Gabriel's pov:
"Chiara, ti posso parlare un attimo?" le dissi mentre passavo in cucina e lei era intenta a mettersi la giacca, molto probabilmente per uscire fuori a fumare.
"Certo,dimmi" mi rispose la ballerina.
Ci sedemmo fuori e cominciai a parlare.
"Mi serve un favore" cominciai, e lei annuì confusa, facendomi segno di continuare.
"Voglio farmi perdonare da Clara e mi serve il tuo aiuto"
"In cosa di preciso?" mi chiese.
"Devi solo dirle che le vuoi parlare e che ti deve aspettare nel giardino sul retro"
Lei si mostrò confusa.
"Non puoi semplicemente chiederglielo tu?" mi chiese.
"Secondo te accetterebbe di uscire fuori a parlare con me dopo come mi sono comportato?"dissi io e lei sorrise sotto i baffi.
"Sei un sottone" mi accusò ridendo.
"può essere"
"va bene, ti aiuterò,dimmi solo quando"acconsentì lei.
"stasera"
Clara's pov:
"Amo usciamo un attimo che ti racconto di oggi che ho visto gli sfidanti?"
Annuì "andiamo dietro?"
"si solo un secondo che vado a prendere una felpa, tu comincia ad andare, io arrivo" mi disse e io accettai, cominciando a camminare verso il giardino.
Passarono un paio di minuti e al posto della ballerina notai Gabriel varcare la porta.
"Ciao" mi disse quando mi notò.
"Ciao" risposi con quasi un sussurro.
"Posso sedermi?" mi chiese, indicando il posto accanto a me e io annuì.
"Volevo parlarti"
"Dimmi"
Ci furono dei secondi di silenzio ma dopo luì parlò.
"in realtà volevo darti questa" mi disse allungandomi un pezzo di carta piegato chissa quante volte "Leggila quando vuoi" mi disse, "oppure non leggerla.. vabbè io vado" fece per alzarsi, ma lo trattenni per il braccio.
"La leggo adesso" dissi, non so con quale coraggio.
Mi aveva scritto una lettera?
Il mio cuore cominciò a battere più forte solo al pensiero.
Lui annuì e si sedette meglio accanto a me.
"Scusa se non capisci la scrittura"mi disse imbarazato.
"Non preoccuparti" gli sorrisi dolcemente.
Oddio era così tenero.
Aprì la lettera.
"Hai una bella grafia invece" dissi io e le sue gote si colorarono di rosso.
Mi sembrava di essere tornata all' inizio, con noi che arrosivamo ogni volta che ci facevamo quei rari complimenti.
Presi un bel respiro e cominciai a leggere a voce bassa, quasi sussurrando.
"Un passo tu, un passo io.
Non importa quanto saremo stanchi, quanto ripida e piena di massi sarà la strada.
Cammineremo vicini.
Cammineremo accanto all'altro, mano nella mano.
Continueremo a darci conforto, consigli.
A dedicarci sorrisi, pensieri, amore.
Ci saranno volte in cui urleremo, ci arrabbieremmo; ma poi saremo felici, saremo mano nella mano.
Mi stai insegnando la parola amore.
Mi stai insegnando tutte le sfaccettature di questo sentimento.
Mi fai battere forte il cuore, mi fai mancare il respiro, mi fai provare emozioni nuove.
Con te, è come se ritornassi ad anni e anni fa; come quando giocavo a pallone nel giardino di casa mia, o mi divertivo a sfogliare le riviste di qualche cartone animato.
Mi sento un ragazzino alla sua prima cotta.
La differenza è che è tu non sei la mia prima cotta, sei il mio primo amore."
Quando finì di leggere lacrime correvano libere sulle mie guance.
Mi aveva definita il suo primo amore.
Si era innamorato di me.
Alzai gli occhi dal foglio e lo guardai in faccia.
Lui notò che stavo piangendo.
"perche piangi?" mi chiese accarezzandomi una guancia.
Quel tocco mi fece rabbrividire, poggiai la mia mano sopra la sua che era poggiata sulla mia guancia per asciugarmi le lacrime e la strinsi.
Ci guradammo negli occhi per un lassi di tempo infinito quando poi presi in mano la situazione.
Fanculo Francesca.
Fanculo l'arrabbiatura.
Fanculo a tutti quanti.
Mi manca.
Unì le nostre labbra e una scarica di adrenalina mi attraversò il corpo.
Era davvero così bello baciarlo?
E soprattutto, mi era mancato davvero così tanto?
Sentì le sue mani afferrarmi per i fianchi mentre le nostre labbra rimanevano incollate.
Quando ci allontammo privi di fiato dissi solo " Dammi un po' di tempo" e lui annuì, ma poi aggiunsi "Mi ero dimenticata quanto fossi bravo a baciare" e feci rincontrare le nostre bocche.
Fummo costretti a staccarci l'uno dall' altra per colpa del rumore della porta che si apriva.
"ODDIO! ALESSIO CORRI, VIENI A VEDERE!" urlò Daniele mentre puntava me e Gabri.
Il ballerino di Emanuele accorse e quando vide me e Vybes, uno sopra l'altra lanciò un urlo ma poi si riprese trascinando con se Daniele.
"Continuate pure" e ci congedarono.
Scoppiai a ridere così come Gabri.
"Mi sei mancata così tanto" mi disse lui, mentre poggiava la testa nell' incavo del mio collo.
"Mi dispiace tanto,sono stato un coglione,hai fatto benissimo a non parlarmi, non dovevo nemmeno guardarla a quella,sei tu l'unica che voglio ti giuro" mi disse e mi sembrò di parlare con un bimbo.
"Sei perdonato Gabri" Sorrisi.
"Davvero?" mi chiese lui,incredulo.
"Si, ma non farlo mai più"
"Promesso" mi disse, prima di lasciare un bacino sul mio collo e poi alzarsi in piedi.
"Torno subito,rimani qui"
Passarono una decina di minuti (che avevo passato a rileggere la lettera con un sorriso da ebete stampato in faccia) e vidi Gabriel tornare con due tazze in mano.
"Latte per me e Tisana per te" me ne porse una e io sorrisi.
"Te lo sei ricordato" dissi sorpresa.
"Eh già"
Mi appoggia alla sua spalla e cominciammo a parlare.
Ci dicemmo tutte le cose che non c'eravamo mai detti, ci raccontammo delle lezioni, le nostre opinioni sulla puntata.
Era bella essere tornati alla normalità.
Era bello riaverlo al mio fianco.
Gabriel' pov:
Era di nuovo tra le mie braccia.
Le sue labbra erano di nuovo poggiate sulle mie.
Era di nuovo al mio fianco.
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us. (vybes amici24)
RomanceClara,19 anni,cresciuta a pane e musica, realizza il suo sogno di entrare nella scuola di ballo e canto più famosa d'Italia: Amici Lì Clara andrà incontro a difficoltà, traguardi e amicizie, e perché no, anche l'amore.
