Ce la siamo data a gambe grazie a mia madre, che guidò con una velocità impressionante per arrivare a casa in fretta. Allison e Roxenne restarono a dormire da me, e nel viaggio in macchina, la prima lamentava un fastidiosissimo mal di testa e fitte orrende alla pancia.
<Allison, sicura di stare bene?> Domandò Roxenne, poggiandole una mano sulla fronte.
<Sì... è solo un malore, nulla di che>
Sul "nulla di che", la bionda prese a tossire a raffica stringendosi la pancia. La guardammo spaventata: in volto era pallida come un velo, aveva gli occhi lucidi e le guance leggermente arrossate.
<Soffri l'auto?>
<No Kylie... Quando arriviamo a casa tua?>
<Guarda, siamo arrivate. Attenta come scendi: c'è un gradino un po' alto!>
Arrivammo a casa e aiutammo Allison a salire la scaletta che avevo all'entrata: io e Roxenne abitavamo nella zona "alta" di New Orleans, dove si trovavano le ville degli anni '20, quindi della borghesia.
Quando entrammo in casa, Allison ebbe parecchi cedimenti, quindi mia madre la fece sdraiare sul divano e mi spedì in cucina a preparare una tisana. Finii di prepararla e tornai in salone, una cosa mi turbò: mia madre stava digitando sul telefono di casa un numero preciso: 911.
<Mamma, perchè chiami l'ambulanza?!>
<Allison!>
Poggiai velocemente il vassoio con la tisana su un tavolino e raggiunsi il soggiorno: sul divano trovai Roxenne con il corpo fermo immobile di Allison sulle gambe. CAZZO. Era svenuta!
Arrivò l'ambulanza, i medici caricarono la bionda su una barella e la trascinarono con loro. Noi eravamo in auto e seguivamo il veicolo standogli attaccato, per non perderlo di vista.
<Grazie a Dio era solo un malore!> Sfuriò Roxenne.
<Mamma dov'è l'ambulanza?>
<E' davanti a noi, ma la sto perdendo di vista!>
Mia madre inchiodava pesantemente, per riuscire a sorpassare le auto che le impedivano di seguire l'ambulanza. Finalmente arrivammo all'ospedale, ma l'ambulanza non c'era più. Avevano già portato Allison in reparto, solo che non sapevamo quale fosse.
L'infermiera che ci accompagnò in reparto era l'assistente della ginecologa dell'ospedale, questo ci preoccupò un po'. Ci condusse fino alla stanza 130, fino a qui ok, poi lessi sul muro: "ginecologia". AIUTO.
Io e Roxenne erntrammo timidamente: la stanza di Allison era buia, l'unica spia di luce era la serrandina un po' alzata della finestra. Il pavimento era cosparso di asciugamani, una ragazza bionda stava sdraiata sul letto.
Piangeva.
<Allison...> Mormorò Roxenne, si accostò a lei.
<Sto peggio di quanto peggio potrei stare!>
<Cosa vuoi dire?!>
Lei alzò lo sguardo dal lenzuolo.
<Ho fatto un'ecografia poco fa...>
<Ti hanno diagnosticato qualche malattia?!>
<Una malattia un po' così.>
Sul volto di Allison corse lentamente una lacrima.
<Sono incinta>
Mi chinai su di lei e le poggiai una mano sul ventre.
<Da quanto?>
<Da oggi, ed è stato Michael>
—WELA—
ALLORA
CAPITOLO CORTO
MA DICIAMO CHE IN QUESTO SI INTRECCIA UN PO' TUTTA LA STORIA.
Canzone titolo: I'm Not A Girl, Not Yet A Woman-Britney Spears.
CE SE VEDE.
-Moi
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Blank Space||Calum Hood||
Fanfiction"But I've got a blank space baby, And I'll write your name" -Blank Space||Taylor Swift