L'uomo ha sempre desiderato
Ciò che non poteva avere.
GANGSTA
-Kehlani
Il mio primo giorno di scuola era ufficialmente concluso. Ieri ero tornata a casa euforica e saltellante, tanto che mio padre mi ha chiesto se mi avessero messo qualcosa nella bottiglia d'acqua.
Ma a parte questo la serata si era conclusa in modo calmo e ordinario, nessuno stravolgimento caotico.
Oggi invece la fortuna è stata dalla mia parte e non sono andata a scuola. Nella State University si tiene una festività per le matricole e quindi la scuola è chiusa per tutti gli altri.
Proprio per questo, adesso mi trovo nel parco con i miei nuovi amici. Grace è sdraiata sul nostro telo a leggere un libro, Chloe sta raccogliendo i fiori, John cerca di mangiare una foglia di quercia e Ryan...
«Qualcuno vuole giocare a pallavolo con me?!». Lo vedo correre verso di noi con una palla in mano e con i capelli spettinati dal vento.
«Sto raccogliendo i fiori!». Chloe mostra il piccolo mazzo di margherite che è riuscita a creare mentre Grace, senza nemmeno fiatare, alza il libro. Un chiaro segno di non essere disturbata.
«Ci sto». John si alza e si avvicina all'amico, dandogli pacche amichevoli sulla spalla. «Tanto perdi sempre».
Ma perché indossa delle infradito giallo fluo in pieno inverno?
«Iris? Hey? Ci sei...?».
Sbatto le palpebre, tornando nel mondo reale e distogliendo lo sguardo dalle pantofole di John per alzare lo sguardo sul viso di Ryan.
«Scusami...cosa?».
«Vuoi venire a giocare con noi?».
Guardo il campo da pallavolo in fondo al parco, in mezzo a quattro alberi che lo incorniciano perfettamente.
«Emh...si va bene. Ma sono negata».
La risatina di John fa irritare Ryan, che lo squadra male.
«Tranquilla Iris, tanto anche Ryan è una pippa. Perde sempre».
Dopo una lunga batti beccata tra chi fosse il migliore, ci dirigiamo verso il campo.
«Siamo tre però...». Ryan pensa, ma John propone subito delle squadre che ci faranno perdere.
«Voi due contro di me. Non vincerete mai contro la Leggenda!». Gonfia i muscoli delle braccia per rafforzare il concetto.
Purtroppo la giornata non può concludersi senza qualche casino. Dopotutto mi chiamo Iris Wood. Non sono mica io la regina della sfiga?
«Andatevene, il campo è nostro». Una voce bassa e profonda, oserei dire addirittura roca, arriva dalle mie spalle.
Una voce che riconoscerei tra mille, penso.
Mentre i suoi passi pesanti si avvicinano sento il suo profumo inebriante investirmi come un treno in tutta corsa.
Tabacco, menta e cuoio. Buono.
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Heartless
Storie d'amore⚠️Attenzione: questo libro contiene scene esplicite e affronta temi delicati.⚠️ ❗Il primo dei tre libri è completo, ma sarà sottoposto a una revisione totale: molte scene saranno cambiate.❗ Iris Wood è sempre stata una brava ragazza. Diligente in cl...
