-Stai bene?- disse Jeff, avvicinandosi a Toby con un'espressione di profonda preoccupazione dipinta sul volto.
-S..Si- balbettò lui, annaspando. Una grande macchia di sangue si era allargata sulla sua schiena, imbrattano la felpa.
-Toglila- disse ancora il moro, afferrando un lembo del tessuto ormai macchiato di rosso. Lo aiutò a sfilarla via, e guardò con preoccupazione la ferita; era stata incisa proprio all'altezza dei reni, e sembrava piuttosto profonda. Senza pensarci troppo, Jeff legò la felpa appena sfilata attorno al torso nudo dell'amico, stringendola con forza affinché potesse bloccare o almeno rallentare la fuoriuscita di sangue.
-Dobbiamo andare via da quì- disse infine, facendo un passo indietro.
Toby annuì semplicemente e lo seguì. Se avesse potuto sentire dolore, probabilmente non sarebbe neanche stato in grado di muoversi in quel momento; ma adesso la sua malattia stava chiaramente giocando a suo favore.
I due camminarono silenziosamente per un pò, finché non trovarono un cespuglio dentro cui nascondersi.
Non potevano certo pensare di essere al sicuro, dal momento che KageKao psarebbe potuto essere proprio lì accanto a loro senza che potessero vederlo; ma quantomeno, non erano più a zonzo per il bosco.
I due ragazzi si misero a sedere l'uno accanto all'altro, ben nascosti tra le sfronde verdi.
-Perché l'ha fatto?- esclamò Toby, con lo sguardo basso, mentre muoveva nervosamente il collo come gli imponevano i suoi tic in momenti di particolare stress.
-Che cosa?- chiese Jeff, con lo sguardo perso chissà dove.
-KageKao, perché ci ha voltato le spalle così?-.
-L'avevi già previsto, no? Sapevamo entrambi che sarebbe successo-.
-Si ma...- borbottò il castano, abbassando la testa. -Dal modo in cui si comportava con noi... Mi aveva fatto credere che davvero volesse essere nostro alleato-.
Jeff sorrise amaramente. -Questo è quello che sa fare meglio, no? Imbrogliare-.
Toby sospirò. -E ora?-.
-E ora è nostro nemico e dobbiamo farlo fuori-.
-E ti sembra così facile, Jeff? Lui è molto più forte di noi due messi insieme- replicò l'altro.
-Lo so, sopratutto ora che ha Sally con sé-.
-Però... Forse la bambina tenterà di proteggere noi, e non lui... In tal caso, possiamo ancora vincere...-.
Il moro sospirò pesantemente. -Non so... Ad ogni modo, credo che ci convenga restare nascosti, per il momento-.
Dopo alcune ore, il buio dell'ottava notte scese ed inghiottì lentamente la foresta, portando con se anche una pioggia fine; ma il fitto cespuglio sopra alle teste dei due ragazzi li teneva a riparo.
Toby si addormentò travolto dalla stamchezza, forse dovuta anche all'abbondante perdita di sangue causata dalla ferita; mentre Jeff, essendo abituato a vivere praticamente solo di notte, rimase sveglio a fare la guardia. Il bosco era silenzioso e buio, ma gli occhi del moro potevano scrutare ogni minimo movimento attorno a lui.
Solo com'era si mise a pensare; tutta quella storia aveva un che di assurdo. Slenderman sapeva bene che tra i suoi creepypasta vi erano alcuni, come Sally e Jack, molto più forti degli altri. Dunque perché aveva incitato una guerra tanto sleale? Per il proprio divertimento personale o per qualche altro scopo?
Non riusciva a trovare delle vere risposte alle sue domande, ma solo vaghe supposizioni. Tuttavia, comunque fossero andate le cose, purtroppo adesso era lì, nel bel mezzo di quella stupida guerra, e non poteva far altro che continuare a lottare per la sua sopravvivenza.
Presto sarebbe giunta l'alba, e con lei l'ottavo giorno.
Non mancava molto.
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Che guerra sia
FanfictionWritten in 2015 ______ -Ma non capisci? Siamo arrivati fin quì tutti quanti per lo stesso motivo. Un'immensa sofferenza ci lega e ci divide allo stesso tempo. Per questo impugnano le armi. Per questo uccidiamo-. Slenderman, creatore di tutti i cree...
