I primi ad arrivare in commissariato furono i signori Brambilla, gli zii di Francesca Redaelli. Pannogallo li fece accomodare sulle due sedie collocate davanti a lui. Erano entrambi sulla settantina, piuttosto bassi di statura e vestiti molto modestamente. Il signor Giacomo Brambilla aveva pochi capelli, cosa a cui aveva posto rimedio con un acrobatico riportino che si muoveva ogni volta che abbassava la testa. La moglie Clara assomigliava vagamente alla sorella disabile, ma era molto più in carne.
<< Buongiorno, sono il commissario Pannogallo. Vi ringrazio di essere venuti. So che avete già parlato con l'ispettore Motta qui presente, ma volevo conoscervi di persona e farvi alcune domande.>> I due si guardarono spauriti e salutarono il commissario con una voce così bassa da far fatica a sentirli.
<< Vengo subito al dunque. Dove vi trovavate domenica, verso mezzanotte? >>
Prese la parola Giacomo Brambilla dopo che la moglie gli ebbe fatto un cenno di assenso con il capo. << Domenica a mezzanotte eravamo a casa a dormire. >>
Il commissario rimase qualche istante in attesa che l'uomo proseguisse, ma inutilmente.
<< Signor Brambilla le vorrei chiedere la cortesia di alzare un po' la voce quando parla perché ho difficoltà a capirla e la pregherei di essere, come dire, più espansivo nelle risposte. >>
A questo punto fu la moglie a prendere in mano la situazione << Lo scusi, signor commissario. Mio marito ha lavorato per tanti anni come bibliotecario alla biblioteca di Burgoli e dopo tanto tempo passato a parlare poco e sottovoce per non disturbare gli è rimasta questa abitudine. Per quanto riguarda domenica notte le posso confermare che eravamo a casa nostra e stavamo dormendo. Ho aspettato da mia sorella Teresa che Francesca tornasse dal lavoro e non appena è arrivata, alle ventidue e trenta, me ne sono andata al piano di sopra a casa mia. Mio marito già stava dormendo e io l'ho raggiunto in camera da letto poco dopo.
<< Non avete sentito qualche rumore, delle voci, qualcosa di insolito. >>
Marito e moglie si guardarono e fu sempre la signora Clara a parlare
<< No. Il fidanzato di mia nipote, Marcello, che l'aveva accompagnata a casa, non si è fermato. Siamo usciti di casa insieme e lui se ne è andato. Non ho più visto né sentito niente. E come le ho detto sono andata subito a dormire. Mia sorella ci porta via molte energie e ormai non siamo più giovani. >>
Il commissario proseguì con le domande
<< Ora ve lo devo chiedere: conoscevate Dylan Maggioni, l'uomo ucciso? >>
Inaspettatamente prese la parola il signor Giacomo dopo essersi più volte schiarito la voce, forse con l'intenzione di aumentarne il volume.
<< L'abbiamo conosciuto trent'anni fa. Avrà saputo che mia cognata Teresa era una violinista molto brava e insegnava musica alle scuole medie di Sogara. Quando suo marito, Vittorio, si è ammalato è venuta ad abitare qui con noi e per far fronte alle spese si era messa a dare lezioni private di violino. Dylan Maggioni è stato uno dei suoi alunni. Diceva che fosse molto dotato. Il ragazzo, ogni tanto, veniva accompagnato da suo padre, Roberto Maggioni in persona che in quegli anni era "un pezzo grosso" da queste parti. Era il classico ragazzo abituato ad aver tutto, lo si vedeva, ma con Teresa era comunque molto educato. Mia cognata stravedeva per lui.>>

STAI LEGGENDO
L'ultima rosa dell'estate
Misterio / SuspensoFine Luglio 2019 . A Cascina Scotti , frazione di Sogara , piccola città della campagna Lombarda , viene rinvenuto il cadavere dell'avvocato Dylan Maggioni di Los Angeles , barbaramente ucciso . Cosa lega il ricco ed elegante legale americano all'...