Capitolo 3

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** sorridi. Fai del tuo sorriso un'arma di difesa **

Esattamente dieci giorni fa ero in Italia, disoccupata e con una vita di merda.

Oggi invece inizio il mio primo giorno di lavoro in qualità di segretaria della Silver Company, la migliore compagnia in assoluto nel settore alberghiero.

Il capo ha detto che terrà sotto controllo ogni mio movimento e che al primo sgarro sarò fuori. Licenziata. Out.

Ma io so quali sono le mie capacità e so che posso farcela. Per la prima volta in tutta la mia vita ho la possibilità di far vedere al mondo chi sono e non sprecherò questa opportunità.

Ed eccomi qui, davanti all'immenso edificio nel cuore di Manhattan.

'Puoi farcela' continua a ripetermi la mia coscienza mentre entro in ascensore

Sono molto agitata perché non conosco i miei colleghi e nemmeno il lavoro che dovrò svolgere. In più l'inglese non è la mia lingua madre quindi avrò qualche difficoltà anche sotto questo punto di vista, soprattutto se mi parleranno in termini tecnici. Speriamo vada tutto bene.

Prendo un respiro profondo ed esco dall'ascensore.

- tu devi essere Mia - mi dice una ragazza bionda avvicinandosi a me e porgendomi la mano - piacere Lauren -

- sono Mia, piacere mio -

- il capo mi ha detto di mostrarti il tuo ufficio e di presentarti qualche collega per farti ambientare il prima possibile -

Questo non me lo sarei mai aspettato dal grande capo! E io che pensavo di stargli antipatica.

- grazie, sarebbe fantastico - dico entusiasta

- bene allora seguimi -

Mi presenta alcuni colleghi che sono già arrivati al lavoro.

Mark, sulla cinquantina, brizzolato e con un po' di pancetta, è uno dei più anziani nella compagnia e lavora qui da circa quindici anni. Si occupa principalmente di mantenere buoni rapporti con i clienti e di cercare un compromesso quando c'è qualche problema. Mi hanno detto che è un vero genio nel suo lavoro.

Poi c'è Jennifer, una delle segretarie che avevo visto l'altro giorno alla reception, ha circa la mia età e lavora qui da due anni. Alta, bionda e gentile. Anche se penso di non starle molto simpatica.

Henry è invece l'avvocato della società, ha all'incirca 30 anni. È un bell'uomo, capelli biondi e fisico statuario. Deve essere un donnaiolo perché la prima cosa che ha fatto quando mi sono presentata è stata chiedermi di uscire con lui una sera. Per ora sono riuscita a declinare l'invito anche se penso che non mollerà l'osso molto facilmente e prima o poi riuscirà a convincermi. Comunque mi è sembrato molto simpatico e socievole.

Ho conosciuto anche Clark, Sonia ed Allyson che si occupano invece della parte amministrativa della società. Sono tutti nello stesso ufficio e da quanto ho visto non vanno molto d'accordo tra di loro.

- bene, ora ti mostro il tuo ufficio - mi dice Lauren facendomi strada

- tu sarai l'assistente personale del signor Silver -

Rimango a bocca aperta. Io sono stata assunta come segretaria non come assistente personale.

- guarda ci deve essere un errore. Nessuno mi ha detto che sarei stata la schiavetta del capo - rispondo piccata

Mi guarda sorridendo - lo so cara, ma ieri il capo ha licenziato la sua assistente e quindi tu da oggi prenderai il suo posto. Spero che ti vada meglio di come è andata alle altre -

- cosa intendi? - chiedo incuriosita

- intendo dire che il capo è un uomo molto difficile. Non tollera alcun errore e tutto deve essere fatto alla perfezione secondo i suoi ordini. Nell'ultimo anno da quando lavoro qui ha cambiato circa sette assistenti. Le più fortunate sono durate due mesi, una addirittura è stata licenziata dopo solo tre giorni -

- e lui può fare una cosa del genere? Cioè licenziare una ragazza solo dopo tre giorni? Non mi sembra un comportamento molto corretto -

- lui è il capo, può fare tutto quello che vuole -

Proprio quello che non avrei voluto sentirmi dire. Dovrò essere l'assistente di uno stronzo psicopatico che mi comanderà a bacchetta. Non erano queste le mie aspirazioni, però mi servono i soldi per pagare l'affitto quindi dovrò fare qualche sforzo ed eseguire gli ordini.

- cercherò di fare del mio meglio - rispondo non molto entusiasta

- allora questo è il tuo ufficio - mi dice facendomi entrare in una stanza

- come vedi non è ancora del tutto vuoto perché Meredith è stata licenziata solo ieri quindi deve ancora portare via le sue cose -

Osservo la stanza. È carina, abbastanza grande e luminosa. Ha una scrivania proprio in mezzo alla stanza con una poltroncina nera, un computer e un telefono fisso. Ci sono degli scatoloni a terra con libri e oggetti personali di Meredith. Cercherò di sistemarla secondo i miei gusti con la speranza di rimanere qui il più a lungo possibile.

- il capo mi ha detto di farti andare da lui appena ti saresti sistemata - dice mentre prende la cornetta del telefono.
Digita un numero e dopo qualche secondo dice - è arrivata la signorina Ferrero -

Mi fa sorridere il modo in cui pronuncia il mio cognome.

- va bene, gliela mando subito - dice finendo la chiamata

- il capo ti vuole nel suo ufficio. Ti conviene sbrigarti perché non è uno a cui piace aspettare -

- va bene vado subito - rispondo posando a terra la mia borsa

- se vuoi possiamo pranzare insieme così non rimani da sola - mi dice sorridendo

- sarebbe perfetto! - rispondo abbracciandola

- il mio ufficio è proprio qui a fianco, se hai bisogno di qualcosa basta fare un fischio - dice facendomi l'occhiolino

- sarà fatto! Ci vediamo dopo - dico andando verso l'ufficio del capo che guarda casa è proprio di fianco al mio.

Che fortuna!

Busso alla porta ed entro.

- buongiorno signorina Ferrero, la stavo aspettando -

- buongiorno signor Silver -

- si sieda - dice facendo un segno con la mano verso la poltroncina davanti a lui

- le hanno fatto fare un giro della compagnia? -

- si, Lauren è stata molto gentile e mi ha presentato anche i miei colleghi -

- ne sono felice. Ora vorrei dirle cosa deve fare per me - fa una pausa di qualche secondo e poi ricomincia a parlare - come le avranno già detto sono un uomo difficile e voglio che tutto sia fatto alla perfezione. Dovrà essere la mia assistente personale, quindi si occuperà della mia agenda e dei miei appuntamenti. Sulla sua scrivania ho fatto mettere un fascicolo, con tutti i nomi dei clienti e fornitori con cui di solito ho dei contatti, che le sarà molto utile per prendere gli appuntamenti. In alcune occasioni dovrà seguirmi in giro per il paese e mostrarsi in pubblico con me quindi - si ferma guardando il mio abbigliamento in modo schifato - dovrà vestirsi adeguatamente. È tutto chiaro? - mi chiede fissandomi negli occhi.

- si -

- allora può andare - dice congedandomi

Mi alzo e vado verso la porta

- ah dimenticavo -

Mi blocco e ruoto leggermente la testa guardandolo - non tollero ritardi. Se non svolgerà il lavoro come le ho chiesto di fare è licenziata - dice in modo duro

"Sarà un inferno lavorare per quest'uomo. Chi me lo ha fatto fare!" penso uscendo dal suo ufficio e lasciandomi alle spalle due occhi di ghiaccio.

Mr. Silver (Incompleta)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora