a chiamare aiuto, probabilmente tutto si sarebbe risolto per il meglio. D'altro canto, se avesse abbandonato Rebecca proprio quando lei avrebbe avuto più bisogno? Sarebbe mai riuscita a perdonarselo, se i soccorsi non fossero arrivati in tempo?
Aspettandosi di vederla ricomparire da un momento all'altro, e continuando a ripeterselo per ore, rimase seduta in attesa, rifiutandosi ostinatamente di andarsene da lì.
Probabilmente Rebecca se la sarebbe presa a morte con lei, ma non le importava.
Era seduta su un grosso sasso, chiedendosi, per l'ennesima volta, se stesse facendo la cosa giusta, quando udì dei rumori poco sopra di lei.
Scattò in piedi, in preda ad una forte agitazione, e il suo cuore perse un battito quando vide quattro figure che scendevano lentamente lungo il sentiero.
Strinse gli occhi, cercando di mettere meglio a fuoco l'immagine, ma fu solo quando le ragazze furono più vicine che riuscì a distinguerle.
Riconobbe le teste bionde di Justine e di sua sorella, reprimendo l'istinto di correre ad abbracciarla. Dietro di loro, Elettra sorreggeva per un braccio Sandra.
Guardò meglio, cercando con gli occhi Rebecca.
Ma erano solo in quattro.
Dov'era Rebecca?
Dio, ti prego, fa' che non le sia successo niente....
Brenda le corse incontro e le due sorelle si strinsero in un forte abbraccio.
Barbara cominciò a piangere.
"Credevo che non ti avrei più rivista." – le disse Brenda, con gli occhi lucidi.
I suoi abiti erano sudici e logori ed era un po' pallida, ma Barbara fu felice di vedere che stava bene.
Si sciolsero dall'abbraccio e Barbara guardò le altre.
"Dov'è Rebecca?" – chiese. "Perché non è con voi?"
Le ragazze non risposero. Nessuna di loro, a parte Brenda, aveva capito cosa fosse successo. Rebecca era semplicemente svanita nel nulla, portandosi via Garou.
"Credo che dovresti chiederlo a tua sorella." – rispose Elettra.
Brenda le lanciò un'occhiata, visibilmente in imbarazzo.
Sapeva che Rebecca non aveva avuto scelta. Se non si fosse Spostata con Garou, lì davanti a loro, non sarebbero mai riuscite a riportarlo a scuola in tempo per salvarlo. Non avrebbe potuto fare diversamente. Il professore aveva rischiato grosso per portarle in salvo. Era il minimo che Rebecca potesse fare, anche se questo avrebbe significato rivelare il suo Potere anche alle altre.
Ma Brenda non se la sentiva di spiegare loro quanto accaduto. Ci sarebbe stato tutto il tempo. Avrebbero fatto domande, questo era fuor di dubbio.
"Rebecca è a scuola." – rispose Brenda, con un'occhiata eloquente.
Non le andava di dirle apertamente che Rebecca si era Spostata, ma sperò che sua sorella lo intuisse da sola.
"A scuola? Ma..."

STAI LEGGENDO
La Stella di Amtara
FantasyQuesta storia è liberamente ispirata alla saga di Harry Potter, ma al femminile. Ho voluto cimentarmi, a modo mio, su questo tema. Rebecca Bonner è una Strega Bianca e la sua vita sta per cambiare per sempre...