Aspettavo con un'ansia pazzesca l'ora dell'inferno (Alias: Festa Di Calum) cazzeggiando al computer e messaggiando al telefono. Forse il mio nervoso non è mai arrivato a questi punti: andavo in bagno per controllare se il mascara e l'eyeliner non avevano lasciato segni in faccia e tornavo in camera, mi alzavo per sistemare gli abiti nel caso avessero pieghe e mi risdraiavo sul letto, controllavo che le scarpe non avessero macchie e fossero ancora perfette come appena comprate... Non è da me comportarmi così, ma dovreste vedere Roxenne in che stato si riduce quando beve caffeina.
A differenza mia non si innervosisce, ma è come se avesse fatto uso di ecstasi, diventa felicissima e sopratutto logorroica. Parla senza un motivo, da sola, a macchinetta, senza fermarsi neanche per respirare finchè non passano cinque minuti.
Tornando all'argomento infer... ehm, volevo dire festa: speravo vivamente di non passare guai e di non trovarmi qualcosa in culo, sopratutto di non passare per una sgualdrina: con tutti i ragazzi eccitati che circolavano là in giro, è stata dura passare inosservata. Avevo indossato una maglietta con una spalla scesa bianca con una cintura nera sulla vita; sotto, jenas skinny neri. Le scarpe: molto semplici, tronchetti con un tacco rimpicciolito fino all'estremo. Gioielli: pochi, non volevo farmi notare, giusto? Altri accessori: neanche se mi pagano.
Alle 21:15 suonò il campanello e mamma andò ad aprire: era Allison, era venuta a prendermi con Roxenne per andare alla villa più grande di tutta New Orleans. Mia madre mi chiamò dalle scale, lasciai rapidamente la stanza e scappai fuori in fretta e furia per non fare in ritardo.
Arrivate alla villa Hood, notammo subito un particolare: la musica e il chiasso erano assordanti, si potevano udire da chilometri e chilometri di distanza. Se così era l'esterno, chissà l'interno, com'era:
-Ragazze ubriache che limonano con ragazzi ubriachi
-Ragazzi fatti che si prendono a botte
-Gente che tromba come se non ci fosse un domani.
All'incirca era così: entrammo in casa tutte appicicate, vicine vicine per non perderci e non dividerci, Allison sgranava gli occhi, incredula: non riusciva a capire se era finita in un'altra dimensione oppure era solo un'impressione.
<Ma tutte le vostre feste sono così?>
<Non tutte...> Rispose Roxenne, digrignando i denti.
Entrarono poi, dopo di noi, i cinque puttanieri che ci avevano invitate alla festa: Harry, Liam, Zayn, Louis e Niall. Tutti urlarono e applaudirono al loro arrivo trionfale, io e le ragazze ci "imboscammo" tra la gente e ci sedemmo su un divano poco distante sperando di non dare nell'occhio. Qualcuno mi poggiò una mano sulla spalla: mi voltai e mi trovai parato davanti uno di quei cinque: Liam.
<Allora siete venute!>
<Non intendiamo fare le troie con nessuno, quindi sparisci!>
<Ora dite così, ma è già troppo tardi!>
Liam si allontanò e lasciò lo spazio a qualcun'altro che "voleva vederci". In fondo al salone, si fecero strada tra tutti altre quattro figure che venivano verso di noi con passo svelto. Erano Calum e Luke, seguiti da Ashton e Michael.
<Cazzo Kylie, con questa maglietta sei la fine del mondo!> Sibilò Calum.
Luke continuava a "ammirare" Roxenne nel suo vestito nero con il pizzo, lei pareva parecchio irritata da questa sua attenzione e Ashton invece continuava a chiedere di Reneè, come è più che prevedibile è per farsela, mentre lei scappa dalla Irwiconda.
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Blank Space||Calum Hood||
Fanfic"But I've got a blank space baby, And I'll write your name" -Blank Space||Taylor Swift