- come sta? - chiedo alzandomi dal divano su cui ho dormito e avvicinandomi al suo letto
- diciamo che ho avuto risvegli migliori - mi risponde portandosi una mano sulla fronte
- ho un gran mal di testa ma va molto meglio rispetto a ieri sera -
Si tira su con i gomiti e riprende a parlare guardandomi negli occhi
- Mia, la devo ringraziare per il suo aiuto e la sua pazienza. Lei ha ottime capacità, è molto attenta e meticolosa e queste sono qualità che apprezzo molto nei miei collaboratori. Finora l'ho trattata con distacco e freddezza e non l'ho mai ringraziata per il lavoro che ha svolto per me in queste settimane. Inoltre in alcune occasioni ho fatto lo stronzo, lo ammetto, e lei ha continuato a trattarmi con rispetto quando invece mi meritavo un bel vaffanculo - dice tutto d'un fiato
Non mi aspettavo queste parole. In verità non mi ha quasi mai rivolto la parola nelle ultime settimane, e quando lo faceva era per organizzare la sua agenda e tutti i suoi spostamenti. Mi fa piacere che si sia almeno in parte confidato con me e che finalmente mi abbia guardato negli occhi senza ammonirmi e per di più chiamandomi per nome.
- beh lei è il mio capo, non potrei mai mandarla a quel paese, anche se devo ammettere che sono stata tentata di farlo in alcune occasioni, a volte sa essere davvero stressante però non sono così stronza - dico sorridendo ormai arrivata a fianco al suo letto - e poi lei ieri sera era in grave difficoltà e mi sarei sentita profondamente in colpa con me stessa se non l'avessi aiutata -
Mi sarei sentita veramente in colpa se non lo avessi aiutato. Avrei aiutato persino il mio peggior nemico. Può sembrare strano per alcuni ma il sono fatta così, non mi sono mai tirata indietro quando qualcuno aveva bisogno, forse perché avrei voluto che qualcuno lo facesse anche con me quando stavo male.
- comunque la ringrazio per i suoi complimenti e la fiducia che ripone in me - concludo
- bene, ora possiamo passare al passo successivo - dice mettendosi seduto nel letto
-Cosa ne dice di darci del tu? -
'Finalmente!' Urlo dentro di me
- speravo che me lo avrebbe chiesto prima o poi - e sorrido
- che me lo avresti chiesto - mi corregge
- giusto - dico ridendo - mi ci dovrò abituare -
- Andrew - inizio un po' incerta, mi fa un certo senso chiamare il mio capo per nome - oggi abbiamo la riunione per chiudere l'affare alle 11,30. Devo ordinare anche il pranzo nel caso le cose si dilunghino? - chiedo incerta
- brava Mia, è quello che stavo per chiederti. Ordina le prelibatezze più squisite di Roma, non so piatti tipici magari -
- sarà fatto! - dico entusiasta
- ora io andrei in camera mia a cambiarmi - dico andando verso la porta e cercando di tirare il più in basso possibile il bordo della mia camicia da notte, è veramente corta ma d'altronde non sono abituata a svegliarmi con un uomo in camera
- è graziosa la tua camicia da notte - dice ridendo
- è di tua sorella? - chiede
- no, io non ho sorelle. Sono figlia unica - dico pensando alla mia dolce sorellina Amanda, oggi avrebbe 18 anni. Mi si inumidiscono gli occhi ogni volta che penso alla mia famiglia. Quanto vorrei rivederli, anche solo per una volta! Ricaccio indietro le lacrime, non mi piace piangere davanti ad altre persone, figuriamoci davanti al mio capo.
- devo solo trovare un modo per poter passare inosservata nel corridoio e per le scale -
- non so se ci riuscirai - e ride
Cosa cavolo avrà da ridere così tanto. Io in questo momento sono imbarazzatissima. Sono davanti al mio bellissimo capo con la camicia da notte di Hello Kitty! Sono veramente ridicola.
Però adoro la sua risata. L'ho visto sorridere molte più volte negli ultimi minuti che nelle settimane passate a lavorare insieme. Si vede che qualcosa è cambiato in lui o forse in me. Va bene, forse stiamo cambiando entrambi. Stiamo iniziando a fidarci l'uno dell'altro ed è giusto che sia così dato che lavoriamo 8 ore al giorno insieme.
- non c'è nulla da ridere - dico scocciata
- sembro una bambina di due anni con questa addosso - e indico l'enorme faccia di Hello Kitty disegnata sul mio seno
- in effetti hai ragione però ti dona molto - dice sghignazzando
- si come no! Tu di sicuro sei abituato a intimo di lusso. Fammi pensare, magari Victoria Secret! -
- anche, ma io preferisco il pizzo - e mi fa l'occhiolino
Mi sembra ora di levare le tende, la situazione sta diventando imbarazzante. Mi tocco le guance sperando di non essere arrossita.
- bene, io vado. Se trovi gente che ride per i corridoi vuol dire che mi hanno appena incontrata -
- lo terrò presente. Ci vediamo nel pomeriggio dopo la riunione -
- in bocca al lupo! - dico uscendo dalla suite
- crepi! - sento urlare mentre chiudo la porta e torno verso la mia stanza con il sorriso sulle labbra.
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- pronto - rispondo entusiasta al telefono, deve essere sicuramente Andrew
- Mia, è fatta! Ho concluso l'accordo con la general tower - urla tutto d'un fiato. È la prima volta che lo sento così soddisfatto.
- sono così felice! Sono stati tosti? -
- non ne hai idea. Ci ho messo quasi 4 ore per convincerli! E il pranzo che hai ordinato mi ha aiutato molto - dice e percepisco il suo sorriso dall'altra parte del telefono
- allora per festeggiare questa sera ti invito a cena, hai impegni? -
Mi chiede se ho impegni? Questa è bella! E anche se li avessi li disdirei pur di andare a cena con lui
- nessun impegno capo! - dico entusiasta - devo prenotare in qualche preciso ristorante? -
- non preoccuparti, me ne occupo io. Tieniti pronta per le 20, mi faccio trovare fuori dalla tua camera -
- va bene, a dopo - e riattacco
Lancio un urletto e mi butto di peso sul letto matrimoniale della mia camera.
Questa giornata sta andando meglio di ogni mia aspettativa. Uscirò a cena con il mio capo!
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Mr. Silver (Incompleta)
General Fiction'Io desidero quello che possiedo; il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare: più a te ne concedo più ne possiedo, perché l'uno e l'altro sono infiniti' William Shakespeare Credit cover: Ellypado
