Capitolo 6

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"Eve! Mi sei mancata!"
L'abbraccio di Kim mi toglie il fiato facendomi trattenere una risata, guardandola saltellare mentre mi abbracciava.

"ciao Kim mi sei mancata anche tu" dico ridendo.

"sono così contenta che sei riuscita a venire per Natale" dice salutando Max che riconoscendola ha iniziato a scodinzolare.

"ma certo, non sarei rimasta a Boston anche a Natale" dico aprendo lo sportello posteriore per fare entrare Max che si rannicchia in silenzio sul sedile.

Anche se ecco, insomma, anche se non avessi potuto tornare a casa per Natale, non mi sarebbe totalmente dispiaciuto rivedere Chris.
Sarebbe stato un grande regalo di Natale, anche solo stare seduta al suo stesso tavolo.

Alla fine alla partita non ci sono più andata, Ryan si era liberato nuovamente dal suo impegno e il suo biglietto è tornato a lui ovviamente. Ma io ho perso la mia possibilità di una giornata con Chris, l'unica consolazione è stata guardarlo di nascosto dalla finestra della sala quando è venuto a prenderli quel pomeriggio.
Era ovviamente bello come il sole, ma è stata l'ultima volta che l'ho visto.

"senti Kim devo dirti una cosa" dico all'improvviso interrompendo il suo discorso sui sagittario.

"dimmi" dice corrugando la fronte e guardando la strada davanti a lei.

"ma devi promettermi che non lo dirai a nessuno, deve rimanere tra di noi, penso di dirlo solamente a Gabe e a te" dico toccandomi le ginocchia.

Erano mesi che morivo dalla voglia di dire al mondo che era la ragazza alla pari di quella famiglia Evans, ma mi sembrava in qualche modo irrispettoso nei loro confronti e dirlo a Kim per chiamata o per messaggio mi sembrava quasi come se fosse una bugia, troppo bella per essere vera, quindi avevo aspettato che tornassi a casa per dirlo di persona, quasi per autoconvincermi sentendolo dire ad alta voce.

"mi fai preoccupare, che succede?" dice voltandosi verso di me velocemente. "vuoi tornare dal terapista? Stai male? Non devi dirlo solo a noi Eve, se ne hai bisogno fallo, chiamala"

Scuoto la testa seria, sentendo all'improvviso il cuore pesante e una fitta sulla cicatrice, "no no, non ha niente a che fare con tutto quello. È una cosa bella in realtà" dico sorridendo convinta.

Kim annuisce ascoltandomi continuando a guardare la strada.
"la famiglia Evans per cui sto lavorando, è quella famiglia Evans" dico velocemente guardandola.

"che intendi non ti seguo" dice voltando all'incrocio attenta a quello che stava accadendo sulla strada.

"che i bambini con cui passo tutte le mie giornate sono i nipoti di Chris Evans" dico sorridendo le ampiamente.

Kim frena improvvisamente facendomi scoppiare a ridere, guardando il suo volto sconvolto, si volta verso di me di scatto con la bocca aperta, "cosa?!"

"loro zio è Christopher Jamal Robert Evans e l'ho conosciuto il giorno del Ringraziamento" dico sorridendo esaltata non riuscendo più a contenere l'euforia.

"ma che cazzo dici, non ci posso credere! Scherzi?" dice mentre una macchina ci suona sorpassandoci, eravamo ancora ferme in mezzo alla strada.

"lo giuro, è così gentile, simpatico e cazzo, è così attraente" dico gesticolando energicamente facendola scoppiare a ridere.

"okay, okay, devi dirmi tutto mentre ti porto a casa." dice rimettendo in moto la macchina e partendo.

Inizio a raccontarle di quando ho capito che si parlava di lui, del fatto che uso la sua macchina e di quando ci siamo incontrati la prima volta. Del fatto che Max e Dodger si piacciono, dell'improbabile e sicuro inesistente sensazione che ci abbia provato con me, dei suoi commenti sul mio modo di suonare il piano e sulla mancata possibilità di andare allo stadio con lui.

living with the EvansDove le storie prendono vita. Scoprilo ora