Capitolo 18

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Sono accovacciata su di lui e gli accarezzo il petto delicatamente, con piccole mosse. Ho la testa appoggiata sulla sua spalla e respiro il suo profumo avvicinandomi all'incavo del suo collo. Ha un odore così buono, sa di dopobarba e di bucato fresco. Amo stare tra le sue braccia, adoro come mi accarezza i capelli, dolcemente, come se fossi preziosa e fragile. Mi sento protetta tra le sue braccia come non sono mai stata in vita mia. E amata. Nessuno si è mai preso cura di me in questo modo, così affettuosamente.

- lo sai che dobbiamo parlare di molte cose, vero? - gli chiedo continuando ad accarezzarlo.

- lo so, ti devo delle spiegazioni - dice dandomi un bacio sulla tempia. Cerca di farmi alzare dalle sue gambe ma mi oppongo.

- no ti prego, voglio rimanere su di te. Possiamo parlare anche così - dico aggrappandomi alla sua camicia.

- ti piace eh? - dice ridendo

- non prendermi in giro - e gli do un colpo alla spalla

- va bene, va bene - dice tirando su le mani in sua difesa, - allora da dove vuoi iniziare? -

- lo sai che sarà un lungo interrogatorio? Preparati perché voglio delle risposte esaurienti e non mi fermerò finché non sarò soddisfatta - dico guardandolo negli occhi.

- lo so che sei un osso duro e ti prometto di rispondere a tutto ciò che mi domanderai -

- bene, allora iniziamo! - esclamo
- perché all'inizio, quando mi hai assunta, eri così freddo e distaccato? mi dettavi solo ordini: "Mia, fai così; Mia, portami questo; Mia chiamami quest'altro" e bla bla bla.. Eri un vero stronzo! Ho proprio odiato il modo in cui ti comportavi con me, come se fossi stata invisibile, indegna di ricevere un tuo sorriso o un tuo ringraziamento. Ci rimanevo male perché non capivo cosa facevo di sbagliato e ancora oggi me lo chiedo. Tornavo a casa e ripensavo alla giornata passata e non capivo il perché della tua indifferenza nei miei confronti - dico tutto d'un fiato, non intendevo essere così diretta però voglio che sappia come mi sono sentita in questi mesi.

- tesoro, non pensavo di averti fatto stare così male - dice stringendomi tra le sue forti braccia, - l'ultima cosa che vorrei è procurarti dolore. Io voglio farti stare bene, voglio farti sorridere, voglio abbracciarti tutto il giorno, voglio nutrirmi dei tuoi baci, voglio fare l'amore con te. Voglio amarti e darti tutto l'affetto del mondo - dice dandomi piccoli baci sui miei capelli.

Mi giro e lo fisso sorridendo. Sento gli occhi lucidi e sono sicura che tra poco avrò le guance bagnate dalle mie lacrime.

- sono le parole più belle che potessi dirmi - dico con un filo di voce.

- shh calmati, tesoro - dice asciugandomi le guance, - allora vuoi sapere la risposta alla tua domanda? -
mi chiede dolcemente.

Annuisco in risposta in attesa delle sua parole.

- mi hai colpito fin dal primo momento in cui ti ho vista. Mi ricordo quando sei entrata da quella porta, - dice indicandola - sembravi così impaurita e fragile, avrei voluto stringerti tra le mie braccia per tranquillizzarti -

- e perché non lo hai fatto? - chiedo interrompendolo.

- perché se ti avessi stretta a me, non sarei riuscito a lasciarti andare. Fin da subito ho capito che eri diversa dalle altre, che non volevi metterti in mostra ma che volevi semplicemente trovare un buon lavoro e dare tutta te stessa per svolgerlo al meglio. Eri esattamente la persona di cui avevo bisogno, qualcuno che volesse imparare e lavorare sodo, ma ero così attratto da te che dovevo trovare un modo per starti lontano. Così ho iniziato a trattarti male, ignorandoti e facendo finta che tu non esistessi. Ma alla fine non ce l'ho più fatta -

- quindi ti sono piaciuta fin dall'inizio? - chiedo speranzosa.

- sì, Mia mi hai affascinato fin dal primo giorno. Quando siamo andati a Roma, ho capito che non sarei riuscito a tenere le mani a posto, volevo così tanto abbracciarti e stringerti a me, avevo iniziato ad aprirmi, a raccontarti della mia vita, e ti posso assicurare che non l'ho mai fatto con nessuno dei miei dipendenti, ma poi ho ricevuto la chiamata da Camilla e le cose sono cambiate. Ma di questo abbiamo già discusso - dice dandomi un bacio sulla guancia

- perché ti sei fidato di lei e non hai seguito il tuo istinto? È vero che mi conoscevi poco però non ti avevo mai dato modo di dubitare di me -

- hai ragione, avrei dovuto seguire quello che mi diceva la mia testa e il mio cuore, però conosco Camilla da molti anni e non avrei mai pensato che potesse inventarsi una cosa del genere su di te, così le ho dato ascolto e sono tornato ad essere il tuo capo, freddo e distaccato. Mi dava così fastidio pensare che tu potessi divertirti con i miei dipendenti e per di più anche durante l'orario di lavoro. Non potevo credere di essermi sbagliato a tal punto sul tuo conto, ed ero profondamente geloso, come non sono mai stato in vita mia - dice cullandomi sulla sua gambe, - allora sei soddisfatta della mia risposta? -

- più che soddisfatta! Sapere che ti sono sempre piaciuta e che eri geloso mi rende più sicura di me - dico sorridendo, - e come hai fatto a sapere che quello che aveva detto Camilla era tutto falso? -

- all'inizio ho chiesto un po' in giro, insomma non riuscivo a credere che tu fossi così libertina, non mi sembravi proprio il tipo. Dopo aver ricevuto dai miei dipendenti le risposte che avrei voluto sentire, ho tartassato un po' Camilla. Avevo qualche vago sospetto che mi avesse preso in giro ma non riuscivo a capire il perché, all'inizio ha negato ma poi quando l'ho messa davanti al video non ha potuto fare altro che confessare la verità - mi giro con sguardo sorpreso.

- quale video? - chiedo curiosa

- ricordi quando tu e Camilla avete avuto quello scontro nel tuo ufficio? - mi chiede

- intendi quando mi ha tirato uno schiaffone? -

- si, quando ti ha alzato le mani addosso. Ho dato ragione a lei perché ero ancora scosso dalle cose che mi aveva detto su di te ed ero così arrabbiato con me stesso per aver anche solo pensato che tu potessi essere diversa dalle altre, che non ho voluto sentire ragioni e ti ho licenziata. Ma le cose non mi tornavano, tu non eri la persona che credevo che fossi, però nonostante tutto non riuscivo a smettere di pensare a te, e ho iniziato a valutare il fatto che forse potevo darti un'altra opportunità. Volevo sapere la verità e mi sono ripromesso che se avessi scoperto che era stata Camilla a colpirti e a inventarsi tutte quelle cattiverie su di te, allora sarei venuto a cercarti per chiederti scusa e per farti riavere il tuo vecchio posto di lavoro, così ho chiesto alla sicurezza di farmi avere i filmati delle telecamere -

- ci sono delle telecamere? Anche nel mio ufficio? -

- si, ci sono telecamere, ma servono solo per sicurezza. Non ho mai controllato i miei dipendenti e non lo farò mai, però in quel momento avevo bisogno di sapere, così ho richiesto i filmati e ho guardato attentamente il video. Come pensavo e come avevo sperato, ero stata Camilla ad iniziare la discussione e a metterti le mani addosso. Non sai che sollievo quando ho capito che non mi ero sbagliato sul tuo conto. Tu sei così bella, sincera, innocente. Mi piace quando ti arrabbi e quando vuoi avere ragione, mi piace tutto di te - dice prendendomi il viso tra le sue mani e dandomi un bacio mozzafiato.

- grazie per le risposte - dico tra un bacio e l'altro - avevo proprio bisogno di sapere come sono andate le cose -

- ti prometto che non dubiterò mai più di te - dice guardandomi negli occhi

- una promessa è una promessa - rispondo seria, - spero che tu riuscirai a mantenerla -

- lo farò -afferma convinto, - e ora cosa ne dici di andare a pranzo insieme e prenderci il pomeriggio libero? -

- mi sembra un'ottima idea! - dico stringendolo forte a me, sono così felice perché finalmente ho avuto le risposte che volevo. Ora possiamo iniziare tutto da capo e vivere la nostra storia con amore e sincerità.

Mr. Silver (Incompleta)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora