Salì velocemente le scale che conducevano alla Torre di Astronomia e,appena arrivata,sentì il freddo pungente investirla,facendola rabbrividire.Nonostante ciò,rimase lì,appoggiandosi alla ringhiera nel tentativo di riprendere fiato.
Non sono un mostro.
Continuava a ripeterselo nella mente,cercando di concentrarsi solo su quelle parole e non su ciò che era realmente accaduto.
Dopo qualche minuto riuscì a riprendersi,si voltò e si sedette sui gradini,portandosi le ginocchia al petto,mentre le lacrime iniziavano a scendere una dopo l'altra,finché non cominciò a singhiozzare.
Si portò una mano alla bocca,incapace di reprimere tutte le emozioni che stavano emergendo con violenza.
Si sentiva arrabbiata,frustrata,terribilmente triste.
Avevano ragione.
Mostrava ciò che non era,ma alla fine emergeva sempre ciò che era davvero.
E se in quel momento avesse perso il controllo?
E se avesse fatto loro del male?
Troppe domande le affollavano la mente,domande a cui non riusciva a trovare una risposta,e questo la faceva piangere ancora di più.
Avrebbe potuto andare da Harry,cercare conforto,ma forse era meglio così:non avvicinarsi a nessuno,rimanere sola.
D'altronde,era sempre stata sola fin da bambina,e la presenza di qualcuno accanto a lei non aveva mai cambiato davvero le cose.
Il pensiero che gli altri si fossero riuniti in Sala Comune a parlare come se nulla fosse,senza minimamente preoccuparsi di lei,dopo che era corsa via dalla classe,le spezzava il cuore—a parte Daphne,ovviamente.
Non riusciva ancora a credere a quello che aveva detto a Pansy,ma sapeva che lo spettacolo che aveva dato era stato sicuramente apprezzato.
I Serpeverde amavano quel genere di cose,dopotutto;anche loro le facevano.
Si rese conto che la casa a cui apparteneva rispecchiava perfettamente ciò che era davvero.
Tutto era troppo.
Troppo intenso.
Troppo forte.
Si sentiva come se stesse cadendo a pezzi,immersa in un tunnel senza uscita.
Mentre le lacrime continuavano a scendere,si alzò la manica del maglione e poi quella della camicia.Cominciò a graffiarsi le braccia,cercando in qualche modo di cancellare quelle parole che sembravano incise sulla sua pelle.
Smise solo quando vide il suo braccio diventare completamente rosso,i segni dei graffi ben evidenti,con piccole gocce di sangue già affiorate in alcuni punti,e in uno in particolare dove il sangue cominciava a colare,scivolando lungo la mano.
Rimase rapita da quell'immagine,come se quelle parole stessero davvero scivolando via da lei.
Il colore così rosso del sangue la fece pensare immediatamente all'ideologia del sangue di cui parlavano spesso i suoi amici.
Come poteva il sangue essere diverso?
Era impensabile credere in qualcosa del genere.
Talmente rapita da quella visione,non si accorse che,a pochi metri di distanza,qualcuno la stava osservando attentamente.
«Come mai non sei con Potter?»
Una voce la fece sobbalzare,costringendola a voltarsi di scatto verso di lui.Era immobile e la stava osservando con sospetto.Aveva le mani infilate nelle tasche e indossava il mantello per proteggersi dal freddo,mantenendo la sua solita posizione composta.
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Harry Potter:Il Cuore delle Tenebre.
FanfictionAllison ha sempre saputo di essere diversa. Poteri misteriosi che sfuggono al suo controllo,occhi che brillano di verde nei momenti di rabbia... qualcosa in lei è sempre stato fuori posto.Ma solo quando riceve la lettera da Hogwarts-la scuola di mag...
