Guveen aveva ormai terminato da un po' il suo cammino, sparendo oltre i monti all'orizzonte. Anche gli ultimi riflessi rossastri sulla volta celeste stavano rapidamente lasciando il posto alle ombre della notte.
Il Tempio degli Dei era immerso in un silenzio pressoché totale, nonostante al suo interno si trovassero diverse migliaia di persone, senza contare quelle sulle scalinate e all'esterno dell'edificio. Non c'era da sorprendersi. quello era un momento di fondamentale importanza per tutto il popolo Aygidiano: la Festa del Fuoco. Insieme alla Festa degli Dei e alla Festa della Vita, era una della festività più importanti del panorama religioso degli abitanti di Haven.
Sopra il colonnato che delimitava il Tempio, le statue delle cinque divinità erano inondate dai bagliori rossastri emanati dai bracieri accesi ai loro piedi, i quali tuttavia non riuscivano, data la mole di tali sculture, ad illuminarle completamente. I simboli delle divinità erano comunque visibili fra un guizzo di luce e l'altro. La Bilancia Virtuosa. La Moneta Fatale. Il Pugnale Bendato. Il Triplice Ingranaggio. Il Tomo Eterno. La composizione di questi cinque simboli formava il Simbolo degli Dei, che capeggiava in tutte le bandiere e gli stendardi sparsi all'interno del Tempio.
La folla presente fu percorsa da un mormorio di trepidazione quando Astor Trekk, il governatore di Dert, fece il suo ingresso nella spianata del Tempio, alla testa di circa duecento soldati in assetto da parata. Molti di loro portavano degli strumenti musicali tramite i quali diffondevano note solenni e squillanti nell'aria, mentre procedevano a passo di marcia.
Pur avendo il cognome della casata, Astor non condivideva il sangue dei Trekk. Infatti era una pratica molto comune, in tutte le grandi casate, di "prestare" il proprio cognome a coloro che rivestivano ruoli di grande importanza, come i governatori o i capi di grandi aziende. Ovviamente tale prestito era una cosa limitata alla persona in questione: gli altri membri della sua famiglia e gli eventuali figli mantenevano il proprio cognome.
Quella sera ad Albion, in quanto assistente del direttore del Dipartimento Gantyr, era stato concesso un posto nelle prime file accanto al suo superiore. Quindi vide bene il governatore e il suo seguito sfilargli davanti per poi salire la scalinata che portava all'altare al centro del Tempio, dove era situato un enorme braciere sul quale era accatastata un grande quantità di legna. I soldati si disposero in formazione intorno all'altare, a una decina di passi dai piedi della scalinata. Una volta arrivato, dopo qualche istante di solenne silenzio generale, il governatore esordì, mentre allargava le braccia in un gesto di benevola accoglienza:
"Benvenuti, cittadini di Dert! Anche in questa rivoluzione la fine dell'estate è giunta e, insieme ad essa, il momento di celebrare la Festa del Fuoco. Quest'ultima rivoluzione è stata piuttosto generosa con la nostra città: gli episodi di criminalità sono risultati in calo rispetto alla scorsa e anche il commercio ha vissuto un periodo di grande floridità durante questa estate. Tuttavia, anche in questo momento di serenità, dobbiamo stare molto attenti perché il pericolo purtroppo è sempre in agguato dietro l'angolo. Come ognuno di voi sa, ci sono delle spie in mezzo a noi. Spie mandate dai nostri avversari per danneggiarci nella speranza di poterci sottomettere. Mi rivolgo quindi ai cittadini di Dert leali alla loro casata: se doveste, per qualsiasi motivo, anche solo sospettare che qualcuno stia commettendo atti di spionaggio o tradimento, avete il dovere di riferirlo alle autorità. In caso contrario potreste anche voi venire accusati di tali crimini."
Dopo una breve pausa simbolica, proseguì:
"Nonostante questi pericoli, noi sappiamo di avere un appiglio sicuro. Anche nei rigori dell'inverno e l'oscurità delle sue lunghe notti, sappiamo che gli Dei ci guardano e ci sostengono. Grazie al loro fuoco e al loro amore, ci danno calore e speranza anche nei momenti più bui. Ma questo fuoco, questa speranza, non sempre è visibile agli occhi di tutti, purtroppo. O meglio, non tutti riescono a vederla. Perché questo fuoco può riscaldare ed essere una luce guida, ma solo per coloro che questa luce la sanno riconoscere e vogliono seguirla e accettarla. Non sempre è facile, in quanto essa si presenta in modi che non ci aspettiamo. Spesso è soltanto un modo diverso di guardare le cose e quello che ci accade a guidarci e darci speranza, aiutandoci a trovare un senso a ciò che ci accade."
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La Prima Frontiera
Ficção CientíficaIn un epoca afflitta da una spietata guerra fredda fra le tre maggiori casate del pianeta Haven, la casata Trekk decide di intraprendere l'obiettivo più rivoluzionario dell'intera storia Aygidiana: realizzare una spedizione per raggiungere il pianet...
