THE TRUTH IS NEVER EASY

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La Bentley nera si fermò bruscamente nella notte,davanti alla libreria che Crowley conosceva fin troppo bene.
Alla radio era ormai partita "Fat Bottomed Girls" da un paio di minuti,facendo risuonare le note della canzone nell'auto a un volume non troppo alto.
Aziraphale aveva scelto di sedersi dietro,con la scusa che,essendosi appena svegliato,gli faceva male la testa,anche se i motivi erano altri.
Crowley,normalmente,glielo aveva lasciato fare senza ribattere,ma secondo lui c'era qualcosa in più che il suo compagno teneva solo per sé stesso,insomma,era come se Aziraphale volesse tenersi lontano da lui.

“Angelo?” lo chiamò dolcemente, senza ricevere una risposta. Si girò per vedere il compagno e i suoi occhi si sgranarono dietro le lenti nere, il suo cuore perse un battito a quella vista.
Il biondo stava guardando fuori dal finestrino, il volto rigato dalle lacrime, le braccia attorno al petto.

Il Demone provò a richiamare dolcemente il compagno,ma non ricevette nessuna risposta.
Preoccupato più che mai,decise di scendere dall'auto,per poi aprire lo sportello posteriore.
Quando entrò chiuse lo sportello dietro con velocità,provocando un rumore che risvegliò Aziraphale,perso completamente nel suo mondo.

L’Angelo si girò stordito, il volto ancora rigato dalle lacrime e con il fiatone.
Spalancò i suoi occhi azzurri e si portò una mano al petto.
"CROWLEY! Mi hai spaventato!”

Crowley appoggiò delicatamente la propria mano su quella dell'Angelo,anche se Aziraphale allontanò la propria mano da lui.

"Che è successo?"gli chiese con uno sguardo preoccupato che,sotto i suoi occhiali neri,non si poteva percepire.

Il tono della voce del rosso non aiutava a nascondere la sua preoccupazione nel vedere il compagno in quello stato,e soprattutto,la situazione non aiutava a frenare la propria curiosità.
Aziraphale non rispose, si limitò a girarsi e guardare le gocce che scendevano lungo il finestrino.

Crowley continuava a osservare il biondo,che sembrava più che sconvolto.
Gli mise le mani sulle spalle,riportando alla realtà Aziraphale,che gli puntò gli occhi addosso.

"Hey,tutto bene?"
Chiese di nuovo,anche se sapeva già che la risposta non gli sarebbe piaciuta affatto.
Aziraphale deglutì, terrorizzato, cercando di staccarsi.
Non si sentiva all'altezza di essere toccato dal compagno.

Crowley non sapeva che fare,ad esser sincero.
Sapeva che Aziraphale aveva qualcosa,e si notava,ma perché non voleva parlare con lui come al solito?

Voleva aiutarlo,confortarlo.
Si avvicinò a lui,abbracciando il compagno dolcemente,come aveva fatto poche volte nella sua esistenza.
Per pochi secondi ci fu il silenzio completo nell'auto,a parte le gocce d'acqua che cadevano nel bel mezzo della strada,ma quello ormai era un mondo esterno.

Aziraphale si agitò, cercando di scansarsi, ma alla fine cedette al calore del compagno e scoppiò a piangere, avvolgendogli il collo con le braccia.
Provò a parlare, a dire qualcosa, ma dalla sua bocca uscirono solo singhiozzi.

Crowley non sapeva cosa fare, non si sarebbe aspettato una simile reazione. Rimase immobile per un paio di minuti, poi strinse le braccia attorno al corpo dell’Angelo e iniziò a disegnare cerchi calmanti sulla sua schiena.
Non osò parlare, sapendo bene quanto in quei momenti tutto ciò di cui si aveva bisogno erano due braccia accoglienti e il buttare fuori qualsiasi dolore con le lacrime.

Nel frattempo, in un casa di periferia, il signor Brown aveva le mani nei capelli e stava camminando avanti e indietro.
Non riusciva a credere alle sue stesse azioni di poco prima, non si sarebbe mai aspettato di essere in grado di fare una simile schifezza.
Gli occhi brillavano lucidi dalle lacrime e dall’alcool non ancora ingerito, la testa gli girava e riusciva malapena a tenersi in piedi.
Il caminetto era acceso e le fiamme scoppiettavano allegramente.

Le luci si spensero improvvisamente, il fuoco divampò ben oltre il caminetto e una figura nera uscì da esso.
Le lampadine si accesero di nuovo e davanti al signor Brown non c’era più un fuoco scoppiettante, ma un Demone, un Duce degli Inferi per essere precisi.
L’umano sobbalzò, sorpreso, ma non del tutto terrorizzato, come se non fosse la prima volta che si vedessero.

"D-Duca... Hastur."

"Oh, caro mio bel Brown... sei consapevole del motivo per cui sono qui?"

L'umano annuì nervosamente prima che il Demone continuò

"Io... ero vicino! Lui ha capito cosa stavo facendo e... è scappato via."

"Povero stupido umano..."disse Hastur facendo un grande passo e uscendo dal camino, lasciando della cenere sul pavimento

"A me non interessano i dettagli sul come tu abbia fallito miseramente..."

Si mise dietro di lui e gli afferrò la spalla

"IO VOGLIO CHE TU TRIONFI!"
Aumentò la forza nella presa e fece diventare il suo tono più cupo e più colmo di vendetta

"Voglio che tu faccia in modo di spezzare il cuore a quel demone bastardo che ha ucciso il mio migliore amico! Il piano è chiaro... o devo ripeterlo un'altra volta?"

Lo sciocco riprese a muovere la testa verticalmente mettendoci non un pizzico, ma molta ansia

"SÌ. Tutto chiaro. Grazie”

“Bene.”
Così come era apparso, Hastur sparì tra le fiamme del caminetto, lasciando solo la cenere come segno della sua venuta.

Brown era terrorizzato, non voleva più fare parte di quel teatrino, ma sapeva che se non avesse ubbidito ne sarebbe valsa la propria vita.
Deciso a finire il suo lavoro, prese il telefono e fece il numero di Aziraphale, con il pretesto di chiedere scusa.

Il telefono dell’Angelo squillò a vuoto nel piano inferiore della libreria, mentre nella camera da letto il proprietario si stava finalmente aprendo tra le braccia del compagno, che lo stava riempiendo di coccole.
Crowley aveva ascoltato ogni cosa con attenzione, accarezzando il braccio dell’amato senza interruzione, e sentendo la rabbia ribollire nelle vene.

“E…e questo è tutto…” singhiozzò Aziraphale, tirando su col naso. “Scusa se non te l’ho detto subito…ero spaventato…”

“Angelo…amore mio, tu non devi aver paura di niente. Ci penso io adesso, ci pensa il tuo Demone.” sussurrò il rosso, cercando di nascondere la rabbia nella sua voce e rubando un dolce bacio dalle labbra del Principato.

“Non…non fare nulla di male, ti prego-”

Crowley lo abbracciò stretto, coccolandolo in tutti i modi possibili per calmarlo.
Si sdraiarono sul letto e iniziò a baciargli il collo, dolcemente, non volendo forzarlo.
Il biondo, al contrario, si rilassò immediatamente nel sentire le labbra del compagno e si lasciò sfuggire un gemito di sollievo.

“Sei sicuro Angelo… vuoi farlo?” domandò insicuro, volendo essere certo che Aziraphale fosse consenziente.

“F-fammi tuo Crowley…voglio… fare l’amore con te.”

Il Demone lo guardò negli occhi, timoroso che lo stesse dicendo solo farlo contento. Smise immediatamente di baciargli il collo e lo abbracciò, tenendolo stretto tra le sue braccia.

“Non ora…non adesso. Non c’è nessuna fretta, Angelo. Tu devi riprenderti e un riposino farà bene ad entrambi.”

Il Principato sgranò gli occhi, stupendosi della dolcezza da parte del compagno. Gli rivolse un dolce sorriso e si accoccolò vicino a lui, coprendosi con il lenzuolo.

“Grazie caro…grazie mille.”

N.A.

CON LA COLLABORATION DI
ItzNej1
E
DestielRealTm

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