Capitolo 14-Chiarimenti

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Quella mattina non ebbe nemmeno le forze per alzarsi dal letto, perciò rimase tra le calde coperte, visto che non aveva chiuso occhio la notte prima a causa del suo ininterrotto pianto.
Inizialmente provò a resistere dal versare quelle calde lacrime, perché non voleva essere debole davanti al nogitsune, ma tutto andò a puttane e cedette.
Era stanca di stare zitta, di mentire, di ferire le persone a cui teneva, di piangere, di respirare, di tutto, non ce la faceva più a vivere e lentamente si stava chiudendo nella sua piccola bolla di tristezza.
Il cuscino era ancora bagnato dalla sera prima.
Il Void nonostante si sentisse molto in colpa, decise di non aprire bocca o di manifestarsi, di lasciarla sola, nonostante fosse pienamente a conoscenza del fatto che lei avrebbe voluto addormentarsi tra le sue braccia quella notte perché necessitava della sua compagnia, ma lui era troppo ferito e orgoglioso per poterlo fare, visto che è un essere egoista.
<<Beatrice, è l'ora di alzarsi>> disse lo zio di Tris.
Non la chiamava quasi mai Beatrice, se non quando era ferito, e questo fece stare peggio quest'ultima che si fece piccola piccola tra le coperte del letto.
<<Dai, su>> insistette il veterinario.
<<Non mi sento bene>> tentò di farglielo capire, trattenendo un singhiozzo.
Si notava che aveva la voce estremamente rotta.
Deaton decise si lasciarla stare, comprendendo che stava davvero male.
<<D'accordo, ma solo per oggi>> acconsentì, per poi uscire dalla stanza per prepararsi alla sua giornata di lavoro.
La castana sospirò grata a suo zio.
Amava suo zio più della sua vita, non solo perché era comprensivo, ma perché lui è l'unico che decise di tenerla con sé, volendole bene dal primo momento in cui l'ha vista.
Poi fece una promessa solenne a sua sorella sull'adozione di Beatrice, promise che non l'avrebbe mai lasciata sola, che l'avrebbe trattata come una figlia e così fu.

Non penserai di rimanere nel letto tutto il giorno spero!
Alzati subito e vai a cammiare in collina.
Oggi ti concedo duecento calorie, niente di più.
Ne devi bruciare quattrocento minimo, quindi muoviti!

Parlò una vocina nella sua testa, che ascoltò immediatamente, alzandosi da quel comodo materasso e recuperando dal suo armadio una tuta larga grigia.
Void Stiles sospirò affranto, odiava vederla in questo modo per altre cause che non fossero lui, perché "ovviamente" lui poteva. (Angolo autrice: TESTA DI CAZZO)
Si fece una doccia, si lavò i denti e si vestì, per poi prendere le chiavi di casa e uscire da essa.
"Che vita del cazzo" pensò tra sé e sé mentre percorreva la strada per raggiungere la collina; era davvero stufa di tutto quanto.
Le piaceva molto la collina, la rendeva tranquilla e le piaceva la solitudine di quel posto, nonostante ci fossero molti animali intenti ad osservarla e sapeva che anche Lui le avrebbe buttato un occhio. (SCUSATE MA MI SONO IMMAGINATA LUI CHE LE BUTTA UN OCCHIO AHHEWHWHSHSGWH)
Arrivò alla destinazione e incominciò a fare una delle salite più dure della collina per i suoi standard, quella della strada più lunga, ma in questo modo avrebbe bruciato più calorie.
Dopo qualche minuto le venne il fiatone, ma non aveva intenzione di fermarsi.
Lui intanto la guardava in silenzio, attendendo il momento giusto per apparire e parlarle.
Continuò a camminare senza fermarsi, mentre ascoltava la musica dentro le cuffie messe poco prima della salita iniziale.
Stava ascoltando "Bored" della cantante statunitense Billie Elish, cantante che adorava perché spesso rispecchiava i suoi stati d'animo.
Iniziò a sentire un sapore metallico nella sua bocca, dovuto alla stanchezza, le sue gambe erano addolorate, ma non voleva fermarsi finché la salita non si sarebbe conclusa, arrivando al primo step: il maneggio.
Continuò a percorrere il sentiero con qualche cane dietro le sbarre del cancello della sua proprietà che le abbaiava contro, mentre lei alzava gli occhi al cielo, infastidita da quei versi.
Finalmente arrivo al maneggio e le si illuminarono gli occhi: aveva sempre avuto la passione per i cavalli, fin da piccola, ma suo zio non poteva permettersi di farle fare equitazione, uno sport meravigliosa che ti mette a contatto con un animale molto intelligente quanto bello.
Erano i suoi animali preferiti in assoluto, li amava.
Prese la sua borraccia dallo zaino che aveva preparato prima di partire e bevve un po' d'acqua da essa, dissetandosi.
Continuò a parlare con quegli animali per qualche minuto, sapeva che la stavano ascoltando, e poi ripartì.
Era più riposata e allegra dopo aver visto i suoi amati cavalli, aveva più energia.
Continuò la sua camminata col sorriso, finché non udì dei passi dietro di sé.
Si girò, ma non vide nessuno, quindi riprese senza pensarci troppo.
Sentì di nuovo quei passi pesanti, si voltò ancora, ma niente.
Deglutì ansiosa, per poi guardare di nuovo avanti e andando a sbattere contro qualcuno.
<<Scusa>> abbassò lo sguardo senza vedere il soggetto, mentre si strofinava il naso addolorato.
Appena guardò l'individuò, la sua espressione divenne arrabbiata, nonostante fosse triste dentro di sé.
Era stata ferita dalle sue parole, lacerata, e non era neanche venuto a farle compagnia la notte prima nonostante sapesse che stava male e tanto.
<<Ciao>> la salutò con un sorriso sincero, ma la banshee inesperta lo ignorò completamente, andando avanti per la sua strada.
Lui la seguì mentre chiamava il suo nome.
<<Tris! Fermati per favore!>> le urlava dietro, finché non si teletrasportò dinanzi a lei, spaventandola.
<<Cristo!>> esclamò, balzando dalla paura, <<Non puoi apparire così!>> lo rimproverò arrabbiata, tirandogli un pugno sul petto che non gli fece nemmeno un po' male.
<<Ascoltami solo un momento, per favore>> la pregò.
<<Ho già ascoltato abbastanza, non voglio sentire altro uscire dalla tua bocca>> rispose all'orlo delle lacrime, ma si promise che non avrebbe pianto davanti a lui in quel momento.
<<Ti prego, solo un momento>> insistette disperato.
<<Cosa c'è? Vuoi dirmi ancora che sono una stupida ragazzina egoista e viziata?! Che non valgo niente?! Che faccio schifo?! Che dovrei morire?!>> ribattè furiosa, mentre il suo cuore si sgretolava lentamente a ogni parola che pronunciava.
<<Al contrario, voglio scusarmi per quello che ti ho detto ieri mattina>> tentò di farsi ascoltare da lei.
<<Scusarti?! Non voglio sentire più niente! Sto solo perdendo tempo con te!>> continuò imperterrita, andando avanti per la sua strada.
Il demone la afferrò per il polso, facendola voltare verso di sé.
<<Per favore>> ripeté serio, facendola cedere.
La copia di Stiles capì che poteva parlare.
<<Senti, io non penso assolutamente quello che ho detto ieri, nemmeno una parola.
Mi sentivo ferito dagli insulti che mi avevi detto prima, per questo ero arrabbiato con te e ho detto quelle cose per ferirti di rimando, sbagliando.
Non volevo farti sentire così, mi dispiace davvero tanto>> si scusò Void Stiles.
La ragazza ci pensò su per un attimo, per poi sospirare, accettando il fatto che lo volesse perdonare.
<<È anche colpa mia, ti ho detto delle parole orribili solo perché era una giornata storta, scusa>> rispose dispiaciuta anche lei, con lo sguardo basso.
Lui le lasciò il polso e inaspettatamente la abbracciò.
All'inizio lei non ricambiò perché non se lo aspettava, ma poi realizzò e ricambiò, stringendolo forte a sé.
Rimaserò qualche minuto in questo modo, senza comunicare verbalmente, si stavano dicendo tutto in modo spirituale.
Lei si stava lentamente innamorando di lui, ma non un amore normale, uno tossico e malato, da cui non sarebbe mai uscita.
<<Posso camminare con te?>> domandò il nogitsune dopo essersi staccato dall'abbraccio.
Beatrice annuì senza pensarci e ripresero la camminata assieme.
<<Allora, ti piacciono molto i cavalli, eh?>> chiese ovvio, come se non avesse ascoltato i suoi pensieri.
<<Stronzo spione!>> rise, dandogli un pugno amichevole sulla spalla, facendolo unire alla sua risata.

"Quanto è bella quando ride, me la farei in questo momento" pensò pervertito il Void, come sempre.

Continuarono il loro percorso parlando del più e del meno, scherzando assieme e ridendo, ascoltando il rumore della natura e della voce dell'altro, godendosi la passeggiata.

Angolo autrice:

Weiii
Come state?
Piaciuto il capitolo?
Spero di sì!
Nulla, stanno arrivando le vacanze di Natale, finalmente, e stasera vado a vedere Spiderman no way homeeeeee AAAAH.
SONO FELICISSIMA, LO ASPETTAVO DA MESI QUESTO MOMENTO.
Boh, quella ha saltato scuola per sviluppare la sua anoressia, in modo che si evolvesse come un pokemon, abbiamo scoperto la sua passione per i cavallini, che sta stronza ha rubato da me, e Void ha parlato con lei, facendo pace e abbracciandola a cazzo di cane.
Bel capitolo, insomma HAHAAHA.
Vabbè, io vi saluto e un caffè a tutti i presenti☕
Ciao malati di libri🌚❤️

Cieca.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora