2. GENERAZIONE

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~ E non mi dire di calmarmi, che non è cosa ~

"Quanti soldi abbiamo messo da parte fin'ora?" Domandò quella sera Louis guardando il barattolo dove tenevano i soldi per l'affitto.

"Mettendo insieme anche dei risparmi che già avevamo da parte...£420. " disse Liam, che li aveva già contati.

"Abbiamo solo dodici giorni ragazzi...cazzo." imprecò Zayn con agitazione.

"Zayn devi trovare un lavoro anche tu." Disse Louis, quasi esasperato.

"Ragazzi, lo sapete anche voi che un modo per pagare l'affitto più facilmente ci sarebbe..." mormorò allora il ragazzo.

"Di cosa stai parlando?" chiese cautamente.

"Lo sapete di cosa... semplicemente voi non volete che io lo faccia." replicò il ragazzo, abbassando lo sguardo.

Capì. Dentro di lui sentì subito montare la rabbia.

"Zayn, ma di che cazzo parli! Ma come può venirti anche solo in mente! Lo sai che quella roba lì è una fottuta merda, e sai anche che se venissi di nuovo beccato non avremmo i soldi per tirarti fuori, cazzo! E poi...aghh," Louis sapeva che dare di matto non aveva alcun senso ma certe volte davvero perdeva la testa, sopratutto quando Zayn toccava certi argomenti piuttosto sensibili in quella casa.

"Alla terza volta ti prendi due anni di galera! Vuoi andare in galera? Cazzo...Non mi dire che hai ricominciato! Perché giuro che stavolta quel Dave lo ammazzo, lo ammazzo, fosse l'ultima cosa che faccio!" continuò ad urlare senza più alcun controllo.

Sapeva che probabilmente stava esagerando. Sapeva anche di star spaventando i suoi amici, perché quando urlava e si arrabbiava in quel modo quasi si spaventava da solo. Sapeva di dover affrontare la cosa diversamente. Ma era stanco. E stressato. E aveva una paura fottuta di finire senza casa. E non voleva che il suo amico rischiasse di nuovo di andare in prigione.

Voleva solo scappare lontano. Desiderava immensamente di star sognando, come se l'ultimo anno e mezzo della sua vita fosse solo stato un sogno, o meglio un incubo, sperava di svegliarsi, e di trovarsi in un letto sempre caldo, con la pancia sempre piena, e una vita assicurata. Il college, un lavoro... Louis voleva solamente che il futuro fosse suo amico. Che non lo rincorresse ogni volta, spaventandolo a morte.
Per questo dopo aver urlato in quel modo, e dopo, senza pensarci due volte andò verso la porta di casa e uscì.

Non sapeva dove andare, sapeva solo di voler stare il più lontano possibile da quella casa, e dai suoi due amici, almeno per un po'.
Non aveva voglia di andare in piazza, né al muretto. Non aveva voglia di fumare una sigaretta e tornare indietro.
Voleva distrarsi, e i suoi piedi senza che neanche li comandasse lo portarono da Ricky's.  Si chiese per quale motivo fosse arrivato lì involontariamente. Ma sapeva la ragione.  Aveva sentito da Ricky che il turno di giovedì sera spettava ad Harry, per questo era lì.

Aveva riflettuto su quello che era successo tra di loro, dopo l'incontro che c'era stato lunedì mattina. Aveva rivissuto la notte con Harry più e più volte, vedendosi passare davanti agli occhi le immagini del suo corpo, della sua bocca, delle sue mani. Aveva rievocato alla mente fin troppe volte la scena a cui aveva assistito, di Harry che si preparava. Quel sedere. Quelle dita. Si sentiva mancare il fiato anche solo a ripensarci.
Era da veramente troppo tempo che Louis non si sentiva così. Non sapeva neanche se si fosse mai sentito in quel modo, in effetti. Harry gli piaceva come pochi, o anzi come nessuno avesse mai fatto. Il suo petto...e quelle spalle. Oh. Semplicemente non riusciva a togliersele dalla testa. Non si aspettava che fare sesso con il ragazzo potesse scatenare una reazione simile in lui. Ma era successo. E sinceramente voleva riprovare tutto quanto di nuovo. Voleva farsi travolgere dal ragazzo, che era così attraente, così rumoroso.

FuturoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora