Capitolo 23-Assente

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Tre mesi dopo

Tris rideva a crepapelle con la canna girata con il filtro a spirale e Isaac assieme a lei.
<<Ma hai visto come cazzo si atteggiava? Che zoccola>> continuò a sogghignare la rossa ciliegia tinta mettendo successivamente i piedi sul tavolino dinanzi a loro, aumentando lo sghignazzo del beta.
Si trovavano sul divano della dimora di Scott, deridevano Natasha Henderson, una ragazza che andava nella loro stessa scuola.
<<Ma lascia stare, non sa fare altro che aprire le gambe quella tipa>> continuò Beatrice, passando l'oggetto fumante al suo amico.
Il nogitsune era sparito oramai da tempo, senza farsi più sentire.
All'inizio Tris per codesto motivo peggiorò, non faceva altro che pensare al suo peggior incubo, si sentiva persa, senza uno scopo nella vita senza di lui, era il suo mondo intero, si sentii completamente abbandonata nonostante la presenza dei suoi amici, che non la lasciarono mai sola a la aiutarono ad uscire da quel tunnel di tristezza e vuoto, dove l'aveva portata il demone assetato di caos.
La banshee arrivò all'intubazione perché non voleva mangiare, fu il momento più brutto della sua intera esistenza, provò addirittura a buttarsi dalla finestra dell'ospedale.
Non vedeva più una ragione per vivere: lui se n'era andato, aveva rifiutato tutto l'amore che gli avrebbe donato, niente aveva più senso, se non era abbastanza per lui allora non lo era per niente e nessuno a detta sua.
<<Sono contento che tu ne sia uscita Tris, che tu sia uscita dall'ospedale, mi mancava molto vederti così serena>> disse il lupo sincero per poi fare un tiro.
Era uscita da due settimane soltanto, ma stava molto meglio rispetto a prima.
<<Sono contenta anche io di essere tornata Isaac e ti devo ringraziare molto: tu e il branco siete stati fondamentali per me, senza di voi non ce l'avrei fatta, siete sempre stati presenti per me e vi sono infinitamente grata>> rispose Beatrice con il sorriso, <<Siamo tuoi amici, è ovvio l'abbiamo fatto perché ci teniamo e ti vogliamo bene, non c'è bisogno di ringraziare Tris>> ricambiò il sorriso Isaac <<Anzi, mi dispiace molto di non averti potuto aiutare prima, quello stronzo del nogitsune ti stava facendo a pezzi in silenzio>> abbassò lo sguardo.
A sentire il suo nome le vennero i brividi.
Le faceva ancora un certo effetto e lui lo sapeva benissimo, visto che nonostante non fosse presente concretamente, era ancora nella sua testa ad ascoltare i suoi pensieri, come il parassita che è.
Lo stava iniziando a superare piano piano, ma ogni tanto aveva ancora qualche ricaduta pensando a lui, a quanto in realtà le mancasse ancora, nonostante tutto il dolore che le avesse causato, ma la terapia stava avendo i suoi benefici, si stava rialzando e riprendendo la sua vita.
Isaac ripassò la canna alla rossa tinta, che fece gli ultimi tiri e poi la spense.
<<Isaac, non è stata assolutamente colpa vostra, ero completamente manipolata, l'importante è che sia tutto finito>> o almeno così credeva.
Il ragazzo dagli occhi azzurri l'abbraccio per confortarla, iniziando ad assorbire il suo dolore e lei si ritrasse subito dall'abbraccio <<Lascia stare, non farlo>> gli disse e lui annuì.
Tris spense la canna una volta finita e disse al beta di Derek che si sarebbe andata a coricare.
Una volta salite le scale si affacciò alla finestra e si accese una Marlboro rossa.
Improvvisamente scoppiò a piangere silenziosamente.
Certo, si stava riprendendo, ma la sua presenza le mancava da morire, anche se in realtà era lì a sua insaputa.

"Ma precisamente, che cosa mi manca? I suoi continui abusi?"

Si disse riflettendo, si sentiva stupida perché le gocce d'acqua salata le stavano solcando il viso in quanto non dovrebbe mancarle così tanto.
Ma lei aveva bisogno di lui come l'aria che respirava, aveva perso tutta la sua indipendenza e il suo carattere forte, si era portato tutto via con sé, ma lei l'aveva lasciata lì, a sentirsi persa.
Continuava a pensare a tutto l'arco del loro rapporto, a ragionare sui suoi tratti manipolatori, sui se, sui ma, sui perché, torturandosi da sola e nonostante tutto continuava a incolparsi e a non sentirsi abbastanza perché voleva andare via con lui.
Lui era tutto il suo mondo e l'aveva abbandonata.
Non riusciva più a convivere con quel vuoto che le aveva lasciato, non riusciva a trasmetterlo a parole con nessuno, è come se avesse intenzione di tenersi per sé l'unica cosa che le aveva dato prima di andarsene (il dolore).
Non le aveva bloccato le ali per spiccare il volo, gliele aveva direttamente tagliate, perfino quando aveva levato le tende era ancora in suo totale possesso, oramai ce l'aveva in pugno e la stava rendendo sempre più piccola.
Lei non era più niente senza di lui.
Si asciugò le lacrime dalle guance e andò a prepararsi per la notte e lo zaino per la giornata di scuola che sarebbe avvenuta il giorno dopo.
Si coricò a letto ed entrò nel suo classico loop di tristezza in cui si ripeteva di non essere abbastanza e di non meritare nulla, si sentiva così sola malgrado fosse circondata da persone che le volevano bene e le avrebbero sempre teso la mano per aiutarla.
Sostanzialmente si auto sabotava, poiché secondo lei se avesse avuto valore lui l'avrebbe trattata bene e sarebbe rimasto con lei, era lei quella sbagliata a detta sua.

Il giorno dopo nella mensa scolastica

Beatrice aveva gli occhi più spenti del solito quel giorno e delle occhiaie che arrivavano fino a terra, pareva non avesse dormito per giorni.
Un braccio le circondo il collo <<Ehi rossa, come stai?>> Stiles, <<Tutto bene Stilinski, tu?>> ribatté lei con un sorriso finto, <<Tutto bene>> le mostrò tutti i denti in modo sincero, poi andarono al bancone per prendere il loro pranzo.
<<Ecco la mia biondo-fragola!>> esclamò alla vista di Lydia, dandole subito un bacio a stampo, <<Ciao ragazzi>> sorrise la banshee.
Mentre prendevano il loro cibo, l'umano notò che Beatrice non aveva preso niente: <<Tris, tutto bene?>> domandò preoccupato vedendo che non aveva intenzione di mangiare, lei rispose di sì e decise di non andare ulteriormente avanti col discorso poiché l'avrebbe solo messa a disagio, ne avrebbe parlato col branco successivamente in privato.
Raggiunsero quest'ultimi al tavolo, salutandoli e nessuno si azzardò a domandare a Tris il motivo per cui non voleva toccare cibo.
<<Ragazzi io mi arrendo con la matematica, penso ripeterò l'anno>> disse Malia, rassegnata, <<Ma non buttarti giù, devi trovare qualcuno che sia disposto a darti una mano, ma non perderai l'anno>> tentò di rassicurarla Scott, <<Speriamo>> esordì la coyote, <<Massi, stai tranquilla>> continuò l'alfa.
<<Tu come sei messa con i tuoi corsi, Tris?>> domandò la sua migliore amica, avevano tutti notato che era molto silenziosa quel giorno e continuava fissare il tavolo con il gomito appoggiato su esso e la testa sulla mano, mentre i suoi pensieri la travolgevano; <<Cosa?>> era per l'appunto distratta in quel momento e la figlia di Peter ripeté, <<Oh, beh, ci devo lavorare un po' su>> rispose semplicemente, <<Se hai bisogno di una mano ci siamo>> propose Isaac sorridendole appena, <<Non preoccupatevi>> concluse la conversazione.
Una volta conclusi i corsi, si diressero nelle loro abitazioni e Tris acceso un incenso e le sue candele, continuando il suo libro sulla stregoneria.
Si stava informando sempre di più sull'argomento sperando di trovare un sistema per avere il pieno controllo dei suoi poteri.
Per il momento riusciva a controllare il fuoco delle candele quando riusciva a concentrarsi, non era a buon punto.
Provò ad andare più in profondità riguardo alla visione che ebbero lei e Lydia, ma non riusciva ad essere a conoscenza di niente di più.
Era letteralmente terrorizzata da essa.
Era convinta che c'entrasse Void Stiles in tutto ciò, non aveva dubbi e questo le incuteva ancora più paura.
La sua attrazione/amore verso il nogitsune era strano, provava un'angoscia nei suoi confronti tanto da affascinarla.
Lui era paragonabile a un vampiro che continuava a succhiarle il sangue da un presunto taglio ed esso avrebbe continuato a sanguinare per sempre
Nutriva più il desiderio di lui che di sé stessa, aveva bisogno di più di lui che di sé stessa, era una dipendenza.
Dalla sua assenza il suo desiderio di sparire stava aumentando di nuovo, nonostante stesse cominciando a stare bene stava avendo una ricaduta, stava impazzendo completamente, il suo cervello era marcio, gliene sarebbe servito uno nuovo e nessuno avrebbe potuto salvarla benché fosse fissa sul pensiero che il suo peggior incubo ne avesse le capacità.

Angolo autrice:

Buon Natale bei bambini! Come state passando le vostre feste? Io tra poco vedo il mio ragazzo godoooooo
Vi auguro tutta la gioia del mondo per l'anno nuovo :)
Un caffè a tutti i presenti, ciao malati di libri<3

Cieca.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora