Cap. 10 - Fusione di anime

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La musica che suonava era diversa: più tranquilla e travolgente, nel senso più intimo della parola. Le luci erano soffuse, l'atmosfera accogliente. Lou era davvero soddisfatta dell'evento che aveva organizzato.
La bionda fece un respiro profondo, ancora provata dall'incidente dell'amica, nel tentativo di rilassarsi un po'. Debbie percepì il suo nervosismo e le accarezzò le dita della mano con l'indice, accennando anche un sorrisetto.
Quel piccolo, semplice gesto pervase l'anima di Lou da un senso di calma che non riuscì a spiegarsi. Lou non poté contenersi dal ricambiare.
Mi farai perdere la testa, cavolo Debbie - pensò.
C'era qualcosa in quella Debbie Ocean che la sconvolgeva, in senso buono, ma non per questo meno spaventoso, ai suoi occhi.
Non era la normalità che una donna la stuzzicasse in quel modo, così profondo e privo di perversioni.
Non sarebbe riuscita a portarsela a letto occasionalmente come faceva da un anno a questa parte con tutte le altre. Non la avrebbe mai trattata come aveva fatto con Claire quella mattina. Mai.
Stravolgi la mia normalità - pensò, col cuore a mille, sia per l'emozione che per la paura.
"Beviamo qualcosa?"- propose allora la bionda.
"Volentieri."- rispose Debbie. Lou la istruì conducendole i fianchi, e la guidò fino alla zona bar.
Ordinarono due bicchieri di vino rosso e li gustarono al banco.
Lou guardò Debbie e cercò di raccogliere i pensieri.
"Grazie ancora per prima."-
"Non serve, davvero, non ho fatto niente di che. E poi Kia, sembra davvero un tesoro."-
"Sì, a volte lo è."- ridacchiò Lou.
Debbie si passò una mano tra i capelli e Lou seguì quel movimento con gli occhi.
Come sei bella... - pensò, accennando un sorrisetto, involontariamente.
"Mi guardi, Miller?"- la stuzzicò la mora, che aveva notato lo sguardo di Lou su di lei.
"Ti osservo."- rispose l'altra.
"E hai osservato qualcosa di interessante?"- Debbie piegò la testa da una parte. Lou annuì lentamente.
"Forse."-
"Forse?"- ripeté Debbie, divertita.
Lou giocò con il bicchiere tra le dita.
"Vuoi che mi dichiari alla prima sera, Ocean?"- scherzò la bionda. "Non è divertente, così."- mormorò, assottigliando gli occhi. Debbie rise.
L'atmosfera attorno a loro sembrava essere sospesa, come se il tempo avesse deciso di concedere una pausa alle loro anime in sintonia.
"Però che mi intrighi lo posso ammettere, fiorellino."- disse Lou, facendo scivolare il bicchiere vuoto sul banco.
"Buono a sapersi."- replicò Debbie, distratta dalla mano mascolina della bionda.
"E se non ricordo male questa sera ci hanno interrotto non una, ma ben due volte."- giocò con i suoi anelli. "Ti va ancora di ballare?"-
Debbie alzò le sopracciglia e affidò le sue mani a quelle gentili di Lou.
"Sì, sì mi va."- sussurrò la mora, che si lasciò accompagnare in centro alla pista da ballo. Gli occhi di Lou erano immersi nei suoi, e lei non aveva alcuna intenzione di distogliere lo sguardo.

Circondate da un'aura di intimità che sembrava escludere tutto il resto del mondo, Lou e Debbie si lasciarono avvolgere dalle note di "Rocket Man", di Elton John, in mezzo alla pista.
"Amo questa canzone."-
"Anche io."- rispose la bionda, guardando prima i suoi occhi, poi le sue labbra. Lou sollevò lentamente il braccio, e sempre tenendole la mano, la guidò in un lento e affascinante giro su se stessa che la fece sorridere, poi la trasse a sé con disinvoltura.
Debbie allora adagiò le mani sulle spalle di Lou, che invece le posizionò, rispettosa, sui suoi fianchi.
Era Lou a condurre le danze, e lo fece con così tanta naturalezza e delicatezza che Debbie non poté che sentirsi completamente a suo agio. Come se a a condurla fosse il vento, leggero e gentile.
Iniziò con piccoli passi, mantenendo Debbie vicina a sé, permettendole di sentire il ritmo della canzone, malinconica ma romantica, attraverso il contatto dei loro corpi. I suoi pollici tracciavano cerchi leggeri e rassicuranti sulla schiena di Debbie, che si sentiva, od ogni tocco, sempre più leggera. Il calore dei loro respiri si era mescolato e i loro volti disegnavano una coreografia invisibile nell'aria, intanto che si avvicinavano sempre di più.
Debbie percepì di nuovo il profumo vanigliato di Lou, come poco prima in terrazza ed anche Lou fu travolta dal profumo della pelle di Debbie, delicato e irresistibile, proprio come lei.
Ogni tanto Lou faceva una pausa nella danza, trattenendo Debbie in un abbraccio stretto, permettendo ai loro corpi semplicemente di esistere l'uno accanto all'altro, prima di riprendere con movimenti lenti ed armoniosi.
Debbie affondò gentilente le dita tra i capelli di Lou, e portò la mano dietro la sua nuca. Lou chiuse gli occhi, lasciandosi trasportare da quella carezza, il suo respiro si fece più profondo, sincronizzato a quello di Debbie, che si strinse forte a Lou.
"Sei un'ottima ballerina, sai?"- disse Lou, con un filo di voce.
"Non è vero."- rispose Debbie, con un sorriso. "Tu lo sei, invece, biondina."- passò un dito sotto il colletto della giacca del completo di Lou.
Lou poteva percepire il calore del corpo di Debbie contro il suo, e quella vicinanza la faceva sentire come se ogni barriera fosse caduta.
"Non te lo aspettavi?"- ridacchiò Lou, accarezzandole la schiena, con le labbra a pochi millimetri dalla sua guancia.
Riusciva quasi a sentire il sapore della pelle di Debbie. Era così dannatamente invitante che il suo autocontrollo cedette un pochino, e la sua mano scese un poco.
Debbie alzò mento.
Il cuore le batteva all'unisono con la musica, una sinfonia di emozioni che si riflettevano in ogni respiro condiviso.
"No, direi di no."- rispose Debbie, mentre piegava leggermente la testa di lato, desiderosa che il suo collo incontrasse le labbra di Lou.
Lou inspirò il suo profumo e posò un piccolo bacio sul collo della mora, che si morse le labbra, accaldata.
Le dita della bionda continuarono il loro viaggio, percorrendo le curve del corpo di Debbie con devozione.
Debbie desiderò che la bocca morbida di Lou di posasse di nuovo sulla sua pelle, sensibile ad ogni più piccolo movimento. Fece scorrere i le dita tra i capelli di Lou e la avvicinò a sé, impaziente.
I loro petti ora erano schiacciati insieme.
Il respiro di entrambe si fece più pesante.
Lou le accarezzò la schiena, con la bocca a pochi millimetri dal suo orecchio. Posò un altro piccolo bacio sul suo collo, trattenendo un piccolo gemito, poi sfiorò la sua bocca.
Debbie si avvicinò leggermente e fece si che i loro nasi si toccassero. Respiravano l'una il fiato dell'altra.
"Voglio che mi tocchi, Lou."-
"Io voglio toccarti."- rispose, stringendo le dita sul suo corpo.
Debbie chiuse gli occhi e si leccò le labbra.
"Allora fallo, che aspetti?"- le baciò il collo. Lou inspirò profondamente e sorrise.
"Non qui."- sussurrò la bionda.
"Portami via. Andiamo via."- ansimò la mora, bollente. "Ti voglio."- Lou non esitò un momento e le prese la mano.
"Di qua."- la condusse impaziente verso l'ufficio, corsero mano nella mano per i corridoi, poi Lou chiuse alle sue spalle la porta del piccolo ufficio.

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