Il commissario, dopo aver lasciato Sogara, imboccò la strada stretta e sconnessa che portava a Cascina Scotti. Non incrociò nemmeno un'automobile lungo il tragitto. Le poche case sparpagliate nei campi circostanti con il gran caldo sembravano sbiadite. Unica presenza umana che incontrò fu un gruppetto di muratori a petto nudo sui ponteggi di una villetta in costruzione poco prima di arrivare a destinazione. Guidò per una decina di minuti fino a raggiungere uno slargo dove la strada finiva. Località Cascina Scotti di Sogara era tutta lì.
Fino agli inizi del '900 non esisteva Cascina Scotti, ma Villa Scotti perché di fatto di una villa si trattava: la villa di campagna dei Conti Scotti, una costruzione a ferro di cavallo eretta quasi due secoli prima, ingentilita da un bel portico sui tre lati ad ampi archi. In origine la villa era immersa in un vasto parco ricco di vegetazione dove si diceva ci fosse anche un laghetto e un ninfeo. Purtroppo, le sorti della villa seguirono quelle dei suoi proprietari e l'ultimo erede dei conti Scotti, caduto in disgrazia, fu costretto a vendere la proprietà, ormai in degrado, divenuta per lui troppo onerosa. Gli avi dei Bonfanti attuali proprietari, la comperarono e la trasformarono in cascina. Il parco scomparve come pure il laghetto e il ninfeo per lasciar posto alle coltivazioni e all'allevamento di bestiame. Venne rifatta la facciata e si aggiunsero alle due ali laterali nuovi ambienti ad uso prettamente agricolo. Allo stato attuale era una grande costruzione davanti alla quale si apriva un'ampia corte con una fontana nel mezzo. Esternamente all'ala est era sopravvissuta anche una chiesetta che poteva accogliere al massimo una ventina di persone. Le ultime generazioni dei Bonfanti avevano modernizzato con intelligenza l'intero complesso puntando a valorizzarlo come residenza moderna in un contesto contadino. Stalle, serre e ambienti di lavoro nuovi erano stati costruiti distanti. Si era, però, voluto mantenere, a memoria del recente passato, un grande locale dove, chi abitava in cascina, poteva lasciare o prendere attrezzi agricoli e un bel gruppo di animali da cortile che girovagavano liberamente come si usava nelle cascine di una volta. Poco prima che la signora Iolanda vi venisse ad abitare erano stati costruiti dei box per le auto nella parte posteriore non visibile dalla strada. Pannogallo, ignorando il divieto d'accesso ben segnalato, entrò deciso con l'auto nel bel mezzo della corte facendo scappare a precipizio galline e oche che vi razzolavano. Vide subito Motta che stava parlando con un gruppetto di persone e dopo aver parcheggiato alla bell'e meglio, lo raggiunse.
<< Motta, eccomi. Cosa è successo? È già qui Miserere? >>
<< Sì, sì, Miserere è nel locale degli attrezzi con il cadavere. Stanno prendendo le impronte e studiando la scena.>>
<< Cosa si sa della vittima? >>
<< Dal passaporto che aveva con sé sappiamo che l'uomo si chiamava Dylan Maggioni, cittadino americano, quarantadue anni. Era nato a Los Angeles il 24 febbraio 1977 e, come risulta da un biglietto da visita trovato in tasca, era un avvocato dello studio legale D.Maggioni & J.Caruso di Los Angeles. È morto questa notte all'incirca tra le 23.30 e mezzanotte e mezzo. Non gli è stato trovato addosso il cellulare. L'ha scoperto questa mattina poco dopo le otto il signor Martino Bonfanti che abita in Cascina ed è uno dei proprietari della Azienda Agricola "La Lea" e di quasi tutti i terreni qui intorno.>>
<< È morto accoltellato, vero? >>
<< Sì, sì... l'assassino gli ha tagliato anche ... beh gli ha tagliato lì...>>
<< Gli ha tagliato la gola...>>
<< No, commissario, non la gola, molto più giù...! >>
Motta accompagnò le parole con un gesto inequivocabile. Un brivido passò istintivamente giù per la schiena di Pannogallo... Il signor Giovanni, nell'informare sua madre, probabilmente era stato preso da pudore nei confronti della settantacinquenne signora Iolanda.
<< L'hanno evirato? Caspita! ... Lo conosceva qualcuno? >>
<< Il signor Bonfanti dice che non l'ha mai visto prima, ma è talmente scioccato che non riconoscerebbe nemmeno sua madre. Di quelli a cui ho mostrato la foto nessuno dice di averlo mai visto prima, ma il nome pare ad alcuni di averlo già sentito. Sono tutti molto spaventati e secondo me per ora anche poco attendibili. Comunque, anche Barbieri sta facendo domande e magari chissà che qualcuno nonricordi qualcosa. Martino Bonfanti è riuscito a dirmi di essere tornato dai campi per prendere un attrezzo e ha scoperto il cadavere. Quando siamo arrivati, i presenti erano fuori dalla porta del locale e altri stavano tornando dalla campagna, avvisati dell'accaduto. Li abbiamo pregati di andare a casa e di rimanerci. Mi sono fermato solo un attimo da sua madre per sincerarmi che stesse bene e mi è sembrata abbastanza tranquilla.>>
<< Grazie, Motta. Nessuno ha sentito niente? Il poveretto di sicuro avrà urlato...>>
<< Immagino di sì... >>
<< Macis dov'è? >>
<< Sta parlando con Miserere. >>
<< Ora vado a vedere il cadavere e te lo mando così con Barbieri potete prendere i nomi di chi abita qui e continuare a fare domande. Ho intenzione di parlare subito con Martino Bonfanti se possibile e poi passerò da mia madre. Ci vediamo più tardi >>
<< A proposito, commissario, si ricordi di non chiamare "Miserere" il dottor Miserere. Si ricorda l'ultima volta che gli è scappato detto, la scenata che ha fatto? >>
<< Eh, sì, me lo ricordo!!...Che esagerato!! >>
<<Dovrebbe rendersi conto che è inevitabile toccarsiper chi sente il suo nome! Dottor Della Morte Felicee se non bastasse, medico legale! >>
Non era nè il momento né il luogo adatto, ma entrambi si misero a sghignazzare guardandosi intorno per assicurarsi che non li vedesse o sentisse nessuno. Il commissario si diresse verso l'ala est tagliando in diagonale per la corte invece di fare il tragitto più lungo ma più fresco sotto i portici che correvano per tutti e tre i lati dell'edificio.
I Bonfanti, proprietari storici della villa e titolari dell'Azienda Agricola "La Lea", occupavano la sola parte centrale mentre l'ala est e l'ala ovest erano state suddivise in appartamenti messi in vendita nel corso degli anni. Dando le spalle alle abitazioni, lo sguardo spaziava sui terreni coltivati dell'Azienda Agricola. Si vedevano le serre con accanto il punto vendita e la fattoria didattica e poco oltre il complesso delle stalle moderne da cui giungevano i muggiti e i belati degli animali.
Mentre si dirigeva al locale degli attrezzi, Pannogallo passò davanti alla fontana e gli venne voglia di rinfrescarsi e di bere. Si lavò le mani, raccolse un po'd'acqua e se la gettò in faccia. Ripeté quel gesto alcune volte e infine si sporse verso il bocchello per bere. Fu in quel momento che i suoi occhi videro sul fondo della vasca un telefonino racchiuso in una custodia di pelle. Nessuno lo stava guardando, e senza stare a pensarci, immerse il braccio nell'acqua con l'intento di ripescarlo. Il livello dell'acqua però era troppo alto e dopo alcuni tentativi in cui ci mancò poco che finisse tutto intero dentro alla fontana, ritirò il braccio, ormai intorpidito, ritrovandosi bagnato fradicio dalla cintura dei pantaloni in su. Vedendo vani i suoi sforzi, cominciò ad agitare le mani per attirare l'attenzione di uno dei tecnici della squadra del dottor Miserere che si trovava vicino alla porta d'accesso del locale degli attrezzi.
Si vennero incontro e una volta a tu per tu con il giovane vestito come un astronauta, il commissario gli riferì dell'avvistamento del telefonino.
<< Forse appartiene alla vittima e comunque vale la pena recuperarlo e chissà che non ci possa darequalche informazione nonostante l'ammollo>>
<< Lo faccio subito ripescare. Vedremo cosa ci si può ricavare. Le faremo sapere. >>
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L'ultima rosa dell'estate
Mystery / ThrillerFine Luglio 2019 . A Cascina Scotti , frazione di Sogara , piccola città della campagna Lombarda , viene rinvenuto il cadavere dell'avvocato Dylan Maggioni di Los Angeles , barbaramente ucciso . Cosa lega il ricco ed elegante legale americano all'...