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Vivere è
Più difficile
Che sopravvivere.

SHE HAS GOT THE DEVIL IN HER EYES

-Devil eyes, Hippie Sabotage

Elia è sdraiato sul mio letto come se fosse a casa sua, il telefono in mano e un sorrisetto idiota stampato sul volto. Io sono piegata sul computer, con gli occhi che bruciano per lo sforzo di leggere caratteri microscopici su un sito pieno di pubblicità.

«Elia, potresti almeno fingere di collaborare?» sbotto, alzando appena lo sguardo verso di lui.

«Sto facendo il mio lavoro,» risponde senza neanche degnarmi di uno sguardo.

«E quale sarebbe?»

«Non disturbarti,» dice, con il tono più noncurante del mondo. «Rappresento la parte decorativa del gruppo.»

Chiudo gli occhi e respiro profondamente. Calma, Iris, non è il momento di strangolarlo.

...magari più tardi, dopo che lo avrai torturato.

«Ascolta, genio della decorazione,» gli dico, voltandomi verso di lui. «Se non ti alzi da quel letto e non mi dai una mano, giuro che la prof saprà esattamente chi ha lavorato e chi no.»

Elia si limita a ridere sotto i baffi. «Oh, dai, ce la fai benissimo da sola. Sei così organizzata. Ti piace essere perfetta, no?»

Lo fisso, incredula. «Perfetta? Se fossi perfetta, non sarei bloccata in camera mia con uno scansafatiche come te.»

Elia finalmente si siede sul letto e mi guarda con quel suo sorriso strafottente. «Scansafatiche? È così che mi vedi?»

«No, ti vedo come un peso morto,» ribatto con un sorriso forzato.

Lui si alza, avvicinandosi con lentezza. Il suo sguardo è una miscela di sfida e divertimento. «Sai, potrei sorprenderti, Wood. Magari sono più utile di quanto credi.»

«Fantastico,» replico, incrociando le braccia. «Allora perché non inizi a dimostrarmelo?»

Lui fa un altro passo, prendendo il computer dalle mie mani con una naturalezza irritante. «Certo, certo. Ma dimmi una cosa: quanto saresti disposta a ringraziarmi se finissi tutto il lavoro per te?»

«Ringraziarti? Oh, non mi basterebbe una vita intera per ringraziarti abbastanza,» rispondo con sarcasmo.

Elia ridacchia e si siede di nuovo sul letto, aprendo il computer. Dopo due secondi, però, alza gli occhi su di me. «Nah, troppo lavoro. Sai che c’è? Torno a fare la parte decorativa.»

«Tu sei impossibile!» esclamo, afferrando un cuscino e lanciandoglielo addosso.

Lui lo prende al volo, ridendo. «E tu sei divertente quando perdi la pazienza.»

Elia si sdraia di nuovo sul letto, con le braccia dietro la testa. Mi guarda con un sorriso furbo mentre io tento disperatamente di riportare l'attenzione sul compito.

«Sai, Iris,» inizia, il tono volutamente lento, «ti piace proprio avere tutto sotto controllo, vero? Tipo... in ogni situazione.»

HeartlessDove le storie prendono vita. Scoprilo ora