4 - Rivali

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CIRO

24 ore prima...

Dopo un eterna attesa aspettando impaziente, intravedo mio fratello venire verso la macchina. Con sé ha una borsa nera, nostro padre ci ha incaricati di uno scambio di droga e soldi,con questo presunto uomo. Pietro sale in macchina e parte premendo l'acceleratore. 

« Allora Ciro » dice « hai ucciso la ragazza » chiede, rompendo il silenzio. 

« No » dico con tono secco « non ancora ».

« Lo sai vero, che se papà lo sa andrà su tutte le furie. A proposito lo sa? » domanda, la risposta è che no, non lo sa e posso solo immaginare come potrebbe finire. 

« No, ma tu non dirglielo » dico quasi minacciandolo « ci penserò io, è il mio compito ». 

« Beh...se aspetti molto, papà ci penserà lui stesso a farlo, oppure incaricherà Rosa, visto che anche lei vuole far parte con gli affari ». 

Non posso immaginare mia sorella in questi casi, è ancora piccola, quindici anni compiuti da non molto. Ma dal carattere fin troppo testardo si inchineranno alla loro regina. 

« Rosa non avrà nulla a che fare e lei... Penelope è una mia preda, hai capito » lui annuisce senza disinteresse. 

« Sai anche il suo nome? Non è che ti sei innamorato per comettere un gesto crudele? » dice, non voglio avere a che fare con lei, soprattutto se è dalla parte dei Di Salvo. 

« Non sono innamorato e poi ho già la ragazza,Viola » dico sottolineando il nome della mia ragazza. 

Anche se pensando all'altra sera, il modo in cui mi guardava e la sua mano sulla mia e sulla pistola, mi ha gelato. Nessuno si era comportato come me in questo modo, mai nessuno ha osato mancarmi di rispetto. Quei occhi scuri, non si vedeva scia di paura, era più una sfida che non le ho lasciato vincere. 

« Siamo arrivati » dice mettendo la macchina da parte, usciamo vedendo un auto nera avvicinarsi a noi, parcheggiando e scendendo con una valigetta grigia. 

« Questi sono i soldi, ora voglio la droga » dice l'uomo, sia io che mio fratello ci scambiamo un'occhiata. 

« Ci sono tutti » chiede mio fratello aprendo la valigetta mentre tengo la borsa contenente la droga. 

« Controlla » dice l'uomo e nel frattempo resto in allerta in caso dovesse succedere qualcosa. 

Controllo ogni mossa di questo uomo, non sembra che voglia fare qualche cosa di  stupido, ma impaziente di ricevere la merce. Pietro si gira per prendere la borsa e appena lui la porge, gli spara. Sapevo che c'era qualcosa che non andava, prendo la pistola e sparo quattro colpi sul petto e uno sulla fronte. 

Mi inginocchio guardando insaguinare mio fratello, gli ha sparato alla destra del petto. È tutta una trappola, qualcuno avrà in mente di ucciderci, digito il numero di papà, squilla dopo tre tentativi. 

« Ci hanno teso una trappola » dico mentre dall'altra parte non risponde nessuno, ma posso sentire i respiri pieni di rabbia di  mio padre.

PENELOPE

24 ore dopo....

Una notte passata in bianco, senza chiudere occhio con continui gira e rigira nel letto, neanche il cuscino sopra la testa - per ripararmi dalla luce - non è servito a niente. Ed è tutta colpa di quel ragazzo, occupa persino i mei incubi peggiori, e se esco fuori consapevole che prima o poi, in un modo o nell'altro, l'ho rivedrò. 

DINASTIE || Ciro Ricci Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora