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La fiera dello spavento brilla di luci arancioni e viola che si riflettono sul selciato umido, creando un'atmosfera tra il magico e il sinistro. L'aria è satura del profumo dolciastro dello zucchero filato e del popcorn caramellato, mescolato al lieve sentore di zucca e cannella che proviene dai banchetti decorati con ragnatele finte e zucche intagliate.

Cammino lentamente tra le bancarelle, i miei occhi verdi catturano ogni dettaglio: maschere spaventose appese alle pareti, costumi elaborati e bambini che correvano eccitati con sacchetti pieni di dolci.

Un sorriso involontario mi increspa le labbra. «È incredibile quanto si possa fare con così poco,» mormoro, stringendomi nel giubbino corto di pelle per il vento freddo che pizzica la mia pelle.

«Lo dici perché non hai ancora visto il tunnel dell'orrore,» ribatté John, che mi è accanto con un sorriso malizioso. «Dicono che ci sia una stanza da cui pochissimi riescono a uscire senza urlare.»

Rido, scuotendo la testa. «Non so se il tunnel dell'orrore faccia per me. Preferisco rimanere intera, grazie.»

«Oh, andiamo!» interviene Chloe, agganciandosi al mio braccio. «È Halloween! Se non ti spaventi almeno una volta, non vale nemmeno la pena essere qui!»

«Parla quella che ha urlato solo per un ragno finto,» scherza Ryan, guadagnandosi una gomitata scherzosa da Chloe.

«Comunque, io ci vado,» dichiara John, alzando una mano. «E voi farete meglio a venire con me, o mi toccherà sopportare la paura da solo.»

Mentre il gruppo ride e discute, sento un fremito percorrermi la schiena, come se qualcuno mi stesse osservando. Mi giro istintivamente, i miei occhi cercando qualcosa nella folla di persone mascherate.

Ed eccolo lì.

Elia è appoggiato a una bancarella poco distante, con il solito sorriso sfrontato dipinto sul viso. I suoi occhi verde-blu sono puntati direttamente su di me, come se avesse saputo che mi sarei girata in quel momento. Ai suoi lati, i suoi due amici, Logan e Dylan, ridono tra loro, ma Elia non si muove.

Il mio cuore accelera, senza un apparente motivo. Perché deve essere sempre così? Sempre così... invadente.

«Che succede, Iris? Sei diventata un fantasma?» chiede John, dandomi una leggera spinta sulla spalla.

«N-niente,» balbetto, voltandomi di scatto. «Andiamo al tunnel, allora.»

Cammino accanto a Chloe, lungo il sentiero illuminato da zucche intagliate e fioche luci arancioni. L'aria profuma di zucchero filato e crêpes, ma nel mio cuore si agita una strana inquietudine. Il pensiero di Elia, con quel suo sguardo penetrante, non mi lasciava in pace.

«Guardate che spettacolo!» esclama John, indicando l'ingresso del tunnel dell'orrore. L'arco d'entrata è decorato con teschi scintillanti e ragnatele, mentre un fumo bianco si solleva dal terreno, creando un'atmosfera surreale. Una risata malefica proviene da un altoparlante nascosto, seguita dal suono di un lupo che ululava.

«Molto promettente,» commenta Ryan, sfregandosi le mani. «Vediamo chi di voi urlerà per primo.»

«Io scommetto su te,» ribatte Chloe, sorridendo e puntandomi.

Mentre ci avviciniamo all'ingresso, un uomo in costume da vampiro blocca la nostra strada. Indossa un mantello nero, il viso pallido è evidenziato da un trucco grottesco. «Benvenuti, mortali!» dice con voce profonda e teatrale. «Siete pronti ad affrontare le vostre paure più oscure?»

«Assolutamente sì,» risponde John, cercando di sembrare coraggioso, ma l'uomo lo fissa intensamente, e un sorriso inquietante gli increspa le labbra.

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