Sono distrutta...è la seconda notte che passo in lacrime...mi sono addormentata alle due del mattino ed ho un sonno tremendo, ma anche se provassi a dormire in questo preciso instante non dormirei lo stesso, penserei ad Alex e a quello che mi ha fatto e bagnerei di nuovo il cuscino di lacrime.
Andai verso l'aula del professor Debois, mi ha fatta chiamare e nessuno mi ha detto il motivo. Non penso che si possa lamentare del mio rendimento, ho una delle medie più alte quindi questo lo escludo.
Non ho fatto niente di male che io sappia.
Camminai lungo il corridoio fino a quando non arrivai davanti alla porta della classe.
Misi la mano sul maniglia di metallo rotonda e la girai.
"Buongiorno professore, aveva chiesto di vedermi?" Dissi.
"Si signorina, le devo parlare di una cosa molto importante, stia tranquilla non è niente di grave." Disse guardando la mia faccia tesa e pallida. Più che altro ero in quelle condizioni per il fatto che non avevo dormito bene questa notte, ma ovviamente quella situazione di tensione non migliorava le mie condizioni psicologiche e fisiche.
"Di che si tratta?"
"Bhè lei ha i requisiti per ottenere una borsa di studio che le permetterebbe di frequentare una delle università più importanti...quella di Oxford. Che ne pensa? Vorrebbe partecipare?"
"Sono sorpresa...non immaginavo...sapevo di avere una media alta, ma non pensavo che avrei potuto ottenere una borsa di studio, per giunta per l'università di Oxford."
"Bhè signorina, forse sottovaluta le sue capacità. Oltre a lei anche altri quattro studenti della nostra università sono candidati, ed hanno accettato tutti quanti. Adesso ci manca il numero cinque."
Non potevo rifiutare, volevo provarci, poi non era detto che a vincerla debba essere io, ma forse ho una possibilità. Ma si, facciamolo.
"Okay, accetto. Grazie professore."
"Si figuri, io non ho fatto nulla, si complimenti con se stessa più che altro."
Mi strinse la mano ed uscii dall'aula.
Wow! Non potevo crederci! Dovevo dirlo subito alle mie amiche.
Corsi a cercarle e, appena le ebbi trovate, raccontai quello che era appena successo.
Esultammo insieme, erano felici per me.
Avevano sentito parlare degli altri che avevano accettato di partecipare. Mi fecero i nomi, ma non ne conoscevo nemmeno uno.
Ad un certo punto Sonia mi passò davanti. Tornai pallida in viso e subito dopo rossa di rabbia. Non le avrei permesso di averla vinta. Le andai incontro e la trascinai in disparte.
"Ma che cosa vuoi?!" Mi disse starnazzando come un'oca.
"Sono stanca Sonia, stanca delle tue minacce e dei tuoi sotterfugi per farmi del male! Ho scoperto il tuo gioco e non riesco a capire come tu non ti vergogni guardando la tua immagine riflessa nello specchio.
Nella vita ne ho incontrate di persone che mi hanno fatto soffrire come un cane e non ho mai avuto il coraggio di affrontarle e di dire quello che pensavo veramente! Ora sono stufa di essere trattata come uno straccio e soprattutto di sentirmi come tale! Non mi interessa ne di te, ne di Antoine, ne di Alex. Voglio solo vivere la mia vita in pace, okay?! E nessuno, neanche tu, me lo impedirà!"
Rimase in silenzio...non sapeva che dire. Me ne andai e la lasciai arrabbiata con le braccia incrociate sul petto.
Mi sentivo leggera e finalmente rilassata. Ora dovevo solo andare da Antoine e dirgli tutto di Sonia."
Presi la metro, arrivai in cinque minuti e quando fui difronte al suo appartamento suonai al campanello.
Lui aprì e mi invitò ad entrare.
"Eli come mai sei qui?" Mi chiese.
"Devo dirti una cosa importante." Ci sedemmo sul divano e gli raccontai ogni singolo particolare.
Lui mi guardò con la bocca aperta. "Non ci posso credere..." Mi disse sbalordito.
"Sono sbalordita quanto te...non pensavo che Alex potesse farmi questo."
"Ed io non immaginavo che Sonia fosse capace di arrivare a tutto ciò per un po' di gelosia. Eli mi hai aperto gli occhi...devo lasciarla immediatamente."
"Ma a te non era proprio venuto il sospetto che potesse essere così?"
"Bhè...era un po' possessiva ultimamente...poi la scenata della volta in cui eri rimasta a dormire qui mi sembrava esagerata."
"Posso chiederti come vi siete conosciuti?"
"Ero andato a Monte Carlo in estate, qualche mese dopo che tu eri partita.
L'ho incontrata in spiaggia. Lei è venuta da me e abbiamo iniziato a parlare, poi mi invitò a bere qualcosa la sera e li scoprì che anche lei viveva a Parigi.
Dopo un po' abbiamo iniziato a frequentarci e per stare più vicina a me ha cambiato università e facoltà."
"Oh..."
"Già. Forse questo avrebbe dovuto farmi avere qualche sospetto."
"Forse..."
Eravamo stati ingannati entrambi. Ci trovavamo sulla stessa barca.
"Ed Alex?" Mi chiese.
"Ieri è venuto a cercarmi. Dice che mi ama, ma io non ci credo, e anche se fosse vero a me non mi interessa, se uno ama qualcuno veramente non lo fa soffrire come ha fatto lui con me, neanche sotto tortura."
"Mi dispiace molto...non mi viene proprio in mente il motivo per cui l'abbia fatto. Lo conosco da sempre, eppure non capisco perché..."
"Tranquillo, non mi interessa. Voglio solo stare serena ed essere felice. Forse sarebbe meglio mettere da parte l'amore e concentrarmi di più sullo studio per adesso...te l'ho detto che Debois mi ha detto che ho dei requisiti per una borsa di studio per frequentare l'università di Oxford?"
"Wow è fantastico Eli! Te la meriti tutta, sono sicuro che riuscirai a vincerla."
"Speriamo, ahaha."
"Vuoi fermarti a pranzo?" Mi chiese.
"Uhm...okay. Ti aiuto ad apparecchiare." Mi diressi verso la dispensa e presi piatti e bicchieri, mentre Antoine mise la tovaglia e le posate.
Non mangiammo niente di impegnativo. Soltanto un'insalata è un hamburger.
Era molto buono. Antoine sapeva cucinare bene, dato che suo padre era chef gli aveva insegnato a cucinare, oltre alle cose basilari, anche bellissimi e buonissimi piatti. Sapeva fare anche piatti esotici. Per lui la cucina non era una passione, era solo un hobby, gli piaceva, ma non esageratamente.
Finimmo di mangiare, lo salutai e me ne andai.
Quando arrivai a casa Yoko non era ancora arrivata, si sarà trattenuta in facoltà molto probabilmente.
Ne approfittai per dare un po' di ordine e in seguito cercai di vedere se il mio appartamento era ancora libero controllando sul suo sito.
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Una ragazza a Parigi 2
RomanceSe avete amato il libro "Una ragazza a Parigi", sicuramente andrete pazzi per il seguito. Elisa torna a Parigi dalla sua grandissima esperienza in Russia. Ha conosciuto persone nuove, ma ora è il momento di tornare alla vita di tutti i giorni nella...
