"Non vorrei interrompervi, ma gli altri ci stanno aspettando" disse Leonard affacciandosi nella mia camera, trovandosi davanti Alicia che si stava provando un mio berretto.
"Leonard tesoro, è vero che Eve sembra diversa?" Dice Alicia indicandomi.
"Vero" dice avvicinandosi e sedendosi sulla poltrona in camera mia. "E sono proprio curioso di sapere perché"
Ruoto gli occhi mentre mi guardo allo specchio, erano cinque minuti che tentavo di fare un fiocco decente con il nastro che volevo mettere tra i capelli. "Ali, ti dispiace?" Chiedo porgendole il nastro.
Lei porta le braccia sui fianchi, ricordandomi incredibilmente mia nonna. "Parla" dice afferrando prepotentemente il nastro e posizionandosi dietro di me.
La guardo nel riflesso dello specchio poco convinta, ma il sorriso che mi rivolge mi convince a parlare.
"Okay...io" dico abbassando lo sguardo. "Potrei aver baciato una persona"
"COSA?" urla Alicia nel mio orecchio. "CHI?"
Sento Leonard ridere e lo guardo alzarsi e sedersi sul bordo del letto per avvicinarsi a noi. "Allora? Chi?" Dice aspettando una mia risposta. "Io penso di sapere chi"
La faccia di Alicia sembrava quella di qualcuno che ha appena avuto l'epifania del secolo. "Oh mio Dio, non ci credo, Evelyn!"
Non posso fare a meno che ridere e diventando rossa, iniziando a raccontare tutto.
*
"Fallo"
Cosa? Eve! Piano piano piano.
A volte capita che il cervello non pensi molto alle cose prima di farle, o peggio ancora, che la voglia e il bisogno di fare una cosa sia più forte del volere del cervello stesso, che non importa quanto insista per non farti fare una cosa, a volte ormai è troppo tardi.
Proprio come in questo momento.
Sento il palmo della mano di Chris che accarezza la guancia, per poi afferrarmi, chiudo gli occhi come per paura di vederlo allontanarsi, ma la prossima cosa che sento sono le sue labbra sulle mie e sento lo stomaco sciogliersi e le ginocchia cedere nel momento in cui l'altra mano di Chris mi avvicina a lui tenendomi per la nuca.
Le nostre lingue iniziano a muoversi e i nostri respiri iniziano a farsi più pesanti, ma quando sento la mano di Chris poggiarsi sul fianco mi irrigidisco improvvisamente. Non è un punto in cui mi piace essere toccata, o meglio, è un punto che non volevo far toccare a nessuno.
Sentendo le dita di Chris sfiorare l'orlo della maglia vado nel panico e mi allontano velocemente, balbettando e farfugliando qualcosa che Chris non riesce a capire.
Mi guarda preoccupato e si scusa, non capendo cosa abbia sbagliato.
Provo a spiegare che non è colpa sua, ma dalla sua faccia e il fatto che continua a chiedermi cosa sia successo, penso di averlo detto nella mia testa o di averlo sussurrato.
Dio, sto per avere un attacco di panico.
Sento Max abbaiare sotto di me e improvvisamente torno sul pianeta terra, riuscendo a sentire cosa stava dicendo Chris.
"Evelyn, stai bene? Ho fatto qualcosa di sbagliato?"
Ha le sopracciglia alzate e gli occhi puntati su di me, deve sentirsi incredibilmente confuso.
"Chris scusa" dico portando una mano sul cuore, che sento rallentare. "Tu non hai fatto niente, non ti preoccupare"
Chris continua a guardarmi.
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living with the Evans
Fiksi PenggemarEvelyn è una ragazza che si trasferisce a Boston lasciandosi alle spalle il passato, per fare la ragazza alla pari nella famiglia Evans, non presta molto attenzione al cognome, essendo un cognome molto diffuso in America. Ma un giorno scopre di star...
