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Per tutta la notte,Allison non aveva chiuso occhio,pensando e ripensando a quella lettera.

Non riusciva a darsi una spiegazione su come fosse possibile tutto questo,e soprattutto che lei fosse davvero ciò che quella lettera suggeriva:una strega?

Com'era possibile?

Si alzò dal letto,convinta che l'avrebbe attesa un'altra giornata orribile.Andò in bagno e,appena si guardò allo specchio,sgranò quasi gli occhi alla vista del proprio riflesso:i suoi occhi erano così spenti.

Sorridi,Allison,pensò.Peggio di così non potrebbe andare.

Si diresse al suo armadio,afferrando le prime cose che le capitavano a tiro,poi prese lo zaino e scese velocemente le scale.Come al solito,sua zia non c'era.Era sicuramente andata ad aiutare una sua amica,come spesso accadeva.

Sì,perché sua zia faceva volontariato per le persone senzatetto,e Allison,quando poteva,andava con lei,soprattutto durante il periodo di Natale.

Uscì di casa,camminando lungo le strade bagnate dalla pioggia, quando all'improvviso qualcosa la afferrò per un braccio, spingendola con forza contro un muro.

Non fece nemmeno in tempo a urlare che una mano le si posò sulla bocca,impedendole qualsiasi parola.

Si rese conto che era lo stesso ragazzo del giorno prima,quello che l'aveva spintonata.

Guardandolo meglio,si accorse che era sicuramente più grande di lei.

«Guarda,guarda chi c'è...», disse lui mostrando un sorrisetto malizioso.

Allison cercò di scostarsi,ma sentì il suo fiato caldo sull'orecchio e capì che si era avvicinato ancora di più.

«Dove credi di andare,piccola ragazzina?Mh?», sussurrò minacciosamente togliendole la mano dalla bocca mentre si premeva contro di lei.

«Ti è piaciuto dare spettacolo ieri,non è vero?», domandò divertito. «Oh,sì,che ti è piaciuto»

«Ti prego...lasciami andare», mormorò Allison con voce rotta, mentre sentiva gli occhi colmarsi di lacrime e il corpo iniziare a tremare.

Non farti prendere dal panico,Allison.

Andrà tutto bene.

«Ti prego!Lasciami andare!», la scimmiottò imitandola con tono beffardo.

Poi le posò una mano alla nuca e le afferrò i capelli in un pugno,costringendola a inclinare il viso verso il suo.

«Ascoltami bene,ragazzina.I tuoi giochetti falli con i tuoi amici», ringhiò ma notando che il suo sguardo si abbassava,ridacchiò.

«Oh,scusami,è vero...non ne hai.Beh,falli a tua madre»

Allison lo guardò con odio.

In quel momento avrebbe voluto davvero sputargli in faccia,tanta era la rabbia e il disgusto.

«Oh,giusto...non hai nemmeno quella.Poveretta.Quanto mi dispiace per te.Beh...semplicemente fai attenzione,perché potresti aspettarti delle cose veramente brutte,ragazzina», concluse infine lasciandole andare i capelli.

Poi la sbatté con forza contro il muro un'ultima volta e se ne andò, con quel sorrisetto sulle labbra,lasciandola lì,sola.

Allison respirava affannosamente,mentre le lacrime le scendevano copiose sul viso.

Sentì uno scricchiolio che la fece quasi sobbalzare,temendo che fosse ancora lui,ma invece vide due ragazze che,nascoste, osservavano la scena con un'aria divertita.

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