È la prima volta che vado a casa di Chris e sono stranamente agitata.
Mi ci è voluto più di un'ora per decidere cosa mettere, e dopo aver sfiorato l'idea di non presentarmi, più di una volta, ho messo assolutamente sempre la stessa identica cosa di sempre.
Mentre parcheggio la macchina noto di essere la prima ad essere arrivata, so che per la famiglia Evans la puntualità non è un punto di forza.
Per non parlare del fatto che ci è stato detto di andare da Chris così presto.
E proprio mentre stavo pensando allo strano orario, mi sono resa conto di cosa era successo. Erano settimane che Chris continuava a chiedermi di passare del tempo da soli, non voleva obbligarmi da andare ad un appuntamento con lui, rispetta la mia scelta, ma voleva passare del tempo con me.
Quindi la mia testa ha fatto velocemente due più due, probabilmente il resto della famiglia non era neanche stata invitata.
Non posso mentire a me stessa e non ammettere di aver sorriso nel momento in cui mi sono resa conto che probabilmente oggi saremo solo io e Chris.
Scuoto la testa guardandomi nel vetro della macchina, ora vorrei essermi impegnata di più e aver messo qualcosa di più carino che un paio di jeans neri e una maglietta a maniche corte.
L'estate si stava avvicinando e giugno era ormai lontano di pochi giorni, il sole era sempre più forte e le giornate si stavano allungando.
Proprio mentre prendevo il cardigan e la borsa dal sedile posteriore, vedo Dodger correre intorno a me, accettando un bacio sulle testa una volta davanti a me.
Chris era poco dietro di lui e mi veniva incontro, richiamando Dodger che era incredibilmente contento e continuava a corrermi intorno, scodinzolando e abbaiando.
Indossava una maglia nera con una grafica incomprensibile e dei jeans.
Aveva un grande sorriso sul volto, che si era lentamente spento vedendomi scuotere la testa, ma quando anche sul mio viso si era fatto spazio un sorriso, aveva capito che non ero arrabbiata ed era tornato a sorridere, aprendo le braccia per salutarmi, facendomi arrossire.
Come riuscisse a farmi arrossire qualsiasi cosa facesse, non lo capirò mai. Insomma non era la prima volta che ero in compagnia di qualcuno che trovavo attraente, ma non mi ero mai sentita
Vado verso di lui, dritta tra le sue braccia, aspettandomi un veloce saluto come al solito. Invece mi avvolge tra le sue braccia, stringendomi quanto basta, per poi lasciare un dolce bacio sulla guancia. Mi sciolgo per il gesto e vengo inondata dal suo profumo.
Profuma di pulito, di fresco, di vita, non so come altro spiegarlo, ma riconoscerei questo profumo ovunque.
"Buongiorno bellissima" dice gioioso. Gli sorrido, le guance completamente rosse per il complimento.
"buongiorno Chris" dico seguendolo.
Mi mordo il labbro cercando di nascondere l'enorme sorriso mentre mi indica la porta di casa.
La casa è bellissima, dai colori neutri, semplice,incredibilmente luminosa. "è una casa bellissima Chris" dico guardandomi intorno.
"ti ringrazio" dice restando in piedi a guardarmi. "Ho apparecchiato fuori" dice indicando la grande vetrata aperta che lasciava entrare una piacevole aria.
Il giardino era incredibilmente curato, sotto il portico un grande tavolo di legno era apparecchiato, con un grande vaso di fiori al centro.
Ma solo davanti a due posti vi erano del caffè e dei toast, insieme a dei pasticcini.
Chris mi sorride guardandomi, "prego siediti" dice spostandomi la sedia e aspettando che mi sedessi al posto di fianco al capotavola.
Lo ringrazio e mi siedo, guardandolo passare dietro di me per poi sedersi, sorridendo.
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living with the Evans
FanfictionEvelyn è una ragazza che si trasferisce a Boston lasciandosi alle spalle il passato, per fare la ragazza alla pari nella famiglia Evans, non presta molto attenzione al cognome, essendo un cognome molto diffuso in America. Ma un giorno scopre di star...
