"buongiorno ragazzi" dico non appena lo sportello della macchina si apre. "oggi è il turno di Ethan di stare davanti" dico fermando il sorrisetto furbo di Miles che si stava infilando nel sedile anteriore.
"grazie" dice Ethan sedendosi di fianco a me, facendo la linguaccia al fratello.
"allora com'è andata a scuola?" chiedo mettendo in moto e uscendo dal parcheggio di scuola.
"ho fatto il test di scienze" dice Ethan guardando fuori dal finestrino.
"ah si e come pensi sia andato?" chiedo guardando oltre il suo volto per attraversare l'incrocio.
"spero bene" dice stendendo le gambe.
"io ho avuto educazione fisica e un bambino si è rotto un dente" dice Stella seria.
Cerco di trattenere una risata, "oh no ma è terribile" dico scuotendo la testa cercando di non scoppiare a ridere.
Non so che problema ho, ma i bambini che cadono mi fanno ridere.
"si, fortunatamente aveva ancora i denti da latte e quindi gli ricrescerà" dice guardandomi attraverso lo specchietto.
"beh sono contenta per lui" dico ridendo e continuando a guidare.
"io ho disegnato otto tacchini" dice Miles mostrando il numero 7 con le dita.
Sorrido guardandolo, "sono tantissimi, come mai otto?"
"li dobbiamo dare al Ringraziamento, ognuno per ogni persona per cui siamo grati" dice muovendo le mani sulle gambe.
"che bella cosa" dico fermando la macchina davanti casa mia.
"e chi sono queste otto persone per cui sei grato?" dico aprendo lo sportello posteriore per farlo scendere.
"Stella, Ethan, mamma e papà..." dice contando con le dita, mentre andiamo verso la porta di casa loro.
"e poi nonna, i miei zii e te" dice indicandomi.
Sento il cuore quasi sciogliersi guardandolo, incurante di aver appena detto una delle cose più dolci mai sentite.
"grazie Miles" dico abbassandomi verso di lui togliendogli il giubbotto, "anche se io sono molto grata per te" dico toccandogli la guancia per poi alzarmi e posare i loro giubbotti nell'armadio.
"okay, il menù di oggi di offre pollo e patate!" dico aprendo il forno mentre tutti si siedono ai loro posti.
Iniziamo a mangiare e quando abbiamo finito di mangiare e di sparecchiare, tutti si siedono intorno al tavolo per fare i propri compiti, mentre io mi metto a leggere un libro rimanendo a disposizione per tutti i loro dubbi.
"Stella tesoro, è quando qualcosa di fa paura o ha l'aspetto di qualcosa di spaventoso, che ti dà un po' fastidio solo guardarlo" dico rabbrividendo per finta con la faccia disgustata.
"e si dice inquietante" dice tornando a guardare il foglio.
"si, o qualcosa che ti mette inquietudine" dico alzandomi dal suo fianco per andare a rispondere al telefono di casa che sta squillando.
"pronto?" dico portandolo all'orecchio.
"Carly?" dice la voce di un uomo dall'altra parte.
"Carly e Ryan non ci sono, posso lasciare un messaggio?" dico guardando verso i ragazzi.
"ehm chi parla?"
Quest'uomo ha una voce bellissima.
"mi chiamo Evelyn, lei chi è?" chiedo a mia volta corrugando la fronte.
"oh ciao Evelyn, sono il fratello di Carly" dice con la voce seria.
Non avevo ancora mai incontrato quest'uomo, ma solo dalla voce e da quello che mi raccontavano sembrava incredibilmente attraente.
"oh ciao, posso esserti d'aiuto?"
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living with the Evans
Hayran KurguEvelyn è una ragazza che si trasferisce a Boston lasciandosi alle spalle il passato, per fare la ragazza alla pari nella famiglia Evans, non presta molto attenzione al cognome, essendo un cognome molto diffuso in America. Ma un giorno scopre di star...
