Il viaggio in macchina con Jin in realtà fu silenzioso e imbarazzante, se non per i momenti brevi in cui rompevo il silenzio per dargli le indicazioni stradali per arrivare a casa mia.
Guardai il cellulare e controllai l'ora per sicurezza.
22:02.
Ero largamente in anticipo, ma considerando come era andata la mia prima serata fuori, ero contenta di tornare a casa.
"Somin?"
Mi girai verso Jin.
"Mmh?"
"Io penso che tu abbia frainteso poco fa..."
Roteai gli occhi al cielo.
"Io capisco che vuoi difendere il tuo amico, ma non credo di aver frainteso quello che effettivamente ho visto, Jungkook ha comprato quelle pastiglie, non c'è molto da immaginare"
"Non so se sta a me dirtelo, ma mi sembra giusto non fare passare Jungkook come uno spacciatore, considerando che non lo è"
Guardai fuori dal finestrino, vedendo ben poco considerando che era buio pesto.
"E allora cosa è esattamente?"
"Diciamo che l'ha fatto per conto di qualcuno, un suo caro amico ha problemi con quel tizio e Jungkook lo sta aiutando ad incastrarlo, so che sembra strano e poco credibile, e so anche che Jungkook non è il ragazzo perfetto che segue le regole, però l'unica cosa a cui Kook è contrario è proprio la droga"
Evitai di rispondere considerando che non sapevo effettivamente cosa dire.
"Siamo arrivati, grazie del passaggio"
"Forse dovresti chiamare Jungkook, sembra voler davvero instaurare un'amicizia con te"
Annuii e salutai Jin, entrando poi in casa e salutando i miei genitori, che erano seduti sul divano a guardarsi un film.
"Sei tornata prima principessa, è andata bene la serata?"
Annuii.
"Sì... sono solo un po' stanca, credo che andrò a dormire"
Li salutai ed entrai nella mia stanza, chiudendomi la porta alle spalle e fissando il cellulare mentre pensavo a cosa avrei potuto effettivamente dirgli.
Avrei dovuto scusarmi? Avrei dovuto chiedere spiegazioni?
Eppure che diritto avevo io di farlo? Non eravamo neanche così legati effettivamente, aveva tutto il diritto di mandarmi a quel paese.
Prima di premere sul suo nome però, vidi una chiamata in arrivo proprio dalla stessa persona che stavo per chiamare.
Esitai momentaneamente nel rispondere, poi finalmente accettai la chiamata.
"Sì?"
"Sono Jungkook, puoi parlare?"
Mi sedetti sul bordo del mio letto.
"Sì, dimmi"
"Sei arrivata a casa? Non vorrei che i tuoi genitori si preoccupassero visto che avevo detto che ti avrei riportata io a casa e non l'ho fatto"
"Sono arrivata poco fa, il tuo amico Jin è stato così gentile da avermi riaccompagnata sana e salva"
"Scusa per... non averti riaccompagnata, e per la discussione che abbiamo avuto, non intendevo quello che ho detto"
Sorrisi involontariamente.
"Mi scuso anche io... forse ho parlato troppo senza sapere le cose e ti ho frainteso, è che non sono molto brava con i rapporti con altre persone al di fuori della mia famiglia"
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Your Eyes Tell (Jeon Jungkook)
FanfictionA Somin, all'età di tredici anni, venne diagnosticata la "Angina Pectoris", una malattia cardiaca che comporta un dolore che si manifesta al petto e nelle zone circostanti, come le braccia, il collo e la schiena, in seguito a una mancanza di ossigen...
