Giocare con il fuoco

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L’Inferno.

La peggiore paura per qualunque essere umano sulla Terra, reso ancora più terribile dalla religione cristiana.
Anche se, in Principio, gli antichi Greci e Romani reputavano l’Ade come un universo alternativo in cui si rimpiangeva la vita vissuta e si viveva come spiriti insieme agli altri.

Quello dove invece si stavano dirigendo Aziraphale e Crowley era uno scenario del tutto diverso, che molti conoscono e altri hanno sperimentato: le poste italiane.
Mille e milioni di dannati in fila davanti a degli sportelli in attesa di essere mandati nei loro Cerchi.

Era questo l’unico pensiero che affliggeva le loro menti mentre l’ascensore scendeva sempre più in basso, il caldo infernale cominciava a farsi sentire.
E, in diretta proporzionalità, l’ansia del biondo stava facendo lo stesso.

“Crowley…io…io non sono sicuro che-”

Il Demone, avendo sentito quella frase già venti volte in cinque minuti, lo zittì con un bacio a stampo, stringendolo forte tra le sue braccia.
L’Angelo mugolò sorpreso, per poi chiudere gli occhi e avvolgergli il collo, cercando conforto in quel focoso momento.

“Angelo,te l’ho già detto e te lo ripeto: sarò con te sotto forma di serpente. Non devi preoccuparti, d’accordo? Segui il piano e andrà tutto bene.”

Gli occhi verde-azzurro del biondo si pienarono di lacrime. Stava tremando e la cosa non gli piaceva per niente.
Crowley lo strinse ancora di più a sé, rallentando il percorso dell’ascensore con un piccolo miracolo.

“H-ho paura…tanta…e se mi ri-... riconoscono?” domandò preoccupato con voce rotta.

“Non lo faranno.”

“C-come fai ad esserne così…s-sicuro?”

Il rosso sospirò, dandogli un bacio sulla tempia.
“Ho chiesto a Lucifer di fare in modo che nessuno tra i Demoni non ti torcesse un capello.”

A quella risposta, una lacrima solcò il volto del più basso, seguita dalla comparsa di un dolce sorriso.

“L-l’hai fatto davvero…?”

Crowley annuì, accarezzandogli la guancia. Nonostante il travestimento il suo Angelo gli appariva sempre allo stesso modo: perfetto.
Aziraphale lo abbracciò forte, premendo le loro labbra in un bacio dolce, ma passionale allo stesso tempo, uno di quei baci che usavano per dirsi ti amo.

Porte in apertura

La voce metallica fece staccare i due innamorati, che vennero accolti da un nauseante odore di muschio e zolfo.
Il Demone si affrettò a tramutarsi in un serpente e si avvolse attorno al collo del compagno a mo' di sciarpa, tenendo gli occhi aperti.

“Puoi farcela Aziraphale,hai affrontato di peggio.” pensò il biondo tra sé e sé, pregando Dio di uscire vivo da quella situazione.
Iniziò a camminare accanto alle file dei dannati, guardando la disperazione nei loro volti e quando tra loro vide una povera bambina gli si spezzò il cuore.

“EHI, TU! CHE STAI FACENDO?!”

L’Angelo sobbalzò nel sentire quella voce, girandosi immediatamente con volto autoritario e, per sua fortuna, si ritrovò davanti proprio Hastur con una sigaretta tra le labbra.

“Non posso controllare che i Dannati soffrono abbastanza?”

“Per l’amor di Satana…Azazel, sei tu?”

Aziraphale annuì, tirando dentro di sé un respiro di sollievo.
“Ho trovato un nuovo corpo da possedere. Questi umani si provocano la morte troppo facilmente! Finiranno per farmi licenziare!”

COME WHAT MAYDove le storie prendono vita. Scoprilo ora