(AZIRAPHALE POV)
Erano ormai le undici di sera passate,e Aziraphale si era ritrovato a camminare da solo nel bel mezzo della strada,sperando di arrivare alla propria destinazione.
Quella giornata era da scartare,certo,ma prima aveva il bisogno umano di parlare con qualcuno.
Certo,quel qualcuno lo aveva provato ad uccidere,ma non aveva nessun'altro in mente da cui andare in un momento del genere.
L'angelo alzò lo sguardo per guardare la grande casa,ma non era una semplice abitazione,visto che li dentro viveva un angelo,precisamente l'arcangelo Gabriel.
Bussò due volte con colpi precisi,finché la porta non si aprì,mostrando uno degli angeli più potenti del paradiso in pigiama e ciabatte a coniglietto.
"Che vuoi a quest'ora?"
Chiese Gabriel,senza preoccuparsi troppo della situazione,e sbadigliando.
"Posso entrare?"
Chiese il biondo,che sembrava ancora più perso nel suo mondo che come al suo solito.
L'arcangelo non disse nulla,anzi,lasciò la porta aperta per Aziraphale e si allontanò dall'ingresso a passo lento.
I due si ritrovarono in un salotto semplice,che rispettava perfettamente lo stile del paradiso in qualche modo.
"Avanti,di che hai bisogno questa volta?"
Chiese Gabriel,mentre cercava due tazze dentro a un cassetto.
"È successo un fatto,e il problema è che non so con chi parlarne,insomma,è un problema..strano."
Aggiunse Aziraphale,iniziando a camminare in giro per la stanza,ma fermandosi alle ultime parole della frase che aveva appena pronunciato.
Notò,ovviamente,lo sguardo confuso di Gabriel,che aveva appena accesso i fornelli della cucina alle undici di sera,il che era un evento più unico che raro.
"In che senso strano?Tipo demoni o cose così?"
Continuò Gabriel,gesticolando per metà della frase.
Aziraphale si fermò sul posto,come per realizzare la frase,ma riprese a camminare agitato in giro per la stanza appena iniziato il filo del discorso.
"No,magari fossero stati demoni,sono più dolci certe volte..certe volte"
Rispose Aziraphale,riprendendo le ultime parole come per esser sicuro di averne capito il significato.
Nemmeno il tempo di ricominciare a parlare a macchinetta che Gabriel ritornò con due tazze calde,porgendone una al biondo,che inizialmente,lo guardò confuso.
"È tè,non voglio avvelenarti"
Si giustificò l'altro,gettandosi sul divano come per sprofondare.
Beelzebub, sentendo tutto quel trambusto, scese lentamente dal letto e si sistemò la camicia da notte nera con sopra dipinta la notte stellata di Van Gogh.
Andò in salotto e vide i due angeli bere indifferentemente il tè.
"Gabriel...ma la vuoi spegnere sta luce?"
Entrambi rivolsero il proprio sguardo verso il signore delle mosche,che in quel momento,sembrava il signore del sonno eterno.
"Tranquillo tesoro,il tempo di mandare via questo.."
Disse Gabriel,osservando da testa a piedi l'angelo davanti a lui.
"..ospite particolare"
Continuò,spostando frequentemente il proprio sguardo tra Aziraphale e Beelzebub.
Il demone si avvicinò lentamente a lui, per poi sedersi sulle sue ginocchia e appoggiare la testa sul suo petto, ignorando completamente Aziraphale.
Gabriel posò la tazza su un tavolino che si trovava di fronte al tavolo,e iniziò ad accarezzare la testa di Beelzebub,mentre parlava con Aziraphale come se nulla fosse.
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COME WHAT MAY
FanfictionSe è proprio vero che l'amore supera ogni ostacolo, riusciranno Aziraphale e Crowley a rimanere uniti nonostante tutto?
