-Luke
-Non entrare in quella cazzo di casa, no no nnnooo- la mia fidanzata sbraitava contro il televisore in preda ad una crisi di nervi, contornata da un leggero velo di paura per via del film che stavamo guardando.
-Amore se hai così paura..- non potei finire la frase, per il semplice fatto che un cuscino mi colpì in pieno viso. Per quanto quell'ammasso di cotone e piume fosse morbido, avvertii un leggero male.
-Shhhhhh- sputò la ragazza
-Zitto Hemmings.. Io-ii-io non ho paura- balbettò,
uno scricchiolio provenne dalla videocassetta e poi, sul momento di tensione più grande, dal film spuntò un ammasso di capelli urlante, che devo ammettere, non mi spaventò per nulla. Ma non potei dire lo stesso di Nicole, che appena arrivati a quella scena del film, scattò addosso a me, e mise la testa nel'incavo del mio collo, urlando
-è solo un film-
Sorrisi lievemente nel vederla così spaventata
-Sai- dissi poi facendole sollevare la testa
-Dovremmo vedere film horror più spesso io e te-
e ghignai mostrando la mia bianca dentatura
-Sai, credo che per sta sera possa bastare- interruppe il mio momento di estasi provocatoria e si alzò
-Senti Luke-
-Mh?-
-Dovremmo tornare a scuola domani..sono tre giorni che non andiamo..-
-Devo darti ragione. Ma ora non rovinare tutto-
Mi avvicinai a lei, a passo calmo, ma deciso
e quando fui a una moneta dal suo viso appoggiai la mia fronte sulla sua
{contatto}
Non ci facevamo più caso ormai, a quelle piccole cose, a quei piccoli brividi che provocavano i più miseri contatti, i più miseri sguardi. Eravamo troppo grandi, eravamo diventati troppo grandi in poco tempo, lei aveva solo 15anni e aveva bruciato tutte le tappe con me. La stavo trascinando in un dolce fondo, ma era male. Male per lei. Ero fumo passivo ancora più dannoso di quello che si decideva di inspirare.
-Luke-
Mi accorsi che a breve distanza dai miei sogni e dalla mia realtà era passato qualche minuto
-Dimmi?-
Risposi calmo e confuso. Troppe emozioni mi stavano sovrastando..non potevo più andare avanti così ..non potevo più farle così tanto male. Buttava via tempo con me, e questo non andava bene.
-Tutto bene ?- mi scompigliò i capelli con la mano
-Penso che andrò a dormire-
-Va bene andiamo- rispose sorridendomi
-No senti. È meglio che per sta sera dormiamo separati-
-Lukey ma cosa?- confusione totale. Per lei. Per me.
-È meglio- la interruppi, e poi mi rifugiai nella mia camera passando per il corridoio buio, come la prima volta. Come quei tempi d'oro di qualche mese fa..sapevo che non avrei mai avuto indietro la nostra prima volta, e ciò mi faceva male..
Avete presente quando vorresti che un momento si ripetesse all'infinito, perché troppo bello? Come quando nei filmini mentali non arrivi mai alla fine perché ripeti sempre la scena più bella all'infinito? Ecco mi sentivo così, nostalgico. Avevamo corso troppo, non avevo più fiato, presto sarebbe mancato anche a lei. Sapevo io, tutto questo era un errore. Dovevo mettere un punto a ciò che lei preferiva bloccare con virgole. Il peso di averla rovinata, tutto troppo forte. Fortemente distruttivo.
-Nicole
Quella notte le lenzuola più fredde della stagnola parevano ghiaccio. Il mio letto sembrava molto più grande del solito, molto più solo, molto più inutile. Senza lui ero nulla. Una piazza occupata da me, l'altra metà vuota. Una parte inutile delle coperte. Non aveva dormito con me. Non dormii nemmeno io. Occhi aperti, rivolti verso il cielo, silenzio, e pensieri, troppi pensieri.
Nicole's pov
~Coraggio Nicole, ti eri promessa di non guardare più indietro..ma ora devi farlo. Devi capire come sei finita qui.
^Respiro profondo^
Ho perso la mia innocenza, il mio essere pura, il mio essere brava con lui. Ho perso il buon senso, la testa, la ragione con lui. Ho perso molto, ho sofferto molto, e tutt ora soffro in questo letto freddo per lui, che non vuole più avermi accanto ne mattino ne sera.
Ho perso molto è vero, ma ho imparato a vivere. E ricordo il giorno in cui a lui l'ho detto negli occhi 'sto vivendo' e ricordo il trucco correre giù dal mio viso,
e tutti quei sogni che ho lasciato, perché ho detto 'non mi servono' e ogni desiderio che ho riespresso prima di capire, che i miei sogni gli ho già realizzati, e i miei desideri gli ho già fatti avverare. Io ho bisogno di lui, di noi, del nostro tutto. E ora capisco dove sono finita. Sono finita nella vita che ho sempre sognato. Ma lui pare non essere felice..crede di essere il mio male, ma non so come fargli capire che non è così. Grazie a lui ho trovato amici, sorrisi, sogni e ambizioni. Cose che prima erano superflue perché contava solo l'apparenza. Perché caro cuore io ci ho provato, ma tu vuoi lui, e non posso staccarmi. E glielo ho già detto a lui 'frega nulla se ho quindici anni, non ho bruciato nulla con te, mi hai insegnato a vivere' Ma lui si odia per questo..e so che non si può tornare indietro a quelle piccole cose..quindi presto lui la vorrà finire, ma io non sono pronta~
Ecco il mio pensiero più grande, il mio stress, no riuscivo a tenerlo stretto a me e piano piano mi stava scivolando dalle dita, dovevo lasciarlo andare..e la cosa mi spezzava in due.
Una notte in bianco. La prima delle probabili tante.
'I tuoi bipolarismi. Non mi lasciare...' Sussurrai nella mia camera, consapevole fosse vuota. Ma mi aiutava a sperarci. Perché io ci speravo.
Fu una notte, di quelle poche da dimenticare.
-Abigail Breslin
-Quindi tu, straniero..mi stai dicendo che sei il proprietario di quel PUB?- mi burlavo del ragazzo appena conosciuto che passeggiava tranquillo accanto a me
-Il mio nome è Sean e ci siamo già presentati. Chiamami così te ne prego..e ho solo messo a punto che mio Padre possiede quel bar..non che è di mia proprietà-
I suoi modi così educati erano affascinanti a dir poco. Il suo modo di fare, di comportarsi, di esprimersi ..era bellissimo, diverso.
Era la novità che aspettavo.
-Posso farti una domanda Sean?-
-La sta già facendo- fu lui a burlarsi di me, e vedere un leggero sorriso spuntare già sul suo volto mi gratificava
-Perché mi hai voluto pagare il drink..e ora mi stai facendo passeggiare..e tutto il resto?- tornai seria
-Bhe. Ti ho solo visto in difficoltà..sembravi al quanto turbata, e un adolescente ubriaca in mezzo a tutti quegli occhi indiscreti presenti al pub avrebbe portato solo guai..ne sono successe di cose così. E..-
-E?- lo incitai a continuare
-E troppe ragazze sono finite male li..ubriache investite, alla guida non proprio lucide, a piedi nei vicoli bui..-
-Capisco ..ma tutto sommato una come me meriterebbe solo il peggio.- sussurrai
-Come dici ?-
-Mh?- mi finsi disinteressata alle mie precedenti parole
-Ripeti ciò che hai detto-
-Che ti capisco- chinai il capo
-Andiamo Abigail..-
-Daccordo, ho detto che meriterei solo il peggio-
-Tu ti meriti molto di meglio, di quattro bottiglie di Keglewitch e lacrime.-
-No fidati- venni investita dalla malinconia e dai sensi di colpa
-Non sai ciò che sono. Non mi conosci- i miei occhi si fecero lucidi e continui Flash Black si risentivano dopo anni
-Oh Abigail Breslin-
Mi mise le mani sulle spalle e si posizionò davanti a me bloccandomi poi continuò fissandomi negli occhi, con uno sguardo serio
-Io so chi sei. Ti vedo sempre in giro. Con quella tua aria da ribelle di classe, cammini a testa alta, pur credendo che il tuo animo ha già toccato il fondo. Sempre con un ragazzo diverso, ti senti importante, ma non vuoi essere amata, tu hai paura dei sentimenti, e li mascheri cercando di puttaneggiare qui e la. Ma dove non ti vede nessuno, chini il capo, facendo cadere la tua grande corona ormai sgretolata dalla ruggine, e piangi. E lo leggo nei tuoi occhi, tu non sei così. E ancora non sai quanto io ti veda bella in quei momenti. Perché ti seguo sempre da lontano, confondendomi con gli altri, non avvicinandomi a te. Non ho nessuna intenzione di farlo, perché sarebbe essere come gli altri, approfittarsi di un raggio di sole così bello. Dovevo solo aspettare, il momento giusto per dirti che sei tutto ciò voglio. E se solo mi darai la possibilità di farti felice, rendendomi partecipe anche solo per qualche ora come abbiamo fatto oggi, della tua vita, io ti farò sentire ancora per un po', quella bambina con gli occhi brillanti che cerchi negli angoli del tuo specchio ma che credi di no vedere. E magari ti renderò completa. E non me mai passato, nemmeno negli angoli più remoti del mio inconscio, di correre anche solo per qualche metro nel nostro percorso. Voglio esserti amico. Desidero la tua fiducia-
La sua dichiarazione vaga, ma allo stesso tempo esplicita, che dava tanta importanza ai particolari dei miei sentimenti, mi fece capire che aveva ragione. Su ogni singolo dettaglio, e fu il primo, non che l'unico e ultimo che mi fece sentire veramente apprezzata. A sapere che si accontentava di una lontana vista di me, come fosse un fan impazzito ad un concerto, già felice d'esser li, se non distante, a vedere ciò che da tanto sognava, scalcolando i pass per il back stage che tanto voleva per avvicinarsi di più, godeva di quei piccoli momenti già grandi.
Mi accorsi poi di essere in lacrime, e piansi, piansi li davanti a lui, non curandomi del resto sussurrai un
-Grazie- sepolto da troppo. Lo tenevo dentro, per usarlo con qualcuno che lo meritasse davvero. E lui. Se lo era meritato. E io mi ero meritata lui? No.
Ma poco importava, la felicità non ha prezzo, e non ha bisogno di meriti, solo di impegno. E io in quel momento decisi di impegnarmi per essere felice. Come mai. Come sarà stato da lì a sempre.
Mi accompagnò a casa, e sotto il portichetto del prefabbricato nei pressi della periferia, mentre una fioca luce circondata da piccole falene attratte, illuminava di poco le nostre più o meno simil-alte figure ci abbracciamo, senza sfiorare le nostre labbra o le nostre guance. Prendendocela con comodo, senza fare corse eccessive coi tempi. Per i baci c'era tempo.
-Ci vediamo presto Ab.-
Il nuovo soprannome risuonava dolce tra le sue labbra che bramavo con calma e voglia di attesa.
Scese le scalette e si voltò
-Ma non ho il tuo numero e sai dove abito di sfuggita, come farai..-
La figura girata di schiena mi volse un ultima volta lo sguardo dagli occhi verdi-azzurri
-Ti troverò io. Come ho sempre fatto. E non mi stancherò mai di cercarti, se mai dovessi perderti-
Poi si allontanò.
Oh era un poeta. Delicato e ottocentesco. Un Romeo. Un Marcantonio. Un Dante.
Mi addormentai per la prima volta dopo tanto, senza lacrime vicino al viso. Tra il mio cuscino finalmente asciutto, con un sorriso da statua greca, tanto vero quanto permanente.
Fu una notte, di quelle poche da ricordare.
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"Remember Me"|| Luke Hemmings
RomansaWe find love in hopless places {Avvertenza: Presenti due 'Abigail' nella storia, Abigail Breslin (bionda) e Abigail Hood (rossa) cercherò di distinguerle il più possibile}
