Quando Chuuya entrò nel tendone un odore forte di segatura, legno, noccioline e mele caramellate lo investì. Un odore che sapeva di casa, di notte insonni passate ad aiutare Natsuo e i ragazzi con quella particolare esibizione o quel particolare trucco.
La platea era piena e si agitava allegra attorno alla pedana dove a breve si sarebbero esibiti gli attori. Dazai lo raggiunse di corsa: dietro di lui c'erano la cameriera dai capelli ricci e rossi e Tachihara, che portavano due sacchetti pieni di noccioline, dolci, pop corn e caramelle da mangiare durante lo spettacolo.
Il duca gli sorrise e non appena fu abbastanza vicino gli rubò il cappello e se lo mise in testa, Chuuya troppo basso non riuscì a riprenderselo, quindi si limitò ad insultarlo in portoghese. Dazai alzò gli occhi al cielo e gli rimise il cappello in testa.
- Forza, andiamo a prendere posto.
Trovarono posto a metà delle gradinate giusto in tempo per l'inizio dello spettacolo.
- Vediamo quanto geniale è il signor barone.
Commentò sottovoce Chuuya nell'orecchio di Dazai.
Una fiammella si accese nel buio, al centro della pista. Gli occhi di tutti furono attratti dall'unica fonte di luce. E di colpo la fiammella si spense.
Dopo un istante tante fiammelle si accesero attorno nella pista. Al centro Gin, vestita di nero e rosso aveva in mano un bastone dalle estremità infuocate, lo lanciò in aria.
Un tamburo teneva il ritmo.
Il fuoco disegnò un cerchio in aria, caldo e luminoso, prima di ricadere tra le mani della ragazza, le lo prese, lo fece roteare tra le sue dita leggere. Chuuya accanto a Tachihara riuscì a percepire la sua tensione.
Dopo una capriola in aria, Gin lanciò il bastone con le punte dei piedi verso l'alto. Lo prese la volo un'acrobata in equilibrio su una fune, suo fratello. Lo usò come bastone per mantenere l'equilibrio e arrivato a metà corda, fece roteare il bastone infuocato tra le mani e lo lanciò come un giavellotto verso un cerchio sospeso.
Il bastone passò perfettamente nel cerchio e cadde per terra.
Spento.
Fu tutto buio di nuovo per un istante e poi il cerchio prese fuoco, i tamburi battevano un ritmo più rapido. Una lama fu scagliata perfettamente al centro del cerchio e prese fuoco, andò a conficcarsi su un bersaglio rotante al centro del quale era stato legato e bendato il povero segretario del signor Ranpo.
- Pover'uomo.
Sospirò Chuuya vedendolo tremare di paura anche a quella distanza. Un altro coltello infuocato si conficcò a un centimetro della sua gamba. Fu lanciato un terzo coltello, il metallo rosso incandescente per le fiamme, parve mirare proprio al viso di Poe. Ma un secondo prima dell'impatto le luci si spensero, i tamburi smisero di suonare. La platea trattenne il respiro.
- Ladies and gentlemen, questo è il momento che stavate aspettando.
La voce allegra di Ranpo-san risuonò potente per tutto il tendone. Un altro attimo di silenzio, un altro respiro trattenuto e poi tutto esplose.
Milioni di luci vennero accese per tutto il circo, cerchi infuocati ruotavano tutto attorno alla pedana mentre candele mandavano scintille di un arancio caldo illuminando i volti incantati degli spettatori.
È una magia, pensò Chuuya incantato.
E poi in un lampo di fuoco, una luce troppo intensa per essere gurdata, la pista si riempì degli artisti. Ranpo al centro con le braccia spalancate e un sorriso di puro divertimento. Gli occhi del barone si puntarono nei suoi, due smeraldi brillanti di fuoco. E allora Chuuya capì.
- La fenice.
Mormorò con il cuore che batteva all'impazzata, il respiro che a momenti gli restava incagliato tra i polmoni. Le mani di Dazai si strinsero nelle sue, nascoste dalla folla.
- Sono rinati dalle loro ceneri.
- È meraviglioso.
Sussurrò la ragazza dai capelli rosso e le lentiggini al seguito di Dazai, Chuuya non poteva che essere d'accordo con lei.
*
- Signori e signore, facciamo un brindisi.
Chuuya alzò il boccale verso l'alto, aveva già in copro una buona dose di alcool che lo rendeva particolarmente allegro.
Tutti gli artisti del circo imitarono il suo gesto, i tavoli della locanda vennero bagnati dagli schizzi di birra che traboccava dai boccali.
- Che il circo possa continuare a vivere come ha fatto sta notte, per voi e per Natsuo.
Tutti gridarono felici alle parole di Chuuya e i bicchieri cozzarono l'uno contro l'altro in un allegro tintinnio, persino Atsushi e Lucy batterono le mani, travolti da quella contagiosa allegria.
Dopo lo spettacolo si erano ritrovati a festeggiare alla locanda dove Dazai era stato spennato da un uomo incappucciato, Chuuya sospettava da un po' che si trattasse del genio che ora aveva in mano il suo circo.
Chuuya tornò a sedersi accanto a Dazai e con un un sorso svuotò il boccale di birra. In quel momento sentiva il cuore scoppiare di gioia. Dazai era accanto a lui, il circo aveva un futuro e tutti quei ragazzi a cui voleva un bene infinito avevano di nuovo una casa e una famiglia.
Una stella brillò particolarmente luminosa fuori dalla finestra, Chuuya non potè non notarlo. Gli si strinse il cuore e sentì che Natsuo in quel momento era lì con loro. Una punta di nostalgia gli avvolse il cuore e si impossessò di lui.
Natsuo, dovresti vedere i tuoi ragazzi. Pensò il marchese: Tachihara aveva un braccio attorno alle spalle di Gin e scherzava con lei beccandosi insulti da suo fratello, Atsushi, servendogli una cosa dopo l'altra cercava di calmare, con scarso successo, Akutagawa.
Gogol rideva e beveva come un matto e stava sconvolgendo sempre di più Lucy, Higuchi e la cameriera dai capelli rossi con i suoi trucchi di magia, Kyoka e Q, annoiati dietro di lui, svelavano un trucco dopo l'altro facendolo arrabbiare.
Kaji stava creando un esplosivo con la birra e più volte Chuuya si domandò se fosse il caso di fermarlo, ci pensò fortunatamente Poe prima di tornarsi a sedere accanto a Ranpo. I due si scambiarono un sorriso, infuso di una felicità che Chuuya non vedeva da tempo.
Kunikida stava facendo delle rigide pacche sulla schiena a Kenji che dopo il pasto era crollato mezzo addormentato sul tavolo.
Dazai gli prese la mano sotto il tavolo e gliela strinse.
- Hai fatto una delle tue magie.
Chuuya a quelle parole arrossì. Non sapeva se tutto quello era opera sua, ma era certo di una cosa: quello che aveva davanti era un piccolo miracolo, una magia straordinaria.
Il lieto fine che desiderava.
Di colpo la porta si spalancò e il freddo vento invernale irruppe nella stanza spegnendo due tre candele. Tutti ammutolirono e rabbrividirono al cambio di temperatura. Gogol irrigidì le spalle e Chuuya lo vide stringere tra le dita il coltello che Kyoka aveva lasciato sul tavolo.
Dostoevskij entrò nella stanza avvolto da un pesante mantello bianco, il colore di dio e della purezza, adatto a un cacciatore di streghe che operava per la regina e la chiesa.
- Marchese Chuuya Nakahara, vi dichiaro in arresto per stregoneria ed eresia.
A. A.
So che mi odiate per questi finali muahhahah
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Abisso - Soukoku
Fanfiction[COMPLETA :D] Chuuya, marchese della nobile stirpe dei Nakahara, è stanco del continuo girovagare a cui lo costringono gli affari e gli scambi commerciali. Bisognoso di una pausa fa sistemare una vecchia tenuta di famiglia in un paese londinese imme...
