- Signore, buon giorno.
- Buon giorno sto cazzo, sono solo le undici e mezzo lasciami dormire e vattene.
- Con tutto il rispetto signore, ma abbiamo visite.
- Mpfgh, mandale via.
-Troppo tardi, la cameriera l'ha già fatta entrare.
- Oh merda.
- Signore, le parole.
- Oh sta zitto, fammi il piacere, sappiamo entrambi che bestemmi più di me.
- Dio lo lascio fuori dai miei insulti... Solitamente. Ora se volete farmi il piacere di alzarsi e lasciarsi
vestire. La signora sta aspettando.
- La signora?
- La vostra nuova vicina, my lord, dovreste anche essere legata a voi da un legame di parentela, è venuta per darle il benvenuto in paese.
- Parentela? Di che grado?
- Se non erro, sua nonna era cugina di vostra prozia.
- Parenti? Non so se piangere o ridere. Dille di aspettare, che ero impegnato in qualche importante affare.
- Ma signore... Stavate dormendo.
- Appunto, qualche importante affare. Ora aiutami a vestirmi.
- Certo, mio signore. La colazione è già pronta, credo che la nostra visitatrice apprezzerebbe un invito a condividere il cibo con lui.
- Che merda, odio la gente.
- My lord, moderi il tono la prego. Non si sa mai chi stia ascoltando.
- Puoi smetterla di fare il santarellino, tanto sappiamo entrambi che non lo sei.
- Domando perdono per la mia buona educazione.
- Tsk, stai zitto e aiutami ad abbottonarmi la camicia.
- Subito, my lord.
Il giovane maggiordomo non indossava decisamente un abbigliamento adeguato al suo ruolo, infatti vestiva come un giovane e spensierato nobile, si avvicinò al suo signore, anche lui giovane. I due uomini oltre all'età condividevano una chioma di capelli rossi, ma mentre quelli del servitore erano più scuri, tendenti al marrone e ingestibili, quelli del padrone di casa erano più chiari e gli ricadevano lungo il viso in morbidi boccoli.
La camicia del signore fu presto abbottonata con estrema cura, il signore indossò sopra di essa una giacca di velluto rosso e il maggiordomo gli allacciò al collo un ciondolo di corallo rosso.
- Come sono?
- Accettabile, my lord.
- Bene, la signora se lo farà andare bene. Secondo te posso chiamarla zia?
- Credo lo desideri, sta mattina è venuta qui domandando di suo nipote.
- Emozionante.
Commentò con ironia il padrone di casa, aggiustandosi un anello impreziosito da un rubino al dito. Intanto il maggiordomo si fece avanti e gli spazzolò i capelli con mani esperte. Il signore si guardò allo specchio incorniciato d'oro della sua stanza, le occhiaie con cui era andato a dormire la sera prima miracolosamente erano sparite del tutto permettendo alla sua giovane bellezza di manifestarsi completamente.
La pelle leggermente abbronzata dall'ultimo viaggio, le lentiggini accennate sulla punta del naso, gli occhi blu scuro, tutto in lui aveva un'aria di tempesta, di ribellione.
- Bene, sono pronto. Tachihara, va avanti ad annunciare il mio arrivo alla mia "adorabile" zietta.
- Subito, my lord.
STAI LEGGENDO
Abisso - Soukoku
Fiksyen Peminat[COMPLETA :D] Chuuya, marchese della nobile stirpe dei Nakahara, è stanco del continuo girovagare a cui lo costringono gli affari e gli scambi commerciali. Bisognoso di una pausa fa sistemare una vecchia tenuta di famiglia in un paese londinese imme...
