19. Michiko

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Il suono emanato dalle macchine che controllavano la frequenza cardiaca era davvero snervante.
Un bip continuo che entrava in testa e martellava le sinapsi per ore.
Ormai conosceva la frequenza del battito di Katsuki a memoria: dopo dieci giorni come poteva non farlo.
Lunghe giornate durante le quali se ne stava seduto al suo fianco aspettando che si risvegliasse dal sonno in cui l'avevano indotto dal momento in cui Shoto aveva varcato la soglia dell'ospedale con l'umano in braccio.
I medici lo avevano curato e rassicurato che si sarebbe risvegliato poichè fuori pericolo ormai, ma l'attesa sembrava durare all'infinito e il suo Alpha interiore si stava maledicendo per non aver fatto abbastanza.
Gli prese la mano collegata ad alcune flebo e sospirò mentre la stringeva dolcemente.

"Dovresti dormire Eijiro, non sei più prestante come prima."
Il ragazzo si voltò verso il dottore e lo vide trafficare con le bende che avrebbe dovuto cambiare al paziente.

"Dormire non rientra nelle mie priorità. Se dovesse svegliarsi-"

"-Ti avviserei, esattamente come ho fatto quando è uscito dalla sala operatoria. Entro stasera aprirà gli occhi, stamani ho bloccato la somministrazione dei medicinali che lo tenevano in coma indotto."
Occhi cremisi si passò una mano tra i capelli e annuì poggiando successivamente la fronte contro il materasso antidecubito.
Prima che le palpebre si abbassassero del tutto, una coperta venne posata sulle sue spalle e avvetì una leggera pacca sulla spalla.

"Il tuo gesto ha mostrato quanto tu sia coraggioso e pieno d'amore nei suoi confronti. Sei una delle persone più altruiste che abbia mai visto e sono felice di averti conosciuto."



Si ridestò dal sonno solo qualche ora più tardi, quando avvertì un brivido di freddo correre lungo la spina dorsale.
Si tirò su sbattendo un paio di volte le palpebre prima di sbadigliare sonoramente e poggiare la schiena contro lo schienale della sedia.
Sgranò improvvisamente gli occhi nel vedere l'Omega sveglio in posizione semi seduta, con la testa rivolta verso la finestra e alcune flebo staccate dal corpo, così come l'elettrocardiogramma.

"Kat!"
Lo richiamò, ma il biondo non lo degnò di attenzioni e tenne la bocca chiusa.
Rimase voltato verso la finestra in religioso silenzio.
Eijiro deglutì a vuoto e strinse spasmodicamente i pugni un paio di volte dall'ansia che lo stava divorando dall'interno.
L'umano sembrava essere caduto in uno stato di catalessi, tanto che anche il respiro era appena percettibile.

Perchè non gli aveva risposto?  

Era arrabbiato con lui?

Decise di rilasciare il proprio odore per cercare di farlo sentire protetto, ma sapeva che non sarebbe bastato.

"Kats-"

"E' morta vero?"
Il tono basso, graffiato e arrendevole che aveva usato lo aveva pugnalato dritto al cuore.
Un pugnale invisibile che lo aveva trafitto da parte e parte e fatto sentire una completa nullità.
Socchiuse gli occhi e abbassò lo sguardo.
Una sola cosa avrebbe dovuto fare in quanto Alpha: proteggere la persona che aveva riconosciuto come compagno e la vita che stava crescendo dentro di questo.
Improvvisamente un leggero crepitìo si aggiunse all'atmosfera pesante come un macigno e terribilmente soffocante.
Aveva iniziato a piovere e le piccole gocce d'acqua avevano iniziato a battere con forza moderata contro il vetro delle finestre dell'ospedale. 

"Ci ho provato... ho davvero tentato il tutto per tutto per restituirti Yume ma... ciò che ho fatto non è servito e ora lei è-"
Per giorni aveva pensato a come comunicare all'Omega la scomparsa prematura della sua cucciola ma non era riuscito a trovare le parole giuste.
Avrebbe voluto indorargli la piccola utilizzando le parole giuste: tuttavia non era stato possibile.
non appena aveva sentito la voce piatta di Katsuki la saliva presente nella cavità orale si era prosciugato, lasciandogli la bocca secca.
Spalancò di scatto gli occhi quando una mano si insinuò tra i suoi capelli, carezzandoli appena.

Red Ghoul: Sarai Il Mio NutrimentoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora