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Allison si svegliò di colpo,rendendosi conto di star sognando qualcosa che,per fortuna,non ricordava affatto.

Ogni volta che sognava,erano sempre incubi.

Mai una volta che fosse qualcosa di bello.

Si guardò intorno,cercando di capire dove si trovasse.

Ma appena i suoi occhi si posarono sulle lenzuola verde smeraldo,un flusso di ricordi riaffiorò improvvisamente.

Certo...era a Hogwarts.

Non aveva idea dell'ora.La stanza era immersa in una luce fioca,e a essere sincera,le mancava perfino quella fastidiosa luce del mattino che,a casa,la costringeva ad alzarsi per affrontare un'altra giornata di scuola.

Qui,invece,sembrava avvolta nell'acqua e nell'oscurità.

Tutto era ancora così nuovo.Doveva abituarsi.

Si mise a sedere,notando un foglio piegato sul comodino.Lo prese e vide che erano gli orari delle lezioni.Sotto,un biglietto con la grafia ordinata di Daphne:

"Questo è il plan delle lezioni.Ti aspettiamo in Sala Grande per fare colazione."

Con suo grande piacere,notò che avrebbero avuto diverse lezioni insieme ai Grifondoro.
Sospirò profondamente,poi tirò fuori dalla valigia la sveglia che aveva portato da casa,sapendo che lì tutto funzionava con la magia.

Le lancette segnavano le nove.

Le nove?!

Allison sgranò gli occhi.

Balzò fuori dal letto come una molla,afferrò in fretta e furia la divisa e cominciò a vestirsi in tutta fretta,litigando con i bottoni della camicia e maledicendo le cravatte.

«Perché proprio le cravatte?!», borbottò frustrata mentre infilava le scarpe e si legava i capelli in una coda scomposta.Afferrò la borsa e ci ficcò dentro tutti i libri alla rinfusa.

Uscì di corsa dalla Sala Comune,capendo subito che non avrebbe avuto il tempo di fare colazione.

Non aveva mai fatto tardi nella vecchia scuola.

Perché proprio qui?

Sbuffò,scendendo le scale che sembravano volerla prendere in giro,cambiando direzione proprio quando aveva finalmente capito dove andare.

Molti studenti la fissavano incuriositi,ma lei li ignorò.

Aveva un solo obiettivo:arrivare in classe.

Aprì la porta dell'aula con decisione e si immobilizzò sotto gli sguardi di tutti.

La lezione era già cominciata.

«Buongiorno,professore», disse a fatica ancora col fiato corto. «Mi scusi per il ritardo,non ho controllato l'orario.Sono appena arrivata e devo ancora ambientarmi e—»

«Si accomodi,signorina», la interruppe l'uomo con voce fredda e scandita.

Allison sentì un brivido correre lungo la schiena.

L'uomo era alto,magro,con la pelle chiarissima e i capelli neri e lunghi.Ma ciò che la colpì davvero furono i suoi occhi gelidi e penetranti,che la misero subito a disagio.

Fece solo un cenno con il capo e cercò con lo sguardo un posto libero.

Per fortuna,Daphne ne aveva lasciato uno accanto a sé.

«Scusami,avrei dovuto svegliarti,ma sembravi stanca», sussurrò Daphne.

«Tranquilla,è colpa mia.Devo ancora abituarmi a tutto questo», rispose Allison a bassa voce.

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