La grande zucca

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Stagione 4 - Episodio 7
Questo capitolo avrà un pezzetto dal punto di vista di Dean per esigenze di trama che scoprirete più avanti


Erano da qualche giorno in quella cittadina, si erano recati lì, richiamati da quello che sembrava a tutti gli effetti pane per i loro denti. A dirla tutta, in un periodo come quello che si avvicinava alla notte di Halloween il loro lavoro triplicava, ma in quel caso si trovavano abbastanza vicino da decidere che spettasse a loro occuparsene; senza considerare che con l'ascesa dei testimoni, quasi un mese prima, i cacciatori si erano drasticamente ridotti.

Un'uomo era morto dopo aver trovato delle lamette dentro un dolcetto di Halloween e appena il giorno dopo, mentre loro tre stavano già indagando, una ragazza aveva perso la vita bloccata in una vasca usata per acchiappa la mela, di cui l'acqua era diventata bollente.

Non fu difficile per i ragazzi comprendere; in entrambi i luoghi del delitto trovarono dei sacchettini con ossa di bambino carbonizzate, chiaro segno del maleficio di una strega.

Quel pomeriggio avevano interrogato un professore del liceo di zona, scoprendo che molti degli indizi conducevano ad una ragazza in particolare: Tracy Davis, che alla festa del secondo "omicidio", se così si poteva chiamare, era presente. Era solo una ragazza, ma se era davvero una strega dovevano occuparsene e fermarla, un compito che gli fu quasi intimato anche dagli ospiti indesiderati che trovarono al motel dove alloggiavano.

Dean aveva appena parcheggiato l'auto, oltre ad aver discusso con un bambino vestito d'astronauta a cui si era rifiutato di dare dolcetti, quando aprendo la porta della loro stanza scoprirono la realtà dei fatti. Fu Sam il primo ad aprire e tirò subito fuori la pistola, intimando all'uomo che stava di spalle, osservando fuori dalla finestra di voltarsi. Kimberly e Dean però, bloccarono subito il fratello, notando che l'altra persona, seduta invece su una sedia, era Castiel.

«Ciao Sam.» lo salutò Castiel, con la sua solita voce profonda e rassicurante. Effettivamente lui era stato l'unico a non aver ancora mai visto l'angelo. Il ragazzo fece una mezza imprecazione, sconvolto, poi con una certa nota di ammirazione gli porse la mano.

«È un onore. Ho sentito molto parlare di te.» l'angelo esitò, prima di decidere di stringagliela, mentre Dean chiuse la porta della stanza, isolandoli così dall'esterno.

«E io di te. – rispose e la sua voce assunse un tono grave – Sam Winchester, il ragazzo con il sangue demoniaco. Sono felice di sapere, che non utilizzi più i tuoi poteri psichici.» a quell'ultimo commento, anche l'altra persona nella camera, che nessuno aveva ancora riconosciuto e che dava le spalle a tutti, parlò.

«Ed è meglio che continui così.» disse, con tono particolarmente minaccioso. Kimberly ebbe un brivido nel sentire quella voce; se quello era un angelo non era di certo rassicurante come Castiel. Anche Dean, probabilmente, ebbe la stessa sensazione perché gli rispose subito a tono, dandogli del "simpaticone", per poi chiedere a Castiel chi fosse. Lui però ignorò completamente la domanda, dando invece un ordine ben preciso ai tre cacciatori.

«Dovete impedire che si risvegli Samahin.» sentenziò. Erano arrivati alla conclusione che la strega in questione stava cercando di invocare un demone, lo avevano fatto grazie alle ricerche della sera prima di Kimberly, ma si stupirono dell'urgenza che sembrava mostrare l'angelo nell'impedire quello che per loro era classica routine quotidiana. Tanto che quando Dean ne chiese il motivo, Castiel rispose nuovamente con un'altra domanda, senza dare una risposta al ragazzo.

«Avete localizzato la strega?»

«Sì l'abbiamo localizzata, perché?»

«Ed è morta?» il suo sguardo blu era freddo e tagliente, ogni apparenza di angelo di Dio, buono e misericordioso, sembrava scomparsa nel nulla.

La cacciatrice d'ombreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora