22 - Duca degli autoinviti

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- Dove vai in una così piacevole serata, marchese?

Chuuya si portò una mano al cuore e fulminò con un'occhiataccia il duca appostato davanti al cancello che circondava il suo giardino. Stava calando la sera, c'era una piacevole aria fresca e un cielo che dall'azzurro chiaro passava ad un delicato rosa antico, Chuuya era appena uscito dal cancello tenendo il suo cavallo per le briglie e non si aspettava che Dazai fosse appostato lì davanti come un inquietante stalker.

- Sto andando al circo.

- Non sarebbero dovuti ripartire l'altra sera? Natsuo aveva detto così.

- Hanno avuto delle complicanze, vado là per questo.

- Posso venire.

- Certo duca degli autoinviti, aggregati pure.

Borbottò Chuuya montando a cavallo, poi invitò con un cenno della testa Dazai a fare lo stesso.

- Per essere un marchese, Chuuya-kun, hai modi un po' barbari.

- Sta zitto. Muoversi a cavallo è più veloce che muoversi in carrozza.

- Non hai tutti i torti.

Chuuya annuì e partì al galoppo verso il paese dove era montato temporaneamente il circo. Quando arrivarono le strade erano tranquille, la fiera di paese era evidentemente finita. Solo attorno al tendone montato nel campo fuori città c'era fermento. Si era quasi fatto buio e gente munita di fiammiferi girava per il prato ad accendere torce piazzate tra i carri degli artisti.

- Chuuya-San, finalmente siete arrivato.

Due figure vestite di nero, Dazai riconobbe i due fratelli acrobati, corsero loro incontro con espressioni sconvolte.

- Cosa succede?

- Stanno arrestando, Natsuo.

Chuuya sospirò esasperato e li seguì in fretta fino al tendone principale. Sulla pista, ora sgombra da attrezzatura di scena, c'era Natsuo che fronteggiava un uomo dai capelli scuri sulla trentina: Dostoevskij.

- Non può arrestarmi, senza mandato d'arresto, signor cacciatore di streghe.

- Certo che posso dolcezza, sei una donna. Se fossi un uomo sarebbe un altro paio di maniche, ma oh che peccato sei nata femmina.

Il sarcasmo nella voce del nobile era pieno di veleno, dietro di lui c'erano tre uomini armati.

- Non servono tre uomini armati per arrestare una misera donna, ma oh che peccato sei nato debole.

Mormorò Natsuo e Dazai non potè fare a meno di trattenere una risata perchè la ragazza sembrava sinceramente dispiaciuta. Sentendolo ridere, tutte le persone nel tendone si girarono verso di loro. Il cacciatore di streghe si voltò a guardare Chuuya.

- Sei tu il proprietario di questa strega?

- Io non sono il proprietario di nessuna strega.

- Su questo avrei da ridere, capo.

Commentò lei inaspettatamente, a quelle parole Dostoevskij e i suoi uomini sfoderano le armi, Natsuo con un'espressione minacciosa si fece scrocchiare le dita e scoppiò a ridere soddisfatta quando vide l'espressioni dei suoi avversari tingersi di paura.

- Vi prego, siete così stupidi a credere nell'esistenza di certe cose, io me ne vado.

Detto ciò la ragazza voltò le spalle ai quattro uomini e si incamminò verso l'uscita alle spalle di Dazai e Chuuya, aveva quasi raggiunto il marchese quando uno degli uomini ad un cenno del cacciatore di streghe si era fatto avanti e aveva puntato contro di lei una pistola. Un colpo alle spalle inferto ad una donna, non c'era gesto più vile. Chuuya corse in avanti gridandole di spostarsi consapevole che non avrebbe mai fatto in tempo.

Abisso - SoukokuLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora