Il mattino dopo Rebecca si alzò presto. Non aveva dormito molto, eppure era serena e pronta ad affrontare quella nuova avventura.
S'infilò una tuta e scese alla spiaggia. Voleva assaporare per l'ultima volta quella sensazione che solo il mare riusciva a darle. Voleva udire ancora una volta il richiamo dei gabbiani, sentire la salsedine sulla pelle, il vento che sa di buono scompigliarle i capelli.
Camminò per un breve tratto, poi sedette sulla sabbia umida delle prime ore del mattino. Alzò gli occhi sopra l'orizzonte. Gli uccelli volteggiavano alti, poi scendevano in picchiata ad afferrare i pesci col loro becco adunco. Erano liberi, senza condizionamenti, senza costrizioni. Per un istante, Rebecca li invidiò.
Rimase seduta a lungo a godere di quella pace. Era ancora presto e la spiaggia era silenziosa. Nel giro di un'ora, i primi turisti della giornata avrebbero spezzato l'incantesimo. Questo era l'unico aspetto di Bunkie Beach che non aveva mai amato. Aveva la sensazione che le folle riuscissero in qualche modo a sporcare quello che considerava il suo mondo, pulito, semplice, ordinato, fatto di profumi buoni, di silenzio e di natura libera. Il mare era la sua vita, da sempre. Nessuno avrebbe mai dovuto sporcarlo, inquinarlo, oltraggiarlo. Rebecca aveva sempre pensato che fosse come violentare una parte di se stessi. Si era sempre sentita tutt'uno con la natura, credeva che l'uomo stesso fosse una sua creatura e che non avrebbe mai potuto esistere senza di lei. Non tollerava l'arroganza e la mancanza di rispetto, il modo in cui l'uomo si sentisse padrone del mondo e si arrogasse il diritto di distruggere tutto ciò che di bello gli era stato concesso, per la sua stessa sopravvivenza. Quanto riuscivano ad essere stupidi gli esseri umani...
Avrebbe voluto rimanere così per sempre, sedere in riva al mare a guardare la risacca, ascoltare il suono della natura e non udire niente altro, non preoccuparsi di nulla, non pensare a nulla...
Intuì di aver indugiato troppo a lungo quando udì delle voci. Si voltò e vide un gruppo di persone, armate di ombrellone e borse da spiaggia, venire nella sua direzione.
Sospirò. L'incanto era spezzato. Prima che potessero raggiungerla, si alzò e tornò verso casa.
Dopo pranzo, sistemò le ultime cose prima della partenza.
Quando tutto fu pronto, portò fuori la valigia e chiuse a chiave la casa.
Abbassò lo sguardo sulla polsiera che aveva deciso di utilizzare per coprire la stella. Ci aveva riflettuto a lungo, negli ultimi giorni. Probabilmente nessuno le avrebbe fatto domande su quello strano simbolo ma, almeno inizialmente, preferiva non correre rischi. Non aveva ancora pensato ad una risposta sensata e credibile da dare. Certo, avrebbe potuto dire di essersi fatta una tatuaggio, ma la verità era che temeva la sua totale incapacità di raccontare bugie. Fin da piccola, non era mai riuscita a tenere nascoste a lungo le sue marachelle a sua madre. Semplicemente, era una pessima attrice.
No, era meglio cercare di nasconderla. Meno persone l'avrebbero notata, meglio sarebbe stato per lei.
Sollevò la polsiera.
"Ad Amtara." – disse, toccando forte la stella. Ormai la paura era un lontano ricordo. Si era Spostata così tante volte nelle ultime settimane, che nemmeno la nausea la spaventava più. Certo, non era mai una sensazione piacevole, ma Rebecca cominciava a pensare che, col tempo, anche quel leggero malessere sarebbe passato.
Quando riaprì gli occhi, si guardò intorno. Si trovava in un bosco, talmente fitto e con alberi così alti da lasciar passare appena i timidi raggi del sole. Era pieno giorno, ma l'ombra conferiva al posto un aspetto vagamente sinistro ed inquietante. L'unico suono che riempiva il silenzio era il frusciare degli uccelli che svolazzavano da un ramo all'altro. Uno scoiattolo attirò la sua attenzione, correndo tra le foglie sul terreno umido e arrampicandosi veloce sul tronco di un albero. Salì così in alto, che presto la sua figura si confuse tra il verde delle fronde.
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La Stella di Amtara
FantasiQuesta storia è liberamente ispirata alla saga di Harry Potter, ma al femminile. Ho voluto cimentarmi, a modo mio, su questo tema. Rebecca Bonner è una Strega Bianca e la sua vita sta per cambiare per sempre...
