Premonizioni

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Se Rebecca aveva pensato che le cose non potessero andare peggio di così, si sbagliava.

Molto presto tutta la scuola venne a sapere di quello che era accaduto con la Rudolf, così Rebecca si ritrovò a dover affrontare non solo la rabbia delle compagne di classe ma anche le risatine alle sue spalle di tutte le altre Prescelte.

"Ehi, Bonner, ma davvero volevi proteggere i topi?" – la canzonò un giorno una ragazza in corridoio.

"Squitt squitt squitt!" – fece l'amica che l'accompagnava.

Con un immenso sforzo su se stessa, Rebecca tirò dritto, decisa ad ignorarle.

"Passerà." – disse Barbara quando Rebecca raccontò a lei e Brenda l'accaduto. "E' la notizia del momento. Si stancheranno presto, vedrai."

"E alla nostra classe? Quando passerà?" – replicò Rebecca, in tono acido. "Nessuna di loro mi ha più rivolto la parola dopo la lezione con la Rudolf."

"Augurati che prendano tutte un buon voto nella relazione. Altrimenti sì che sarai nei guai."

"A proposito della relazione, voi a che punto siete?" – domandò Brenda.

"Io sono indietro." – rispose Barbara. "Mi devo dare una mossa o non riuscirò mai a finirla in tempo."

"E tu Rebecca?"

Rebecca abbassò lo sguardo. "Io..... non l'ho ancora iniziata."

"CHE COSA?!" – esclamarono le gemelle all'unisono.

"Non riesco a concentrarmi!"

"Beh, ti conviene farlo, se non vuoi essere espulsa." – disse Barbara in tono allarmato. "Hai sentito la Rudolf. Non disturbarti a tornare."

"Lo so." – rispose Rebecca con un sospiro. "Stasera devo assolutamente cominciare."

A farla stare peggio era il senso di colpa nei confronti di Angela Garrett, che aveva cominciato subito il suo lavoro per la Rudolf passando ore e ore in biblioteca. Rebecca e le gemelle la vedevano sempre china sui libri, talmente assorta nel suo lavoro da non accorgersi di loro.

Angela era l'unica persona della loro classe che si comportava con Rebecca esattamente come prima. Nonostante tutto, sembrava che nulla per lei fosse cambiato e se da una parte Rebecca le era infinitamente grata, dall'altra si sentiva un po' a disagio. Non le era piaciuto il modo in cui la Rudolf l'aveva trattata nell'ultima lezione e sentiva il bisogno di fare qualcosa per lei. In fin dei conti era per causa sua che Angela passava tutto quel tempo china sui libri. Meritava il suo aiuto e ne parlò con le gemelle.

"Scusami" – disse Barbara piccata " Anche io passo le mie serate china sui libri per colpa tua. Quale sarebbe la differenza?"

"Beh, tu te la sei cavata alla grande con il Controincantesimo."

"Precisamente. Lei invece no. Perché questo dovrebbe essere un vantaggio?"

"Perché dovrebbe invece essere una colpa?"

"Senti, Rebecca" – intervenne Brenda aggrottando la fronte "non è che vuoi aiutarla perché è l'unica che non ti ha tolto il saluto?"

"Centro!" – esclamò Barbara puntando un dito contro sua sorella.

Rebecca la fulminò con gli occhi.

"Sentite, non sto dicendo che farò il lavoro per lei. Non ne avrei il tempo. Ma potremmo comunque studiare insieme e darci una mano, no?"

"Io preferisco lavorare di sera in camera nostra." – ribattè Barbara. "Riesco a concentrarmi meglio."

"Lo stesso vale per me." – disse Brenda.

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