Impatto

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Entrarono in classe seguite da un gruppo di ragazze, che le superarono in fretta e andarono ad occupare i posti in fondo. Barbara, che li aveva adocchiati per prima, le incenerì con lo sguardo e seguì Rebecca, che le aveva indicato dei posti liberi in seconda fila.

Il professor Garou non era ancora arrivato. Rebecca notò che su ogni banco c'era la copia di un libro dal titolo "Origine ed evoluzione della Stregoneria Bianca". Lo aprì sfogliandolo velocemente. Era scritto in caratteri minuscoli, senza illustrazioni, a parte alcune tavole a colori nelle ultime pagine.

Sospirò. L'aspettava un duro anno di lavoro. E la cattiva impressione che gli aveva fatto il professor Garou quella mattina non era un buon auspicio. Rebecca apparteneva a quel genere di persone che impiegavano dieci secondi per farsi un'idea di chi avevano di fronte. In genere, si fidava del suo istinto ed era molto difficile farle cambiare opinione. Sapeva che si trattava di un limite, non di un pregio. Anche sua madre le aveva spesso rimproverato questa sua eccessiva rigidità.

"Spesso le apparenze ingannano, Rebecca." – le aveva detto. "A volte vediamo solo quello che vogliamo vedere e ci basiamo sui nostri stupidi pregiudizi. E così, ci rifiutiamo di andare oltre, perdendoci il meglio delle persone."

Ma Rebecca non ne era troppo convinta. Per lei, l'istinto non sbagliava. Mai. E l'istinto le diceva che del professor Garou non c'era da fidarsi.

Il brusio in classe, improvvisamente, si spense. Rebecca alzò gli occhi dal libro e si voltò.

Sulla soglia era apparsa la figura alta e magra del professore, che scrutava con occhi indagatori le nuove allieve. Alcune abbassarono istintivamente lo sguardo, fingendo di frugare distrattamente nella borsa o mostrando un improvviso interesse per le proprie unghie.

Senza dire una parola, il professore avanzò verso la cattedra, appoggiò i libri, sedette e rivolse la sua attenzione al registro di classe.

Per qualche minuto non si sentì volare una mosca. Tutte tacevano, in attesa dell'inizio della lezione e intimorite dall'atteggiamento dell'insegnante. A nessuna era sfuggito che Garou non si era nemmeno degnato di salutare.

Quando ebbe firmato il registro, senza alzare la testa, disse:

"Andate a pagina 5 e leggete l'introduzione."

Tutte obbedirono e per qualche minuto il silenzio fu interrotto solo dal rumore delle pagine sfogliate. Rebecca scoprì che l'introduzione era una lunga e noiosa pappardella di otto pagine sulla nascita della Magia Bianca. A pagina quattro le si chiusero gli occhi e soffocò uno sbadiglio. Dopo la noiosa introduzione in Sala Professori, aveva sperato un inizio un pochino più vivace. Alzò gli occhi e si accorse, sorpresa, che il professore la stava fissando. Non riuscì a definire il significato di quegli occhi scuri fissi nei suoi, ma non distolse lo sguardo fino a quando non fu lui, con un gesto secco, ad intimarle la continuazione della lettura.

Rebecca tornò a concentrarsi sul libro, con la sgradevole sensazione di sentirsi continuamente osservata. Lesse per altri dieci minuti, senza capire una parola. La sua mente era altrove.

Garou aspettò che tutte terminassero la lettura.

"Come vi ho anticipato questa mattina," – disse – "quest'anno studieremo la nascita della Magia Bianca e di quella Nera, i primi processi dell'Inquisizione e le origini della Guerra dei Due Mondi. Il libro che avete davanti sarà la vostra bibbia per i prossimi tre anni, per quanto riguarda la mia materia. Tratta ogni argomento in maniera approfondita e lo porterete con voi fino al termine dei vostri studi ad Amtara. Sì?"

Angela Garrett, la ragazza con i capelli neri e il naso a patata, aveva appena alzato la mano.

"Mi scusi, professore. Volevo chiederglielo stamattina in Sala Professori ma non c'è stato il tempo. Ha elencato tutti gli argomenti di studio di quest'anno ma..." – Angela esitò, cercando le parole giuste – "beh... ecco... mi domandavo ...non dovremmo studiare anche il Demone Supremo?"

La Stella di AmtaraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora