Mentre tutti i Radurai andarono nel Casolare per dormire, decisi ad affrontare tutte le complicanze di questa giornata l'indomani, io rimasi seduta di fronte alle porte chiuse del Labirinto, incapace di prendere sonno.
Fissai per non so quanto tempo le mura grigie e a tratti ricoperte dall'edera molto verde che caratterizzava quell'Inferno.
Il mio sguardo rimase fisso in un punto indefinito, mentre la mia mente vagava tra pensieri e ricordi.
Ricordi belli, tipo i primi falò fatti nella Radura, brutti, come quando George se ne andò via, felici, come i balli alle festicciole per i nuovi arrivati, tristi, come quando piantammo le prime croci nelle Faccemorte, divertenti, tipo le serate passate a ridere delle stupidaggini dette da Minho.
Di qualsiasi genere.
«Hey, disturbo?» una voce, poco conosciuta ma al contempo molto familiare e rassicurante, bloccò il flusso dei miei pensieri.
«No Fagio, tranquillo.» risposi, continuando a fissare le mura davanti a me.
«E puoi sederti, non devi stare per forza lì in piedi. Non ti uccido.» continuai, e lui si sedette subito affianco a me.
«Come mai non dormi?» chiese poi.
«Potrei farti la stessa domanda» controbattei, non volendo dare ulteriori spiegazioni.
Lui sembrò essere della mia stessa opinione, poiché si zittì e rivolse lo sguardo ad un punto a caso del prato.
Stranamente, il silenzio non si rivelò imbarazzante, anzi. Parve quasi che, con quel momento nel quale nessuno dei due avesse intenzione di parlare, ci stessimo dicendo cose impossibili da spiegare a parole.
«A che pensi Fagio?» gli domandai, vedendolo particolarmente assorto.
«Ti è mai capitato di fare dei sogni in cui tutto è confuso e sfocato?» okay, non mi aspettavo una cosa del genere.
«Si» mi stupii della velocità e sincerità con le quali risposi.
«Davvero?» Thomas parve sorpreso, forse troppo.
Probabilmente aveva creduto di essere l'unico ad avere quei sogni strani.
«Già. Mi è capitato una volta, durante i primi giorni nella Radura, tre anni fa.» parlai di getto, senza pensare al fatto che mi stessi confidando con uno sconosciuto.
«Per questo non riesci a dormire, Fagio?» chiesi, realmente interessata.
Lui non rispose, perciò lo presi come un si.
«Com'era quel sogno? A me furono soltanto frasi sconnesse.» cercai di capirne di più.
Ormai era passato così tanto tempo da quel sogno-ricordo, che quasi me l'ero dimenticato.
«È stato strano. C'erano flash di visi, frasi come "Thomas WCKD è buono", dei gruppi di uomini, donne e bambini con il corpo devastato da piaghe, tagli, sangue. Sembravano degli zombie, ma alcuni di loro parlavano e pensavano normalmente.» raccontò lui. Una cosa, un nome, mi colpì in particolare: WCKD.
«Anche nel mio vecchio sogno c'è stata una frase come quella. Una voce di donna, che diceva "Ashley WCKD è buono".»
«È normale, secondo te?» mi chiese poi, con una strana nota di amarezza nella voce.
«Non credo. Ma penso che niente in questa situazione sia normale, perciò dobbiamo solo continuare ad andare avanti come sempre, no?» mi sorpresi di come facilmente riuscii a parlare con Thomas.
Possibile che mi stia davvero confidando con un mezzo sconosciuto?
«Si, hai ragion-» il Fagio venne interrotto da uno stridore ormai a me familiarissimo.
Le porte del Labirinto che si aprivano.
Un attimo... le porte?
Ma se era a malapena mezzanotte.
Impossibile. Lo dovevo star immaginando per forza.
C'era un orario ben preciso per la loro apertura, ed erano le quattro e mezza di mattina, non mezzanotte meno cinque.
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•Just Remember•
Fanfiction"Non piangere, solo i bambini deboli piangono e tu non lo sei..." ⚠️QUESTA STORIA NON CONTINUERÀ⚠️
