CAPITOLO 7
Jungkook
Erano ore ormai che mi trovavo nel campo di training: prima per allenare i cuccioli, poi gli adolescenti e dopo ancora dare una mano ai ragazzi. Feci coppia con Jimin, Hobi e Yoongi, poi fui io a coordinare il loro allenamento congiunto. Namjoon assisteva.
Essere un allenatore Omega non era facile, perché il corpo chiedeva pietà molto prima degli altri rank, ma io avevo cercato per lunghi anni di portarmi così al limite che un giorno lo avevo passato. Ero così bravo nella resistenza che non m'importava più quante ore passavo a fare esercizio fisico. Ero arrivato al livello degli Alpha e non sarei sceso neanche di un briciolo al di sotto.
«E' incredibile la resistenza che hai» disse Yoongi. «Io sono stremato.»
«Solo perché non sei abbastanza allenato», risposi, prendendo un sorso d'acqua dalla mia bottiglia. «Allenati più duramente e vedrai che la resistenza aumenterà in un battito di ciglia.»
Sapevo molto bene che Yoongi parlava della mia incredibile resistenza da Omega, ma non avrei mai portato avanti il discorso perché, in primo luogo, non mi andava e in secondo luogo, mi ero solo allenato notte e giorno, quindi dicevo la verità. Le speculazioni e le spiegazioni non erano un campo che m'interessava.
«Sei davvero un animale, JK» farfugliò Hobi da terra, ancora k.o. dal recente incontro che avevamo avuto.
«Smettila con le esagerazioni, Hobi. Sei solo pigro, è quello il tuo problema.»
«Saccente», replicò e io sorrisi, alzando lo sguardo quando il leader entrò in tenuta sportiva, pantaloncini e maglietta.
Ci degnò solo di un cenno di mano e si recò vicino alle macchine da palestra, recuperando un tappetino e un elastico per riscaldarsi.
«Va bene, ora tocca a me», disse Jimin, attirando la mia attenzione.
Annuii, distogliendo lo sguardo dal leader e preparandomi sulla pedana con Jimin.
Era un rituale quello che ripetevamo almeno due volte a settimana: allenamenti collettivi caratterizzati da un misto di discipline. Era un escamotage che gli avevo insegnato che gli sarebbe servito in qualsiasi combattimento per prendere alla sprovvista l'avversario.
Io e Jimin ci girammo intorno per pochi secondi, prima che lui scattasse in avanti per colpirmi e io lo schivassi immediatamente.
«Ahi, ahi, ahi, Jimin. Non avere pazienza: errore da principiante», lo provocai, perché Jimin era fatto così: all'inizio era molto docile e per farlo reagire bisognava dargli una spinta.
Infatti, non prese bene le mie parole e da quel momento in poi iniziò il vero combattimento.
Ci furono una serie di attacchi e difesa, di calci e pugni, di grugniti aggressivi, colpi bassi che furono richiamati da Yoongi che faceva l'arbitro.
Lo assecondai in un paio di colpi per poi restituirgli tutto e Jimin non potè fare niente per prendermi alla sprovvista. Ci girammo intorno e quando lui si trovò nella mia precedente posizione, non potei fare a meno di guardare oltre le sue spalle e gettare un'occhiata veloce a colui che ora faceva le trazioni alla sbarra con la maglia bianca bagnata dal sudore che si alzava, scoprendo la pancia piatta ma tonica, ogni volta che si muoveva. Sembrava completamente a suo agio nel continuare il suo esercizio e ignorare tutti, come se non ci fosse nessuno dall'altro lato, come se non ci fosse un Omega che poteva sentirsi a disagio con lui in quelle condizioni. Ma forse era proprio quello il punto, il leader mi vedeva come tutti gli altri.
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Upside down || Taekook
FanfictionKim Taehyung è il leader del pack "Purple Shadow", di ritorno a casa dopo un anno all'estero per impegni diplomatici. Nonostante sia un Alpha e un capo, è molto legato ai suoi amici e a coloro che vivono nel suo branco. Jeon Jungkook è l'allenatore...
