Not fine at all

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-Luke
Una faccia estranea, dai capelli diversi, ma con la stessa rabbia negli occhi, quel luccichio fulmineo che aveva anche tempo prima, comparve nel salotto.
La vidi e provai amore, amore per lei, odio per me
le emozioni mi sovrastarono e mi venne voglia di piangere "ma gli uomini come me non piangono" pensai.
La vidi ancora, dopo che sollevai lo sguardo chinato sulle mie vans tutte nere, la vidi ancora, mentre andava avanti e percorreva la sua strada senza di me. Sembrava più forte di prima, mi sovrastava nonostante la sua altezza non compensasse il tutto.
Ma a me piaceva, quel suo portamento da ragazza bassa (perché lo era) con quel suo modo di alzarsi sulle punte quando mi stava vicino..
Ancora una volta sciami di parole incontrollate sviarono le mie labbra e corsero senza sosta in quella stanza fredda, portante tensione palpabile.
E poi boom boom
La stanza si svuotò perché quella chioma nera, mi passò davanti dopo aver sussurrato parole a me poco chiare, visto che ero perso nei miei pensieri. La porta si chiuse e io rimasi ancora una volta solo con me stesso.
Solo senza lei
"Bella coglionata Hemmings. Bella davvero"
Pensai di andare a scuola quella mattina, visto che era da tanto che la trascuravo.

-At School-
Entrai in quell'edificio che, a parere mio, sembrava diverso da prima.
Il corridoio più stretto, gli armadietti più arrugginiti, gli studenti più odiosi, le ore più lunghe e la campanella più rumorosa.
"Perché il mondo sembra più bastardo quando non ho te accanto"
il pensiero che mi faceva rendere sempre più conto del mio errore continuo, era questo, rivolto a lei. Nicole, lei che non tornava.
Temevo non lo avrebbe più fatto.
-"Nicole Ryan"- alzai lo sguardo, come sempre postato verso il pavimento
e vidi a poca distanza da me, Savannah Fox, intenta a provocare quella che non potevo più definire la mia ragazza.
Fu un attimo di botta e risposta tra le due, e poi la rossa finì contro l'armadietto, spiazzata.
Lo Sapevo, Nicole aveva le spalle abbastanza grosse.
Ma a vederla, ai miei occhi gelidi e blu, sembrava ancora Cristallo, fragile e trasparente.
Corse via, e per quella mattina, non la vidi più.
Una fitta mi prese lo stomaco, mi voltai e cercai il bagno più vicino.
La campanella suonò giusto in tempo e quest ultimi si svuotarono.
Aprii una porta a caso, e entrai dentro, mi accasciai sopra il Wc e vomitai l'anima.
Quello stress era troppo.
Non si poteva andare avanti così.
Uscii dal bagno e andai verso uno specchio, rotto e pieno di scritte.
Vidi la mia immagine riflessa tra quei cocci che stavano attaccati a fatica,
stavo uno schifo, con i miei occhi così glaciali ma così stanchi, gonfi e pieni di lacrime mai fatte scendere.
I miei capelli caduti sulla fronte, una bocca secca e col sapore di Achool ancora in bocca e una maglietta bianca non più così bianca.
"Come ci sei arrivato a questo Lucas?" Pensai.
Mi sedetti accanto alla porta d'entrata, con le spalle al muro, piastrelle gelate superavano la mia giacca di pelle e arrivavano alla mia schiena, facendomi sentire un po' meglio.
Premetti il tasto di sblocco del mio I-Phone e una foto di me e Nicole mi lampeggiò in volto.
Non avevo intenzione di rimuoverla.
Io e lei, su quella spiaggia che possedeva orami troppi ricordi di noi, litigi, baci, pianti e sorrisi.
Roba che non torna.
O che forse torna, ma mai come prima, perché il tempo ci cambia, perché noi cambiamo.
Ribloccai il mio schermo, e mi diressi verso l'aula di storia dell'arte.
Tirandomi su a fatica e sciacquandomi il volto.

-Nicole
"Dammi la mano Ry, che ci alziamo da qui e andiamo a fare le serie" Beatrix mi piaceva.
Sorrisi a quella ragazza, piena di vita è così simile a me.
Le porsi la mano e feci leva per alzarmi
"RY?" Dissi poi
"si esatto, Nicole Ryan Worker, detta anche Ry. Hehe" si scrollò i capelli all'indietro e rise affermando la sua nuova abbreviazione.
"Mh Daccordo, Trix"
"Trix, mi piace" sottolineò beffarda
Aprii la porta del bagno, e mi diressi verso l'armadietto (per la seconda volta) per sistemarmi il trucco, un po' tanto colato (se si può dire così)
"Finito l'opera?"
"Haha si guarda che capolavoro!" La beffeggia sarcastica ovviamente, perché il Make up non era mai stato il mio punto di forza.
Era strano trovarsi già così bene, con una persona che conoscevo da solo 15 minuti. Così scherzai e Tutto, ma rimasi diffidente in fatto di "cose personali" anche se la situazione mi piaceva, e mi rallegrava.
"Che hai di corsi adesso?" squillò la sua vocina
"Storia dell'arte"
"Allora credo proprio verrò anche io. Qualcosa mi dice che sarà più interessante di Trigonometria" parlò lei.
Ridemmo e entrammo in classe poco prima dell'inizio dell'ora.
Sembrava tutto tranquillo, cercai il mio banco di solito situato in fondo alla classe, scorsi tutta l'ultima fila e sbam lo trovai, nonostante la nuova disposizione improvvisata dalle bidelle.
Alzai lo sguardo e "oh merda" il mio banco era già occupato.
Incontrai i suoi occhi azzurri, luccicanti che mi fissavano con aria di sfida
Tipo "vieni dai, siediti qui, dove sono io, come facevi una volta"
Altre lacrime stavano per lasciare il mio volto, e tutta l'allegria che avevo quasi incamerato in me, sparì in quell'istante lascivo, in cui provai ad avvicinarmi al mio banco. Volevo mostrarmi forte.
Non doveva essere così difficile riprendersi un banco. Ci avevo scritto il mio nome con la forbice, graffiato lettera per lettera.
"Ehi darkettona" una voce alle mie spalle mi chiamò
"Ehi Cal" sospirai sollevata
Vidi il sorrisetto malizioso, presente sulla faccia di Luke, tramutarsi in u espressione di pura rabbia nei confronti di quel moro
che ora sorrideva sornione nella mia direzione
Un lampo si accese, Luke era geloso. Ci teneva ancora.
Andai a sedermi vicino a Cal

"Come stai, quanto tempo eh?" Disse ancora
"Già si scusa, ho avuto qualche problema" bisbigliai e allo stesso tempo feci un gesto con gli occhi per indicare il biondo qualche banco e due file dietro di no
"Capisco... Ti sei ripresa?"
"Ssi.." abbassai lo sguardo
"Ehi" mi alzò il mento con due dita e mi guardò negli occhi
"Sei la mia migliore amica, o qualche stronzata del genere..non posso vederti così..ti va se dopo ci vediamo e usciamo..?"
*qualche stronzata del genere* Mille immagini di quella dichiarazione di Luke mi passarono per la mente, e mi distrussero. Ancora.
Quel suo "vuoi essere la mia fidanza o qualche stronzata del genere?"
Quel suo
"Ehi sei ancora tra noi?" Cal mi guardò preoccupato
"Oh ehm si scusa." Mi ripresi
"Allora?" Alluse alla domanda fatta poco prima
"Certo va benissimo. Ci sto ci vediamo alle 2 davanti alla staccionata di casa mia?"
"Perfetto" disse. Poi la prof entrò in classe e la lezione cominciò

LEONARDO DA VICINI, LA GIOCONDA
ORA PASSIAMO ALLO STILE GOTICO
VOLTE A CROCE E CAPITELLI
BLA BLA BLA
parole elementari lanciate a casaccio sulla lavagna, per cercare di spiegare ciò che era l'arte
Ma l'arte non va spiegata, va vissuta in silenzio.
È il sedersi li, a fissare un quadro, per poi percepire le emozioni.
Tutto è arte, dai dipinti più complessi, a quelli nuovi del nuovo millennio composti solo da strisce e colori.

DRIIIIIIN ( o immaginatevi un suono simile alla campanella scolastica)

La scuola finì, e tutti si precipitarono fuori dalle aule. A me piacevano i corridoi vuoti e silenziosi, così aspettai un po' prima di lasciare l'aula.
Come previsto, dopo 5 minuti la scuola era già vuota, e io potei percorrere gran parte del corridoi in silenzio, strascinando le mie scarpe, creando scricchiolii fastidiosi con la gomma delle suole.
-Bellllaaaaaaaaaaaa- una voce mi fece girare
-Trix- sorrisi nel vederla felice e allegra
più di prima, e di sicuro più felice di quando mi consolò in bagno.
-Ry, che fai oggi pomeriggio?-
-Alle 2 esco con il mio migliore amico. Credo staremo fuori due orette..dopo vuoi che ci vediamo?
-Per me è perfetto. Ti aspetto alle 4 davanti a casa tua.-
-Ma non sai dove abito.- risi
-Giusto. Momento perfetto per dirmelo. Zero Stalker giuro-
-Haha, Sail's road 57-
-Capito. Non abito molto lontano, verrò in moto.-
-Moto? Ma quanti anni hai?-
-15..giro in modo..ehm..clandestino (?)-
-Woah...vorrei poterlo fare anche io..-
sorrisi sognante pensando alla mia figura su una moto..al quanto allettante come idea...
-Dai usciamo da qui, ci vediamo fuori-
-Ciao- dissi infine uscendo

-
Il pomeriggio passò tranquillo tra una chiacchierata e l'altra conCal, le 15:40 arrivarono in fretta.
-Mi ha fatto piacere riparlare con te. Ci siamo allontanati un po troppo i questo periodo-
-Lo so Cal..davvero mi spiace tantissimo-
-Tranquilla. Ricordati solo che ci sono sempre-
-Grazie. Ma ora non diventiamo troppo sentimentali eh..che mi sale il diabete-
Verità..le uniche sdolcinatezze apprezzate erano quelle del passato non così remoto condiviso con Luke.
-Hahaha d'accordo. Dai vieni, ti riaccompagno a casa, così avrò il piacere di conoscere questa Trix di cui mi hai parlato-
Arrivammo allo steccato di casa mia, Trix era seduta sulle scale del vialetto.
-Ehi-
-Ehi- disse lei
Si avvicinò
-Cal lei è Trix, Trix lei è Cal-
Calum alzò lo sguardo dal cellulare a cui per fortuna stava poco attaccato in quel periodo (strano)
e fu un attimo
COLPO DI FULMINE CON MUSICHETTA D'AMORE INCLUSA
i due si guardarono, e capii, quello sarebbe stato amore.
Vidi tutto molto più colorato e meno grigio del solito, in quel momento, tutto sarebbe andato meglio.
Cal non sarebbe più rimasto solo, Trix avrebbe trovato l'amore si sarebbero messi insieme.
Ma nonostante tutto questo..non stavo del tutto bene.
Non avevo Luke..

"Remember Me"|| Luke HemmingsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora