Capitolo 10

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CAPITOLO 10

Jungkook

Il corso di autodifesa per gli Omega era iniziato quella mattina ed era stato solo una prima prova di rodaggio per capire a cosa mi approcciavo prima di cominciare il vero e proprio allenamento. Come mi aspettavo, si erano presentate solo dieci persone ed erano comunque più di quelle che avevo messo in conto.

Il livello di conoscenza base era davvero scarso ma neanche di quello ero rimasto sorpreso, poiché la maggior parte degli Omega non si approcciava a una disciplina del genere, che fosse anche solo per difendersi. Erano abituati a subire senza alcuna voce in capitolo ma già il fatto che qualcuno fosse venuto, non azzerava del tutto le mie speranze. Se diffondevano la voce positiva, infatti, ero sicuro che le cose sarebbero migliorate e che prima o poi una buona parte del pack appartenente agli Omega avrebbe saputo difendersi da aggressioni che sembravano sempre più frequenti oltre che immotivate.

Quel primo giorno avevo puntato alle cose basiche e mi ero concentrato sul dialogo, cercando di far capire a tutti che l'appartenenza a un rank non significava debolezza.

«Siamo tutte persone», avevo detto. «Non importa se siamo Omega, Alpha, Beta, siamo tutti uguali. Ognuno ha i propri pregi e i propri difetti, ognuno ha i suoi punti forti e le sue debolezze, ma nessuno può scavalcare l'altro. Rispetto è la parola d'ordine per chiunque. Siamo qui per imparare come difendersi quando si oltrepassa il limite della civiltà e quando la nostra vita o quella di qualcuno che non è in grado di farlo è in pericolo.»

Li avevo guardati uno per uno, parlando al plurale e includendomi per dare un messaggio forte, di vicinanza, di inclusione.

«Io sono un Omega, spero possiate sentirvi a vostro agio con me. Come vedete, molto tempo fa ho scelto di diventare trainer e nonostante la fatica e gli insulti, la mancanza di fiducia e le risate alle mie spalle, ci sono riuscito. Alleno lupetti e adulti e il mio fisico non è più debole di un altro, il mio pugno è forte quanto quello di un altro. Non sono qui per insegnarvi la violenza, ma per permettervi di salvarvi.»

Tutti quanti seguivano con interesse il mio discorso.

«Come ben sapete le aggressioni sono aumentate esponenzialmente e le cose peggiorano sempre di più. Purtroppo non so darvi una spiegazione, non so dirvi cosa spinge qualcuno ad attaccare solo perché abbiamo caratteristiche diverse, possiamo solo metterci in moto per far sentire la nostra voce, che non è meno forte di quella altrui, e provare a cambiare le cose, arrivando a tutte quante le istituzioni. Quindi non abbiate paura e non spaventatevi se le prime lezioni non riuscite a fare del vostro meglio: la pratica insegna e le cose lente mettono radici. Ora, iniziamo.»

E così era andata avanti e mi ero concentrato con tutto me stesso, perché quell'argomento mi stava particolarmente a cuore.

Avevo ignorato le persone che avevano presenziato all'intera lezione ed ero entrato in modalità trainer.

Hobi, Jimin e Yoongi erano andati via appena arrivati alla metà, Namjoon e il leader l'avevano seguita tutta. Quest'ultimo si era intrattenuto oltre anche per salutare e parlare con le persone che erano venute. Non che fossi rimasto a guardarlo: ero passato vicino per tornare dentro e lo avevo visto, bloccando immediatamente tutti i pensieri intrusivi che avevano continuato a molestarmi tutta la notte da quando ci eravamo lasciati, e a maggior ragione in quel momento, che avevo da fare una cosa veramente importante che aveva a che fare con Jin, il quale non si era fatto vedere in giro e sapevo anche bene il perché.

Dopo aver allenato anche i lupetti e aver fatto un bagno, infatti, scesi giù, sicuro della sua postazione attuale. Manco a dirlo, era in cucina.

Mi affrettai ad entrare e sedere sul solito sgabello proprio di fronte a lui che preparava chissà cosa.

Upside down || TaekookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora