- Marchese Chuuya Nakahara, vi dichiaro in arresto per stregoneria ed eresia.
Al sentire quelle parole tutte le persone nella stanza si immobilizzarono, come congelate dal vento freddo che era appena stato chiuso fuori dalla locanda.
Per loro era un incubo che si ripeteva, una ferita che aveva appena cominciato a guarire che veniva riaperta e riempita di sale. Prima che qualcuno potesse agire in maniera violenta e sconsiderata Chuuya si alzò, sotto lo sguardo preoccupato di Dazai.
- Che prove avete?
- Secondo i registri, siete figlio di un demone e una donna. La quale è stata bruciata al rogo per i suoi peccati. Hai calpestato questo mondo un po' troppo a lungo, demone. È ora che, come i tuoi veri genitori, tu venga bruciato vivo.
Chuuya voleva protestare, dire che non erano prove sufficienti per arrestarlo, ma si rese conto appena prima di parlare che sebbene a lui quelle non sembrassero valide motivazioni per arrestarlo, per i cacciatori di streghe e i fanatici della chiesa erano più che sufficienti a farlo bruciare per bene dieci volte di fila sul rogo.
- Siete pregato di seguirmi senza opporre resistenza.
Disse il cacciatore di streghe con un po' troppa gentilezza. Se ne stava al centro della locanda, in piedi tra i tavoli con il volto rilassata e la mano placidamente appoggiata sulla pistola che aveva in cintura. Chuuya incrociò le braccia e si guardò intorno alla ricerca disperata di una soluzione, ma incontrò solo i volti preoccupati dei suoi amici.
Dazai allora si alzò:
- Non verrà con te. Sono stato a lungo accanto al marchese e posso testimoniare che è un uomo normalissimo.
Che grossa bugia, pensò tristemente Chuuya, non era per niente normale, ma apprezzò davvero tanto il tentativo di Dazai.
- Preferiamo tenerlo sotto custodia in centrale fino al processo.
Commentò freddo Dosto.
- Ma quale processo?
Sbottò di colpo Gin e guardò gelida il cacciatore di streghe.
- Sappiamo benissimo che non ci sarà nessun vero processo. Chuuya-san verrà torturato fino a dover ammettere mentendo di essere qualcosa che non è. Allora voi lo brucerete vivo in piazza. Come avete fatto con la nostra Natsuo.
Le parole serpeggiarono nella stanza e ebbero lo stesso effetto che avrebbe il vento su un piccolo fuoco: attizzarono un incendio. Gli artisti scoppiarono in grida di protesta e si alzarono dai loro posti, allora Dosto estrasse la pistola e sparò un colpo verso l'alto, bucando il soffitto e facendo ammutolire tutti.
- Ora basta, il popolo non ha diritto di intromettersi nelle faccende della chiesa. La polizia cittadina sarà qui a breve, se vi opporrete alla giustizia di Dio sarete tutti arrestati.
Riluttanti gli artisti si calmarono, ma nessuno si risedette. Akutagawa rivolse all'uomo un'occhiata sprezzante e assassina. Chuuya era grato a tutti quanti per quello che avevano appena tentato di fare, eppure non vedeva via d'uscita.
Q prese coraggio e con la sua vocina di bambino disse:
- Chuuya-San è una persona buona e gentile, per favore non gli faccia del male.
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Abisso - Soukoku
Fanfiction[COMPLETA :D] Chuuya, marchese della nobile stirpe dei Nakahara, è stanco del continuo girovagare a cui lo costringono gli affari e gli scambi commerciali. Bisognoso di una pausa fa sistemare una vecchia tenuta di famiglia in un paese londinese imme...
